lunedì 31 gennaio 2011
John Barry 1933-2011
John Barry, scomparso ieri per un arresto cardiaco, aveva vinto cinque Oscar per le sue colonne sonore. Nessuno però per le musiche che lo avevano reso più famoso, quelle scritte per i film di James Bond come Goldfinger e Dalla Russia con Amore. Suo anche l'arrangiamento "classico" del tema di 007 scritto da Monty Norman.
Gli Oscar di Barry hanno premiato le sue musiche per Nata libera, Il leone d'inverno, La mia Africa e Balla coi lupi. Il mio preferito resta il tema di Midnight Cowboy, da noi Uomo da Marciapiede.
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Nel frattempo, in Albania...
"Continueremo la nostra protesta pacifica per chiedere la fine di questo regime" ha detto Rama, che alla stampa ha ribadito che l'unica soluzione per il paese è quella di indire elezioni anticipate. Una manifestazione pro-governativa, inizialmente indetta per sabato scorso, è stata cancellata. Aldo Bumci, portavoce del Partito Democratico del premier Berisha, dopo la manifestazione ha dichiarato che "oggi Edi Rama è tornato sulla scena del delitto, cercando di trarre beneficio politico dai morti". Il governo non ha avviato indagini sui dirigenti di polizia accusati dall'opposizione per la morte dei tre manifestanti.
A Tirana è arrivato il viceministro degli esteri della Lituania Evaldas Ignatavicius, inviato dall'OCSE per cercare una soluzione alla crisi albanese (la Lituania è presidente di turno OCSE per il 2011). Ha incontrato il presidente albanese Bamir Topi, auspicando non si sa bene cosa. L'Albania, che dal 2009 fa parte della NATO, dallo stesso anno vuole entrare nell'Unione Europea. Da Bruxelles sono già arrivati segnali perentori che questa crisi interna non facilita l'avvio dei processi negoziali.
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domenica 30 gennaio 2011
Il nucleare de noantri
L'agenzia per la sicurezza nucleare ha finalmente nominato il suo vertice. Ma non ha una struttura, tantomeno una sede. Per capire quanto le cose siano ancora in alto mare basta la dichiarazione del sottosegretario allo sviluppo economico Saglia, che esprime il suo gradimento sull'ipotesi che l'agenzia abbia sede a Roma. Insomma, non sono ancora riusciti a decidere neppure questo.
Una volta stabilita la sede l'agenzia dovrebbe definire alcuni "dettagli", quali la localizzazione delle nuove centrali e il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive. Ad oggi non è stato ancora reso pubblico un elenco con l'indicazione dei siti potenzialente ottimali. La concertazione con le regioni e gli enti locali non è mai stata avviata. Visto che un altro turno elettorale si avvicina, la scelta dei siti non sembra il modo migliore di fare campagna elettorale.
L'ottimo sottosegretario Saglia, intervenendo lo scorso agosto al meeting di Rimini di CL, aveva assicurato che i siti delle centrali sarebbero stati definiti entro gennaio. Ma infatti.
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sabato 29 gennaio 2011
Clima, si riparte ad aprile a Bangkok
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venerdì 28 gennaio 2011
Kyoto, il Giappone rilancia
Ieri il Giappone ha annunciato di stare lavorando a una proposta di accordo globale sul clima che superi i limiti del protocollo di Kyoto e possa essere condiviso dai grandi paesi inquinatori.
A Cancun il Giappone si era opposto ad una ipotesi di prolungamento del protocollo di Kyoto sulla base del fatto che il trattato impegna solo i paesi responsabili del 30% delle emissioni globali, compreso il 4% in quota Giappone. Kyoto non è stato mai sottoscritto dagli Stati Uniti e la struttura del trattato non prevedeva impegni per i paesi in via di sviluppo, come Cina e India.
L'attesa sulla proposta di nuovo accordo sul clima del Giappone è notevole, ma i maligni ritengono che l'annuncio sia un tentativo quasi disperato del premier Naoto Kan, che cerca di riguadagnare consenso in vista delle elezioni amministrative di marzo. Secondo i sondaggi oggi il gradimento di Kan nel paese è sceso al 30%.
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giovedì 27 gennaio 2011
Le ragazze giocano con l'iPad
Cosa staranno guardando di così divertente? Le trascrizioni delle ultime intercettazioni di Lady Minetti?
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Non sparate a quei lupi

I lupi in Svezia erano virtualmente estinti e alcuni esemplari furono reintrodotti nel 1990. Le stime oggi parlano di circa 250 lupi nelle regioni settentrionali del paese e gli allevatori lamentano attacchi ai greggi di pecore e renne. Ma i più tenaci sostenitori dell'abbattimento dei lupi sono i cacciatori di alci, preoccupati perché i lupi uccidono i loro cani. La caccia all'alce (in Svezia ce ne sono 400.000) è molto praticata e i cacciatori di alci sono il 6% della popolazione svedese ma rappresentano una lobby potentissima. Nel corso della campagna per le elezioni 2010 gli attuali primo ministro e ministro delle finanze avevano promesso l'apertura della caccia al lupo anche nel 2011.
La decisione non è stata presa bene a Bruxelles, dove la Svezia è accusata di infrazione della direttiva Habitats 92/43 che include il lupo tra le specie protette. Ieri Bruxelles ha formalmente notificato al governo Svedese l'avvio della procedura di infrazione. Ora Stoccolma ha due mesi di tempo per fornire le proprie controdeduzioni. Se queste non saranno ritenute soddisfacenti il caso andrà alla Corte Europea.
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Quello che le agenzie non dicono
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martedì 25 gennaio 2011
Albania calling
Tra Brindisi e Durazzo ci sono solo 148 Km e nel nostro paese vivono 500.000 immigrati albanesi. La grave situazione dell'Albania dovrebbe essere al centro dell'agenda politica del ministero degli esteri italiano. Il ministro Frattini, ormai talmente evanescente da avere raggiunto lo stato gassoso, è rimasto in silenzio. Ammesso che sia vivo.
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lunedì 24 gennaio 2011
Merola quell'altro
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Tempi duri per i falsari
Sono invece in aumento le monete false. Lo scorso anno ne sono state sequestrate 186.000, l'8% in più che nel 2009. Tre quarti delle monete false sono da 2 Euro, ma 25000 erano pezzi da 50 centesimi. Anche le monete sono comunque pochissime. La Gran Bretagna tra il 2009 e il 2010 ha sequestrato due milioni di monete da una sterlina, in pratica una falsa ogni 36 autentiche. Nel caso dell'Euro, le monete false sono una su 86.000.
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Avvistamenti
Sembra che parli dello Yeti o del mostro di Loch Ness.
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domenica 23 gennaio 2011
Otto miliardi di Euro, chi li vuole?
Questa volta l'Italia non c'entra. Il Fondo di Coesione è riservato ai paesi con un PIL inferiore al 90% della media europea. Si tratta di 15 nazioni su 27: Bulgaria, Cipro, Cekia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria. I fondi non restano inutilizzati, ma vengono dirottati su altri programmi che non necessitano di requisiti ambientali. Ad esempio nel settore trasporti, per finanziare autostrade o aeroporti.
Un gruppo di ONG ha pubblicato lo scorso novembre un rapporto interessante che analizza come spesso i fondi europei siano spesi male o comunque con scarsa attenzione all'ambiente.Il rapporto chiede alla UE di utilizzare i fondi comunitari seguendo alcuni criteri base:
- Ogni progetto finanziato nel settore dei trasporti dovrebbe contribuire alla riduzione dei gas serra.
- Il settore del trasporto aereo dovrebbe essere escluso dai finanziamenti.
- I progetti di nuove autostrade dovrebbero essere finanziati solo se è previsto un pedaggio.
Questi principi dovrebbero essere la base dei programmi finanziati nel periodo 2014-2020, i cui regolamenti sono attualmente sul tavolo della Commissione di Bruxelles.
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Che tempaccio che fa
Nel 2010 la temperatura media del pianeta è stata di 0.45° centigradi superiore alla media di 14.00° del periodo 1961-1990.
I dati sono stati presentati in una conferenza stampa dal segretario generale WMO Michel Jarraud che ha confermato la tendenza al riscaldamento globale del pianeta identificando la causa prinicipale nell'aumento dei gas serra dovuto all'attività antropica. Insomma, è colpa nostra.
L'Organizzazione Metereologica Mondiale ha anche sottolineato come il 2010 abbia segnato anche il record minimo della superficie polare permanentemente ghiacciata e sia stato l'anno di fenomeni metereologici estremi come l'ondata di caldo in Russia e le alluvioni in Pakistan. Nel dicembre 2010 la superficie ghiacciata dell'Artico era di 12 milioni di Kmq, 1,35 milioni di Kmq in meno rispetto alla media registrata a dicembre nel periodo 1979-2000. Nella scorsa estate in Groenlandia sono state registrate temperature di 3° c superiori alla media e scarse precipitazioni nevose, che hanno contribuito alla riduzione della calotta glaciale. Il ghiaccio infatti è più scuro della neve e se non è ricoperto da uno strato nevoso assorbe più radiazioni solari.
Il riscaldamento globale provoca fenomi opposti nelle diverse zone della terra. Dicembre 2010 ha registrato temperature molto più elevate della media in Canada e Groenlandia, mentre Norvegia e Svezia hanno avuto punte di 10 gradi sotto la media stagionale e in Gran Bretagna il mese è stato il più freddo dal 1890. Temperature più fredde della media anche in Russia e nella costa est USA, con abbondanti nevicate.
Infine la WMO ha elencato anche gli eventi metereologici estremi che hanno caratterizzato l'inizio del 2011: alluvioni e frane in Sri Lanka e Filippine, "bombe d'acqua" in Brasile nella zona di Rio de Janeiro (oltre 700 morti), alluvioni nell'Australia orientale (foto) legate al fenomeno de La Niña.
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sabato 22 gennaio 2011
Redemption Song
Stamattina alla fine del discorso di Walter Veltroni al Lingotto 2 - La Vendetta gli speakers hanno sparato la versione acustica di Redemption Song di Bob Marley.
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Che succede in Albania?
Le proteste contro Berisha e il suo governo hanno ripreso vigore dopo le dimissioni del vicepremier e ministro dell'economia Ilir Meta. Meta si è dimesso il 14 gennaio dopo la diffusione di un video in cui raccomandava al suo predecessore ministro dell'economia Dritan Prifti di assegnare l'appalto pubblico di una centrale idroelettrica a un suo amico. Per la cronaca Meta aveva sostituito Prifti lo scorso settembre dopo che lo stesso Prifti si era dimesso per accuse di corruzione.
Ilir Meta è il leader del Movimento Socialista per l’Integrazione, un piccolo partito di sinistra che, dopo le contestate elezioni del giugno 2009 concluse con un sostanziale pareggio tra Berisha e Rama, si alleò con Berisha garantendogli con i suoi tre seggi una esile maggioranza.
giovedì 20 gennaio 2011
A Party Animal
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I veri colpevoli
Alessandro Sallusti oggi sulla prima pagina de Il Giornale, rispondendo alla lettera di un lettore.
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mercoledì 19 gennaio 2011
Il controspot nucleare
Stefano mi segnala il controspot nucleare realizzato e presentato oggi da Greenpeace Italia in risposta a quello commissionato a Saatchi & Saatchi dal Forum Nucleare. Naturalmente il filmato di Greenpeace non potrà essere visto in prima serata nelle TV commerciali come quello voluto da C. Testa e finanziato dalle multinazionali dell'energia atomica. Però è abbastanza ben fatto e persino ironico, fatto insolito perché in Italia gli ecologisti tendono a prendersi troppo sul serio. Resta un argomento non citato, che secondo me è tra le motivazioni principali per rifiutare l'energia atomica: la necessità di democrazia energetica. Il principio dovrebbe essere l'autosufficienza delle comunità, la possibilità che ognuno produca la (poca) energia che consuma. Il nucleare invece, con la concentrazione della produzione in poche mega centrali, va in direzione esattamente opposta.
Approfitto di questo post per segnalare l'ennesima intervista filoatomica di C. Testa pubblicata ieri su Italia Oggi. Dice le solite cose, omette di dirne altre fondamentali, tipo che la domanda di energia in Italia è in calo. Tristezza.
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Gli ultimi giorni dell'impero?
Aggiornamento delle 18: il pezzo è stato pubblicato anche nella edizione americana del NYT ed è partito il dibattito online. Per misurare quanto Berlù abbia contribuito a migliorare il prestigio internazionale dell'Italia consiglio di leggere i commenti, ne sono stati pubblicati già 168.
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martedì 18 gennaio 2011
Il paese dei balocchi
Minetti oggi aveva già dato un importante contributo nell'intervista pubblicata da La Stampa, nella quale alla domanda su come sia entrata in possesso di tre appartamenti replica con "preferisco non rispondere". Senza dimenticare gli stralci delle intercettazioni, dove spiega a Emilio Fede il listino delle prestazioni, tipo 300 Euro per un pompino. O dove qualcuno racconta di lei a seno nudo che bacia Berlù nel corso delle feste dove "tutto si è sempre svolto all’insegna della più assoluta eleganza, del più assoluto decoro e tranquillità e senza nessuna, nessuna implicazione sessuale" come ha detto il padrone di casa in televisione due giorni fa. Minetti è consigliere regionale in Lombardia, eletta nel listino del presidente Formigoni. In una intervista del 24 febbraio 2010 al Corriere aveva detto di sentirsi "adeguata al ruolo".
Anche per i negazionisti più efferati, come il ministro Frattini, è innegabile che la signorina Minetti sia nell'occhio del ciclone e qualche spiegazione dovrebbe darla. Ma nella homepage del suo sito l'argomento del giorno sono "le pari opportunità". Spettacolare. Tragicamente inarrivabile.
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D I M I S S I O N I
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lunedì 17 gennaio 2011
Sepolcri imbiancati
Libri con la costa bianca, tutti rilegati. Non paperbacks, dove il bianco in costa si può trovare, come per Einaudi e i classici Oscar Mondadori.
Adesso date un'occhiata alla vostra libreria e ditemi quanti libri ci sono con la costa bianca. Secondo me se li fa fabbricare da qualche scenografo Mediaset, per non rovinare il candore dell'allestimento.
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L'ultimo discorso in tagcloud
Poi oggi sono arrivate le carte con gli orribili dettagli dell'inchiesta, ma questa è un'altra storia.
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I pericoli del silenzio
La proposta di legge è stata presentata da John Kerry, senatore già candidato democratico perdente contro George Bush Jr. nelle elezioni presidenziali del 2004.
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domenica 16 gennaio 2011
Prestigio internazionale
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sabato 15 gennaio 2011
Virgolette
"Credo di essere stata una delle poche che non è mai stata con il presidente". Karima El Maharoug, alias RubyArchiviato in: Il governo della destra 2008-2013, Italia minor
venerdì 14 gennaio 2011
2010, il più caldo e piovoso di sempre
La TOP 10 degli anni più caldi dopo 2010 e 2005 vede 1998, 2002, 2003, 2006, 2007 e 2009 virtualmente terzi a pari merito, con variazioni minime. Poi 2004 e 2001. In pratica i dieci anni più roventi del pianeta sono tutti quelli dell'ultima decade meno il 2008. Il grafico sopra, con la curva tendenziale tracciata, viene dall'Huffington Post.
La temperatura media del 2010 è stata di 14.51° C, segnando per la 34a volta consecutiva un dato superiore alla media storica. L'ultimo anno con temperature al di sotto della media è stato il 1976.
Nel 2010 si sono registrate le temperature massime di sempre in 19 nazioni, dai 37.2° della Finlandia ai 50.4° del Qatar, dai 42.3° della Colombia ai 45.4 della Russia. Nessun paese ha registrato temperature minime record. Ai più curiosi segnalo un sito con record di temperature massime e minime di tutte le nazioni.
Il 2010 resta nella storia anche come l'anno più piovoso di sempre, ma a giudicare da quanto sta succedendo in Australia, Brasile e nel resto del pianeta il 2011 ha buone possibilità di superarlo.
Sostenibilitalia aveva già provato a spiegare come gli inverni rigidi degli ultimi anni in nord Europa siano conseguenza del riscaldamento globale.
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Veloci, ma costosi e per pochi
Ma non tutti sono convinti che la scelta sia stata giusta. L'investimento nell'alta velocità è stato di 6 miliardi di Euro, per una utenza stimata in 3.5 milioni di passeggeri l'anno. Meno di un centesimo dei 400 milioni di Spagnoli che utilizzano le cercanias, le ferrovie regionali. Un Km di ferrovia "normale" costa in Spagna 3 milioni di Euro, uno di alta velocità tra i 12 e i 30 milioni. Inoltre l'alta velocità è competitiva solo nei tragitti tra i 250 e i 700 Km. Sotto questa soglia l'auto è più conveniente, sopra meglio andare in aereo. Riflessioni interessanti per un paese come il nostro dove i treni veloci sono appena comparsi.
Ne parla El Pais in un articolo piuttosto critico dal titolo AVE como si fuéramos ricos, di cui Presseurop fornisce una sintesi in italiano.
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giovedì 13 gennaio 2011
Nel frattempo, in Sudan
Il South Sudan è un territorio abitato da gente che vive con un reddito medio di 50 centesimi di Euro al giorno, ma è ricco di petrolio. L'80% della popolazione adulta è analfabeta. Secondo Oxfam per una ragazzina di 15 anni del South Sudan sono più alte le possibilità di morire di parto che quelle di completare la scuola elementare (solo un parto su dieci è seguito da un'ostetrica, il dato più basso del pianeta).
Il referendum proseguirà fino a domenica e i risultati non dovrebbero essere noti prima di Febbraio. Gli ultimi dati confermano un'affluenza superiore al 60%, percentuale minima per la validità della consultazione. Secondo Jimmy Carter, inviato a capo della delegazione di osservatori internazionali, il referendum si sta svolgendo regolarmente "su standard internazionali".
Alcuni osservatori politici locali temono che la separazione del Sud possa portare a una balcanizzazione della nazione più grande del continente africano, con simili istanze separatiste da parte del Darfur, della zona del Mar Rosso, del Nilo Azzurro e del Kordofan meridionale.
Al seggio di Juba oggi si è presentata anche Rebecca Kadi Loburang Dinduch (foto Reuters sopra), che con una età di 115 anni è ritenuta la donna più vecchia del paese. Consegnando la scheda ha detto "E' il giorno più bello della mia vita".
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Azzoppato
La scelta del termine "azzoppato" è interessante e certo non casuale. Non "limitato" o "ridotto" ma azzoppato, prefigurando uno scenario oscuro in cui un soggetto violento, magari un killer prezzolato, produce una menomazione, un danno fisico permanente.
Il legittimo impedimento, concepito di sana e robusta costituzione, è stato azzoppato e non potra più correre libero e giocare nei prati. Chi è il killer? La Costituzione Italiana, che per fortuna del paese è nata più sana e robusta di lui.
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martedì 11 gennaio 2011
Come inventarsi una notizia
La realtà è che le consegne di Leaf e Volt sono molto a rilento, con un gran numero di ordini da smaltire. Sia Nissan che Chevrolet avevano da anni annunciato la consegna delle prime auto elettriche entro il 2011 e hanno fatto di tutto per mantenere l'impegno, anche se la produzione di ambedue i modelli sconta dei ritardi pesanti. Già a metà dello scorso novembre in rete si leggeva che solo cinque Nissan Leaf sarebbero arrivate in America entro il 2010. La prima è stata consegnata l'11 dicembre a San Francisco a un certo Olivier Chalouhi. Le auto però erano da tempo a disposizione degli addetti ai lavori per le prove su strada e venivano offerte ad eventi di rilievo: una piccola flotta di Leaf circolava in Messico alla COP16 di Cancun.
Ma la falsa notizia in Italia si la largo e persino un sito di buona reputazione come Ecoblog, in un pezzo firmato da tale Marina, titola "Stati Uniti e auto elettriche: flop di vendite per Nissan Leaf e Chevrolet Volt?" Poi però nel testo linka un lancio di Associated Press che parla solo di ritardo nelle consegne. Redattori che non sanno l'inglese o malafede? Perché nel comunicato AP si parla esplicitamente di 50.000 persone che aspettano le nuove auto e che hanno versato un anticipo da mesi. E basta girare un poco nel web per scoprire che il vero problema sono le mancate consegne, che fanno imbestialire chi aveva prenotato la Nissan Leaf nove mesi fa convinto di averla entro l'anno e oggi si vede costretto ad aspettare dai 4 ai 7 mesi in più. E pensare che Nissan aveva bloccato gli ordini della Leaf dopo averne raccolti quasi ventimila in un mese, tredicimila solo in USA.
Tanto per smentire le cornacchie giornalistiche, vale la pena ricordare che la Nissan Leaf è stata nominata auto dell'anno 2011 in Europa lo scorso novembre, mentre la Chevrolet Volt (foto sopra) ha vinto ieri il titolo di auto dell'anno in America del Nord, superando proprio la Nissan Leaf. Nell'occasione la General Motors ha annunciato che aumenterà la produzione della Volt da 30.000 a 45.000 auto per soddisfare la domanda crescente.
Non basta. Su La Repubblica di ieri, nella pagina Automotori, Valerio Berruti scrive un altro pezzo (sorry, sul web non lo trovo) dal titolo "Auto elettrica scetticismo USA" in cui si citano gli stessi dati delle immatricolazioni di dicembre (300 Volt e 10 Leaf) e dove il giornalista scrive "Numeri decisamente molto lontani da quanto si aspettavano i costruttori. O meglio, una vera tragedia se si considera che queste auto, oltre all'enorme investimento in pubblicità fatto in questi mesi, dovrebbero beneficiare dell'effetto novità che quasi sempre porta al tutto esaurito".
Berruti, Borgomeo, Marina & company: approssimativi, superficiali, ignoranti o qualcosa di peggio?
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lunedì 10 gennaio 2011
Italia Berlusconi Presidente
Terribile. E magari funzionerà pure. Ma c'è anche chi non la vede troppo male, come Piero che sostiene che Berlù ha perso "forza". Mauro invece fa notare che adesso con la Padania non sarà più un'alleanza ma un derby.
A me sembra un trampolino per portare Berlù al Quirinale.
Secondo Angela a questo punto il PD dovrebbe ribattezzarsi "Resto del Mondo".
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E Tremonti cancella il futuro
Anche Il Sole 24 Ore oggi commenta amaramente l'ulteriore stretta agli investimenti degli enti locali italiani inserita nella Legge di Stabilità, che al comme 108 esclude la possibilità di contrarre debiti per gli enti locali che ne hanno consolidati per una cifra superiore all'8% delle entrate correnti. Poiché dal 2001 gli enti possono indebitarsi - cioè contrarre mutui - solo per investimenti, la norma limiterà enormememte l'avvio di opere pubbliche e di interventi di manutenzione, ammodernamento e innovazione tecnologica. Nell'occhiuta logica centralista del governo di destra (altro che federalismo) le città e i territori vengono trasformate in gestori di servizi, amministrati con criteri di cassa sempre più rigidi, e perdono la facoltà di fare progetti, di cercare soluzioni e strumenti per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità. Questo vale ad esempio per un settore strategico come l'efficienza energetica, dove la riconversione dell'esistente e le nuove tecnologie sono un elemento di risparmio e uno straordinario volano economico. Ma il capoclasse Tremonti non ragiona per strategie, bensì per consuntivi. Resteremo sempre più indietro dall'Europa che ha scommesso sugli investimenti nell'innovazione, avremo sempre meno opportunità di lavoro per i giovani e di crescita per le imprese. Però i bilanci saranno in ordine, garantendoci un triste, inesorabile declino con i libri contabili in pareggio.
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Emissioni, la Cina fa meglio di noi
Attualmente la Cina sta decidendo il tetto di riduzione per il periodo 2011-2015, che secondo indiscrezioni dovrebbe essere il 17.3%. Questo significherebbe, considerando che la base di partenza è una riduzione già raggiunta del 20% rispetto al 2006, un aumento totale dell'efficienza energetica del 34% in dieci anni. Un dato notevole, che supera largamente gli obiettvi del 20% in 12 anni compresi nel "pacchetto energia" varato nel 2008 dall'Unione Europea.
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domenica 9 gennaio 2011
A volte abboccano (ancora)
Così, quando irrompe per l'ennesima volta in televisione, stavolta in un programma di gossip, non stupisce che Berlù dica ancora una volta che "i nostri post-comunisti fanno finta di avere abitato su Marte e dicono anche di non essere mai stati comunisti, ma non hanno mai fatto i conti con il loro passato e con gli orrori di una ideologia spaventosa". Tutto nasce da una foto scattata in Svizzera a Massimo D'Alema, descritto a St Moritz con sciarpa di cachemire. "I comunisti ci sono, esistono eccome. Non è un cachemire che può cambiare il cervello e il cuore della gente" ribadisce Berlù.
Niente di nuovo, solite litanìe. Uno si aspetterebbe che il discorso cada nel nulla. Invece no. D'Alema si sente in dovere di rispondere e in una intervista concessa al nuovo direttore de Il Riformista ci tiene a far sapere che: 1. La sua sciarpa non è di cachemire 2. Il giaccone che indossa è vecchio 3. Le scarpe (non inquadrate nella foto) le ha acquistate in una catena di articoli sportivi a 29€. Evviva.
Oggi una sciarpa di cachemire costa come una cena per due in pizzeria, quindi credo sia ampiamente nelle possibilità di un parlamentare di lungo corso, che secondo me potrebbe anche permettersi un giaccone un po' più snello e scarpe di prezzo medio e magari di fattura italiana (quelle a 29€ sono certamente made in China).
Ma il dato stupefacente è che D'Alema sente il dovere di rispondere alle accuse idiote di Berlù, ai luoghi comuni per cui un "comunista" non ha diritto di possedere una sciarpa di cachemire, ma deve arrossarsi il collo con lane irsute per obblighi ideologici. Nel 2011.
Quindi chapeau a Berlù, maestro comunicatore che ancora una volta ha colpito nel segno, accendendo la coda di paglia dell'accusato di turno. Quanto a D'Alema, lo ringrazio per averci evitato la comunicazione del prezzo dei suoi calzini e delle sue mutande.
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sabato 8 gennaio 2011
Anno nuovo PD nuovo?
Al di fuori del recinto democratico sempre entro il mese Berlù giura che dimostrerà di avere i numeri per goverrnare, mentre Bossi intima che il federalismo deve essere approvato in parlamento entro il 23. Infine il 12 e 13 della prossima settimana la corte costituzionale deve dare il suo parere sul legittimo impedimento ma anche esprimersi sulla legittimità del referendum che lo vuole abolire, per il quale Di Pietro ha gia depositato una valanga di firme.
A fine mese sapremo. Intanto la questione che più fa discutere sono le primarie per il sindaco di Torino seppure, essendo in programma solo il 27 febbraio, siano assai oltre la fine di questo gennaio politicamente tempestoso. Il segretario Bersani, che nella ultima foto ufficiale è vede ritratto con un inedito rigatino bluette non esattamente da statista, ha avuto la bella idea di sollevare ancora dubbi sulle primarie, parlando di aggiustamenti e ritoccatine, quasi fossero Marina Berlusconi. Siccome molte persone identificano il PD con le primarie, metterle in discussione è sembrata la cosa meno intelligente da fare in un momento politico così confuso. E la protesta della base del PD si è fatta sentire forte e chiara.
A Torino si candida Piero Fassino, l'uomo che in politica ha fatto tutto meno che il primo ministro ed ha traghettato da segretario i DS dentro il PD. Per qualcuno è una sorta di meritato premio alla carriera, per altri l'ennesimo esempio ndella incapacità di rinnovamento del partito. Il PD a Torino è precipitato a circa tremila iscitti e per candidarsi alle primarie il regolamento prevede 700 firme. Una bazzeccola per Fassino, uno scoglio quasi insormontabile per candidati meno legati alle gerarchie del PD e delle sue componenti.
Ieri si è mosso Ignazio Marino con una bellissima intervista su La Stampa, a cui hanno fatto eco dichiarazioni altrettanto condivisibili di Sandro Gozi e Ivan Scalfarotto. Oggi il giornale della città torna sulla questione con un articolo intitolato eloquentemente "PD: caos primarie" nel quale si racconta proprio delle assurde regole che complicano molto la vita ai candidati outsider, come lo stimato assessore torinese Roberto Tricarico. Sempre oggi su Il Riformista Stefano Ceccanti propone tre ipotesi di modifica delle primarie.
Insomma, l'anno è nuovo di sicuro, il PD invece sembra sempre lo stesso, almeno in questa prima settimana. Un partito che ha reso difficile anche per i più smaliziati politologi seguire tutti i sussulti e le tendenze interne, come riepiloga oggi Pippo Civati con un bell'articolo su Europa. Se serve una conferma, segnalo che oggi sul Corriere Beppe Fioroni dichiara che non voterebbe mai una legge sul testamento biologico, rivendicando la "libertà di coscienza". Se poi la propria "libertà di coscienza" limita o impedisce la libertà di scelta altrui questo non sembra essere un problema di Fioroni. Ma dovrebbe essere un problema del Partito Democratico.Buon anno a tutti.
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venerdì 7 gennaio 2011
Gerry Rafferty, 1947 - 2011
Distratto dai colpi di coda delle vacanze saluto con due giorni di ritardo la scomparsa di Gerry Rafferty, l'uomo di Baker Street (1978, video sopra). L'enorme successo della canzone aveva portato City to city, l'album dove era inserita, a vendere cinque milioni e mezzo di copie. Poi più nulla. Rafferty ha passato gli ultimi venti anni a bere, destino frequente tra gli One Trick Pony, citando Paul Simon, ovvero gli artisti che dopo uno straordinario successo non sono più riusciti a ripetersi. Nel caso di Gerry c'erano anche altre complicazioni, visto che si rifiutò sempre di andare in tour. Non aveva neppure un agente.
Alcuni agiografi del rock sostengono che il riff di sax di Rafael Ravenscoft che caratterizza la canzone avrebbe aperto la strada a una nuova stagione di assoli. Non credo sia davvero così, ma Baker Street resta una delle pietre miliari del pop anni '70.
Secondo il Guardian ancora oggi Baker Street garantiva a Gerry Rafferty una rendita di 80.000 sterline l'anno.
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giovedì 6 gennaio 2011
mercoledì 5 gennaio 2011
Ancora sullo spot atomico
Il dibattito aperto ieri dal mio post sullo spot video pagato dal Forum Nucleare continua vivace sia su Sostenibilitalia che su Ciwati. Tra i molti commenti un osservatore acuto ha notato che un paio di battute inquietanti sulla gestione delle scorie radioattive sono sparite dall'ultima versione, quella presentata dal Forum e mandata in rotazione televisiva. Ma si possono ritrovare sul canale YouTube dell'agenzia Saatchi&Saatchi, dove la versione è quella originale più lunga (inserita qui sopra). Per dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto Chicco Testa e le multinazionali che finanziano il Forum Nucleare siano attenti ad indorare la pillola.
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L'estinzione dei Babbi scalatori
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martedì 4 gennaio 2011
Tristemente delizioso
(visto su ciwati)
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Primarie e nomination
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Proibiti i commenti allo spot nucleare
Babbo Natale ha portato sulle nostre televisioni uno spot in cui si parla di energia nucleare. Il filmato dura trenta secondi ed è stato realizzato da Saatchi & Saatchi, una delle corazzate mondiali dell'advertising, e solo negli ultimi secondi compare il nome del committente: il Forum Nucleare Italiano, struttura costituita sei mesi fa con il finanziamento delle industrie coinvolte nel business delle centrali atomiche e presieduto da Chicco Testa, il profeta del newborn nuclear all'italiana. Il lancio dello spot è stato fatto in grande stile, con molti passaggi in prime time. Del resto lo stesso Berlù tempo fa aveva parlato della necessità di una "campagna di informazione" sul nucleare.
Il Forum Nucleare ha aperto un canale su Youtube che per ora ha solo 55 iscritti. Accanto a filmati celebrativi della fondazione è stato inserito anche lo spot, ma senza permettere di lasciare commenti, cosa che ha fatto imbestialire il popolo della rete. Nel frattempo un gruppo su facebook si è attivato per chiedere la sospensione dello spot, raggiungendo già i 1500 iscritti.
La lettura più interessante e divertente del subdolo spot l'ha fatta nel video qui sopra l'attrice Maddalena Balsamo. Anche lei ha un canale su Yotube dove vanta però 10160 iscritti, cioè circa 200 volte quelli del Forum Nucleare. Margherita i suoi iscritti se li è conquistati uno per uno con i video che carica e con le cose che racconta. Un consenso che viene dal basso, dalla condivisione e dalla partecipazione. E senza ricevere assegni con vari zeri da Westinghouse, Enel, Areva, Edison, EdF...
Aggiornamento delle 21:00
Il post è stato rilanciato nel blog di Pippo Civati. Ne è scaturita una serie di commenti interessanti, tra i quali alcuni interventi filoatomici ai quali ho risposto.
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domenica 2 gennaio 2011
Vero, purtroppo
(...) Di Pietro e i suoi sodali si sentono accusare spesso di essere «la polizza vita» di Berlusconi. Ma è vero pure il reciproco. Berlusconi è la polizza dei Di Pietro. La loro è una politica a tariffa you and me: Silvio e Tonino, Grillo e Gasparri, Ghedini e Barbato, e via accoppiando. Negli anni questa compagnia ha progressivamente imposto la lotta con la clava a tutto il resto della compagnia. E, naturalmente, la colpa è in primo luogo di chi, nella politica come nel giornalismo, se l’è fatta imporre, senza mai trovare la formula giusta per non farsi stritolare da questa tenaglia e cercando quasi sempre di sfuggire con espedienti di giornata.
In questo senso la vicenda Mirafiori è esemplare. Il dramma di un partito con le dimensioni e le ambizioni del Partito democratico non è la presenza di posizioni diverse al proprio interno. Questo è fisiologico. Il dramma è scegliere di non scegliere. E sparire. Stretto tra il giubilo di un governo accondiscendente con la Fiat e gli strepiti anti-Marchionne, il Partito democratico ha creduto di poter mascherare le proprie divisioni interne posizionandosi su una arzigogolata mediana (bene l’investimento, male la parte sui diritti), dove gli aggettivi «accettabile» e «inaccettabile» ricorrono con pari frequenza e spesso sulle medesime bocche. Risultato: metà dell’opinione pubblica non ha capito bene quale sia la linea del Pd, l’altra metà ha capito che una linea non c’è. A contendersi la scena restano così solo i professionisti della più rozza propaganda: ministri che parlano della Fiom come delle Brigate rosse, Vendola che a Marchionne dà di schiavista, Di Pietro che gli dà di fascista. Se il Partito democratico ritiene che l’accordo lede «i diritti della democrazia» - come hanno sostenuto, non a torto, numerosi e autorevoli suoi esponenti - avrebbe dovuto dire no, senza per questo mischiarsi alle brutali campagne dei “clavisti”. Questa è la terra di mezzo possibile, non il «ma anche», il balbettio, lo zig zag. Perché quando si deplora la lotta con la clava, non è per suggerire compromessi al ribasso e indecisionismo. (...)
Dall'editoriale di Stefano Cappellini, che da oggi ha sostituito Antonio Polito come direttore de Il Riformista.
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sabato 1 gennaio 2011
Estonia, piccola e virtuosa
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Effetti collaterali
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