giovedì 2 ottobre 2014

Cañete e la sindrome di Buttiglione

Non si mettono bene le cose per Jean-Claude Juncker e soprattutto per Miguel Arias Cañete, Commissario Europeo designato con delega a Energia e Clima. Ieri Cañete non si è presentato alla rituale conferenza stama che si svolge al termine di ogni audizione del Parlamento Europeo ai Commissari designati. A Cañete vengono imputate partecipazioni finanziarie in compagnie petrolifere, che portano lunghe ombre di conflitto di interessi sulla sua delega all'energia. Inoltre il deputato PPE ha pronunciato poco tenpo fa una battuta infelice sull'inferiorità delle donne che ha inferocito i sostenitori della parità di genere. Se non bastasse, lo spagnolo ha anche modificato la sua financial declaration dopo che Juncker gli ha assegnato le deleghe in settori in cui aveva interessi privati, e per questo alcuni parlamentari europei hanno chiesto un approfondimento legale. Ieri Cañete ha subito durante l'audizione molte domande severe da parte dei rappresentanti dei gruppi parlamentari socialista, verde e sinistra.
Secondo alcuni osservatori il parere del Parlamento su Cañete potrebbe essere negativo. Sarebbe il secondo caso, dopo la bocciatura di Rocco Buttiglione nel 2004. Ma i problemi per il presidente Juncker non finiscono con il commissario spagnolo. Anche Lord Hill (foto sotto), candidato conservatore britannico al ruolo di Commissario ai Servizi Finanziari, non ha destato buona impressione ed è stato invitato dai parlamentari di Bruxelles a presentarsi di nuovo la prossima settimana per un'altra audizione. Riserve sono state espresse anche sulla ceca Vera Jourova (50, ALDE), candidata Commissaria alla Giustizia, Diritti dei Consumatori e Parità di Genere. Non è piaciuto neppure Tibor Navracsics (48, PPE), l'ungherese nominato da Juncker Commissario all'Istruzione.
Voci di Bruxelles dicono che una eventuale bocciatura di Cañete avrebbe ripercussioni immediate sul socialista francese Moscovici, già messo nel mirino dal gruppo PPE e la cui audizione è in programma oggi. il giorno dopo quella di Cañete. Per evitare rappresaglie il Parlamento Europeo ha deciso di rinviare il giudizio su Cañete alla prossima settimana (di norma andrebbe espresso entro 24 ore). Questi veti incrociati incrinerebbero non poco le larghe intese della commissione varata da Juncker. E qualcuno già prefigura un largo rimpasto, che partendo da Cañete e Hill potrebbe coinvolgere varie deleghe della Commissione guidata dal lussemburghese Juncker.


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