giovedì 27 febbraio 2020

Quella hostess coreana positiva al Coronavirus

L'Italia è il paese occidentale con più contagi da Coronavirus, ma la Corea deel Sud ha il primato mondiale assoluto, naturalmente dopo la Cina. Solo oggi le autorità di Seoul hanno annunciato 505 nuovi casi, portando il totale a 1766. Va detto che la Corea ha affrontato l'epidemia drasticamente, effettuando oltre trentamila test. Il rapporto tra il numero dei test e i positivi è invocato anche in Italia, dove i test finora sono quasi novemila) per giustificare l'alto numero di contagiati.
La grande parte dei coreani contagiati risiede nella città di Daegu e sembra collegata ai seguaci del gruppo religioso Shincheonji, una sorta di setta paracristiana che, tra i vari comportamenti, prescrive la partecipazione alle funzioni religiose anche se si è malati.
L'ultima notizia allarmante riguarda una assistente di volo della Korean Air risultata positiva ai test. La donna ha prestato servizio sul volo KE958 da Tel Aviv a Seoul del 15 febbraio, quando tra i passeggeri c'era un gruppo di pellegrini tra i quali sono stasti riscontrati 31 casi di positività al coronavirus. La ragazza poi ha volato andata e ritorno tra Seoul e Los Angeles il 19-20 febbraio. I circa 30 membri di equipaggio che erano con lei sono adesso in quarantena, mentre cominciano le indagini sui passeggeri.


sabato 22 febbraio 2020

Bloomberg contro la lobby delle armi

Michael Bloomberg non esita a fronteggiare la National Rifle Association, la lobby americana delle armi. Non so quali altri candidati democratici hanno lo stesso coraggio.

venerdì 21 febbraio 2020

È arrivato il gin sostenibile

La Arbikie Distillery di Inverkeilor, Scozia, ha annunciato la commercializzazione di Nadar Gin, il primo gin con una impronta di carbonio positiva. Il gin viene prodotto generalmente dalla fermentazione dei cereali, la cui coltura richiede un apporto notevole di concimi azotati. Il Nadar Gin invece (nadar in gaelico significa natura) nasce dalla fermentazione di legumi, in particolare piselli della varietà Daytona, che non hanno bisogno di azoto per il loro ciclo vegetativo.
La distilleria ha lavorato con la Abertay University e il James Hutton Institute di Dundee: dopo cinque anni di sperimentazioni il gin derivato dai piselli ha registrato notevoli miglioramenti nell'impatto ambientale rispetto ai gin tradizionali, in particolare per il consumo di combustibili fossili, l'inquinamento dell'aria e delle falde acquifere e l'impatto ai cambiamenti climatici. L'impronta di carbonio è -1.54kg CO2e per bottiglia da 700ml.
Purtroppo il prezzo per ora non è molto sostenibile: 43 sterline a bottiglia, ovvero 51.5 Euro.


giovedì 20 febbraio 2020

Teniamocela stretta l'Europa

martedì 18 febbraio 2020

Anche ad Helsinki i pedoni sono al sicuro

Dopo Oslo, di cui Sostenibilitalia  ha già parlato, anche Helsinki ha registrato zero pedoni vittime della strada nel 2019. È la prima volta dal 1960, anno in cui sono iniziate le statistiche.
Ad Helsinki nel 2019 solo tre persone sono morte in incidenti stradali, un automobilista e due motociclisti. Nel 2018 l'amministrazione ha ridotto i limiti di velocità a 30 Kmh in quasi tutta la città.


Bilancio europeo 2021-2027, si comincia a fare sul serio

Giovedi 20 i capi di stato d'Europa si ritroveranno a Bruxelles nella sede di Rue de la Loi per un Consiglio Europeo straordinario convocato dal presidente Charles Michel. All'ordine del giorno un solo argomento: la discussione del bilancio UE 2021-2027. Nella sua lettera di invito ai leader il presidente Michel scrive: "Sono convinto che con il buon senso e la determinazione possiamo giungere a un accordo che andrà a beneficio di tutti gli europei. A tal fine, tutte le parti dovranno dar prova di spirito di compromesso."
In realtà tutto è ancora in alto mare. Charles Michel ha presentato venerdì scorso una sua proposta di budget, accolta con molta freddezza dai partner. Il documento di 54 pagine (qui il link al testo) tenta una mediazione tra i tre protagonisti della partita: commissione, parlamento e governi nazionali. In termini assoluti il bilancio UE è una briciola delle finanze d'Europa: appena l'uno per cento del PIL degli stati dell'Unione. Ma le sue priorità possono influenzare le scelte dei singoli governi e del settore privato.
La proposta Michel non si discosta molto da quella della presidenza di turno della Finlandia del secondo semestre 2019: un budget totale di 1095 miliardi di Euro, pari al 1.074% del PIL d'Europa (la Finlandia ne proponeva 1087). Ma Michel mischia le carte e propone spostamenti tra i vari assi. Molti dei malumori sulle proposte precedenti riguardano i fondi FESR, a cui la proposta Michel destina 323 miliardi ma con spostamenti di somme dai paesi avanzati a quelli in transizione, particolarmente del blocco orientale.
I fondi per l'agricoltura della PAC vengono aumentati rispetto alla proposta della Commissione, ma con 329 miliardi restano ben al di sotto dei 382 che si stima saranno spesi alla fine del periodo 2014-2020. Altro schiaffo alla Commissione viene dai fondi per immigrazione, che rispetto alla proposta di Bruxelles vengono tagliati da 30.8 a 21.9 miliardi.
Al centro della discussione anche la quota riservata alle azioni per il cambiamento climatico, argomento cruciale del programma di Ursula von del Leyen. La Commissione ha chiesto che alle azioni climatiche sia destinato il 25% del budget, rispetto al 20% attuale. Il parlamento di Strasburgo ha rilanciato chiedendo che la quota salga fino al trenta per cento, compreso il fondo per la "giusta transizione" destinato alle economie oggi più dipendenti dal carbone, Polonia in primis. Ma i 7.5 miliardi per la just transition dovrebbero essere reperiti aumentando le quote nazionali di finanziamento, cosa che non piace ai paesi che già offrono all'Europa un contributo netto (Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Svezia). La scorsa settimana la presidente della Commissione von del Leyen aveva detto a Strasburgo che il Green New Deal sarà impossibile senza il 25% minimo del budget e i fondi extra per la just transition.

lunedì 17 febbraio 2020

James Taylor si racconta, e non è una storia allegra

Su The Guardian di oggi c'è una lunga intervista di Jenny Stevens a James Taylor (71). L'intervista immagino faccia parte della promozione del nuovo disco di Taylor, American Standard, che uscirà il 28 febbraio, ma del nuovo album si parla solo in un breve paragrafo. Il resto dell'intervista rivanga la gioventù di Taylor, partendo da un ricovero per nove mesi in un ospedale psichiatrico per depressione a 16 anni. Poi il periodo londinese, con il contratto con la Apple dei Beatles (erano i tempi di White Album) e l'inizio di un lungo rapporto di dipendenza con gli oppiacei. Quindi il trasferimento a Los Angeles, le cure disintossicanti, la storia con Joni Mitchell, il matrimonio con Carly Simon nel 1972.
Taylor parla a lungo della dipendenza dalle droghe, della difficoltà di uscirne, dell'astinenza che resta una sensazione fisica indelebile. L'intervista è autentica, sincera, malinconica.


venerdì 14 febbraio 2020

Franco Del Prete, 1943 - 2020

Ieri notte è morto Franco Del Prete, storico pilastro della scena musicale napoletana. Del Prete aveva cominciato ventenne con gli Showmen, gruppo R&B guidato dal cantante Mario Musella, il famoso "Nero a metà" cantato da Pino Daniele. Gli Showmen vinsero il Cantagiro del 1968 e parteciparono a Sanremo nel 1969 con Tu Sei Bella Come Sei, in coppia con Mal.
Negli anni '70 Franco Del Prete, assieme a James Senese, fonda Napoli Centrale, gruppo che segue l'onda jazz-rock del decennio (Perigeo, Agorà), ma con canzoni cantate in napoletano, con i testi scritti proprio da Franco. Napoli Centrale parteciparono anche al festival di Montreux e con loro suonò per un periodo anche il giovane Pino Daniele.
Franco Del Prete ha collaborato con tutti i musicisti del Neapolitan Sound: Tullio De Piscopo, Peppe Barra, Enzo Avitabile, Edardo De Crescenzo, Enzo Gragnaniello, Raiz, Pino Daniele, Peppino Di Capri, Ernesto Vitolo, Gianni Guarracino, Sal Da Vinci. Il suo ultimo progetto era stato la band Sud Express di cui, come sempre, era batterista e paroliere.


San Valentino, Banksy, Bristol

Una ragazzina con una fionda e dei fiori rossi spiaccicati sulla parete. A quanto pare c'è la firma di Banksy in questa opera apparsa ieri in un edificio di Bristol. A differenza del solito pero Banksy non l'ha ancora rivendicata con il classico post su Instagram.

martedì 11 febbraio 2020

Lyle Mays, 1953 - 2020

Lyle Mays era figlio di musicisti, padre chitarrista e madre pianista. È morto ieri a Los Angeles a 66 anni, con alle spalle una carriera poliedrica, segnata dall'incontro con Pat Metheny nel 1974. Assieme avrebbero poi registrato 16 album, tra il 1978 e il 2005. Ma Mays vanta anche collaborazioni importanti e una straordinaria capacità di sintesi musicale, applicata su un grand piano Steinway, nel quale aveva incorporato un MIDI, come sul suo sintetizzatore preferito, un Oberheim 4 Voice.
Negli ultimi anni si era disamorato della musica, diventando un software manager. "Sono andato dove è andata l'economia" diceva. "La gente non vuole più pagare per la musica. Potrei essere amareggiato per questo, ma ho altri interessi e so fare altre cose".


venerdì 7 febbraio 2020

Troppi morti sulle strade

Ogni anno gli incidenti stradali uccidono 1.35 milioni di persone, la metà dei quali pedoni, ciclisti e motociclisti. Il 93 per cento delle vittime si registra nei paesi più poveri. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nella popolazione mondiale al di sotto dei 29 anni. Tre quarti delle vittime sono di sesso maschile.
WHO-OMS e il governo svedese hanno organizzato una conferenza mondiale sulla sicurezza stradale che si terrà a Stoccolma il 19-20 febbraio. Prevista la partecipazione di oltre cento ministri e l'approvazione di un documento finale.

domenica 2 febbraio 2020

Song of the Day


Stanotte sarà Demi Lovato a cantare l'inno americano al Superbowl. Dopo un lungo silenzio Demi Lovato (27) è tornata sulle scene una settimana fa presentando il suo nuovo singolo Anyone ai Grammy Awards (foto sotto). È la sua prima canzone da luglio 2018, quando fu ricoverata per una overdose da oppiacei, un mix di Oxycodone e Fentanyl. Anyone è una piano ballad scarna e diretta, i testi decisamente autobiografici. A quanto pare la canzone era stata registrata il 24 luglio 2018, quattro giorni prima dell'overdose.


Sardine poco sostenibili?

Il Movimento delle Sardine ha diffuso una lettera aperta al presidente del consiglio Giuseppe Conte. Il documento è stato pubblicato sulla pagina ufficiale 6000 Sardine e ripreso da molti organi di stampa. Non sappiamo chi lo abbia scritto e approvato, ma questo fa parte delle contraddizioni della cosiddetta democrazia "dal basso", degli organismi politici non strutturati. A scanso di equivoci, confermo che a me le Sardine sono simpaticissime e sono certo che hanno giocato un ruolo fondamentale nelle recenti elezioni in Emilia Romagna.
Nella lettera il movimento cità tre argomenti prioritari: sud, sicurezza e dignità. Il sud è liquidato così: "Un filo un po’ maltrattato, ma che malgrado tutto conserva la sua dignità e aspetta solo di divenire rete, parte di un coraggioso e fiero intreccio finalizzato alla crescita e alla cura. Il luogo in cui tante giovani menti, e persone nella loro interezza, crescono, si formano, ma poi vanno via."
La sicurezza: "Sicurezza di un lavoro e sul lavoro, sicurezza di assistenza sanitaria, sicurezza di accesso ad un’istruzione di qualità." E infine la "Dignità della Democrazia, ed è quell’arteria vitale che ogni giorno, nella vita di ogni cittadino, collega la libertà al rispetto delle regole, la vita reale a quella virtuale, e che può aiutare a capire la differenza tra la politica con la P maiuscola e i suoi innumerevoli surrogati".
Apprezzo l'estrema sintesi, ma i temi elencati sono presenti nell'agenda politica da sempre. Condivisi da tutti i partiti, o quasi. Manca invece qualunque accenno ai cambiamenti climatici, alla transizione ecologica, all'Agenda ONU 2030. L'ho trovato strano, e deludente. "Avviare la transizione verso un'Europa equa, a impatto climatico zero e digitale" sono le priorità del programma di lavoro 2020 della Commissione Europea (e sì, nella lettera delle Sardine non si parla nemmeno di digitale).
In conclusione, le Sardine si occupano molto degli strumenti politici, ma poco degli obiettivi. Può essere una scelta, oppure una svista. Per me è un errore.