Lunedì scorso il Mannekenpis, la statua del bambino che fa pipì che è diventata il simbolo di Bruxelles, si è vestita in modo speciale. Una tenuta completa ospedaliera con camice, mascherina, visiera e scarpe sanitarie.
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venerdì 11 settembre 2020
martedì 21 luglio 2020
Ecco i dettagli dell'accordo europeo, per capire bene.

Per la prima volta l'Europa si indebita per sostenere i paesi in crisi. Non era mai successo, e basta questo per definire storico l'accordo raggiunto questa mattina all'alba a Bruxelles (il testo integrale dell'accordo è a questo link). Sul tavolo dell'interminabile negoziato c'erano due temi centrali per il futuro dell'Unione: l'approvazione del bilancio 2021-2027 e quella del Recovery Fund, ribattezzato Next Generation EU (NGEU).
Le posizioni di partenza erano molto distanti, particolarmente su NGEU sul quale pendeva la contrarietà dei cosiddetti paesi frugali (Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia, ai quali si è poi aggiunta la Finlandia) che si erano dichiarati non disponibili a contributi a fondo perduto (grants).
La proposta iniziale di NGEU era di 750 miliardi di Euro, 500 a fondo perduto e 250 in prestiti a tassi molto vantaggiosi. Il "punto di caduta", come si dice, è stato un bilanciamento tra 390 miliardi di grants e 360 miliardi di prestiti, lasciando intatto il totale di 750 miliardi di Euro. Qualcuno osserva che 390 miliardi spalmati in tre anni non sono una cifra impressionante come potrebbe sembrare: rappresentano meno dell'1% del PIL annuo europeo. Tuttavia il principio di solidarietà alla base di NGEU non ha precedenti nella storia dell'Unione Europea.
Il principale beneficiario di NGEU è l'Italia, a cui è destinato il 28% del totale dei fondi: 81.4 in contributi a fondo perduto e 127.4 in prestiti, per un totale di 208.8 miliardi di Euro. Il conto finale è più favorevole al nostro paese di quello presentato nella proposta iniziale della Commissione Europea, che ci destinava rispettivamente 81.8 grants e 90.9 prestiti, 172.7 miliardi in totale.
Come è potuto accadere che i contributi a fondo perduto siano rimasti praticamente invariati malgrado il totale sia sceso da 500 a 390 miliardi? Perché nelle varie limature sono stati progressivamente eliminati i grants gestiti da Bruxelles, mentre poco è cambiato sulle quantità destinate direttamente agli stati membri. Un altro punto a favore di Conte, Amendola e dei negoziatori italiani è quello di essere riusciti a inserire la retroattività, che permetterà di includere negli importi finanziabili gli interventi economici attuati a partire dal 1 febbraio 2020.
Passiamo alle note dolenti, ovvero ai settori a cui sono stati tagliati fondi a livello europeo. Completamente eliminati 7.5 miliardi per gestione sanitaria straordinaria COVID e 26 miliardi di Solvency Instrument, una misura di sostegno per le aziende in crisi. Molto ridotti i finanziamenti alla ricerca e al programma HORIZON, allo sviluppo delle aree rurali, alle politiche di vicinato e alla gestione del fenomeno dei migranti. Fortemente penalizzato il Just Transition Fund, destinato a favorire la transizione energetica dei paesi ancora legati al ciclo del carbone, che passa da 37.5 a 7.5 miliardi.
I fondi NGEU saranno erogati a partire dal 2021 e dovranno essere spesi entro il 2023 attraverso dei piani nazionali redatti in accordo con le raccomandazioni semestrali di Bruxelles e che passeranno al vaglio del Consiglio Europeo, che dovrà approvarli entro 60 giorni. Nel caso alcuni dei piani fossero ritenuti inadeguati i paesi membri potranno azionare il "freno di emergenza", che obbligherà la Commissione a sospendere i pagamenti in attesa di un audit approfondito e di una votazione a maggioranza qualificata, ovvero almeno 15 paesi che rappresentano il 65% della popolazione europea.
Bruxelles conta di finanziare NGEU con una plastic tax, in vigore dal 2021, e con una digital tax e una tassa sulle transazioni finanziarie dai contorni ancora vaghi e il cui orizzonte è però al 2023.
Sul fronte del budget 2021-2027 il presidente del Consiglio Europeo Michel è riuscito a mantenere inalterata la proposta iniziale di 1.074 miliardi di Euro e la quota di almeno il 30% del bilancio da destinare all'azione climatica e al Recovery Package. I tagli più importanti rispetto al budget 2014-2020 riguardano le politiche agricole (PAC) che scendono di 19 miliardi per attestarsi a 77.85.
Per accontentare i paesi frugali sono stati aumentati i rebates, i rimborsi delle quote dei paesi contributori netti, aumenti ai quali però la Germania ha rinunciato. Ci sono altre concessioni come l'aumento al 25% della quota dei dazi doganali che i porti possono trattenere (misura che favorisce Rotterdam e gli olandesi, ma anche i porti italiani).
Resta sospesa la questione della Rule of Law o stato di diritto, che introdurrebbe la possibilità di bloccare i fondi destinati a paesi che non rispettassero le regole di democrazia interna e che preoccupa molto in particolare Ungheria e Polonia.
Va sottolineato che con la recessione economica nazionale, che ha aumentato la quota di fondi strutturali destinati al nostro paese, e con l'introduzione del NGEU nel bilancio 2021-2027 l'Italia passerà da contributore a beneficiario netto dell'Europa, smontando uno dei mantra della destra sovranista.
Ora il bilancio passa all'esame del Parlamento Europeo, già convocato giovedì per una prima sessione di valutazione.

giovedì 25 giugno 2020
Parigi, oggi riapre la Tour Eiffel
Era chiusa dal 13 marzo, il periodo più lungo dalla seconda guerra mondiale. Da oggi la Tour Eiffel è di nuovo aperta, ma i visitatori dovranno scalarla a piedi perché gli ascensori sono ancora interdetti. Sono accessibili il primo e il secondo piano. Per arrivare al secondo secondo il sito ufficiale si devono fare 674 scalini in un tempo stimato tra i 30 e i 45 minuti.
La capienza normale è ridotta: al primo piano possono accedere 750 persone contro le duemila pre pandemia. Al secondo 700 invece di 1200. Obbligatoria la mascherina e il distanziamento minimo di un metro.
Mercoledì 1 luglio riaprirà il primo ascensore, con una capienza ridotta da 45 a 8 persone. La settimana successiva potranno salire 20 persone, fino a tornare gradualmente alla normalità. Il 15 luglio riaprirà anche il terzo piano, che a piedi obbliga a fare 1665 scalini.
La Torre Eiffel attira ogni anno sette milioni di visitatori, il 75% dall'estero, per un fatturato di biglietteria di 85 milioni di Euro nel 2019. Per quest'anno le aspettative sono di un incasso tra i 27 e i 35 milioni.
La capienza normale è ridotta: al primo piano possono accedere 750 persone contro le duemila pre pandemia. Al secondo 700 invece di 1200. Obbligatoria la mascherina e il distanziamento minimo di un metro.
Mercoledì 1 luglio riaprirà il primo ascensore, con una capienza ridotta da 45 a 8 persone. La settimana successiva potranno salire 20 persone, fino a tornare gradualmente alla normalità. Il 15 luglio riaprirà anche il terzo piano, che a piedi obbliga a fare 1665 scalini.
La Torre Eiffel attira ogni anno sette milioni di visitatori, il 75% dall'estero, per un fatturato di biglietteria di 85 milioni di Euro nel 2019. Per quest'anno le aspettative sono di un incasso tra i 27 e i 35 milioni.
mercoledì 10 giugno 2020
Quanto è sostenibile il Piano Colao? Sinossi per distratti e frettolosi
Gran parte degli italiani si è fatta un'idea del cosiddetto "Piano Colao" attraverso i commenti dei politici e dei portatori di interessi. Dubito che molti lo abbiano letto (il link al testo completo è qui). Il documento è stato redatto in tempi pittosto rapidi da un gruppo di venti esperti guidati appunto da Vittorio Colao. Tra loro anche persone vicine ai temi della sostenibilità e dell'ambiente, come il portavoce dell'ASviS Enrico Giovannini e la presidente di WWF Italia Donatella Bianchi.
Il Piano è un documento di indirizzi o di guidelines, per dirla in inglese. Non fornisce cifre o dati, ma elenca una lista di priorità di azione per un periodo temporale breve, 2020-2022. Gli esperti auspicano che le azioni indicate vengano implementate dai decisori politici entro due anni e mezzo.
L'ambizione di redarre un documento omnicomprensivo e necessariamente stringato non permette l'approfondimento di ogni singolo argomento e comporta il rischio inevitabile di trascurare qualcosa. Tuttavia i grandi temi ci sono quasi tutti, racchiusi nelle sei macro aree descritte nella grafica qui sopra. Le proposte sono divise in tre categorie (grafico sotto): iniziative da avviare entro tre, sei e dodici mesi. Con l'obiettivo di portarle a regime entro il 2022, appunto.
Nel testo del Piano i riferimenti all'Europa sono molteplici, come è auspicabile e giusto. L'Unione viene chiamata in causa come modello da seguire per gli aggiornamenti e le revisioni legislative, per le opportunità di finanziamento, per l'adozione di azioni compatibili con il Green New Deal, nuovo motore dello sviluppo europeo. Si parla apertamente di Rivoluzione verde per proteggere e migliorare il capitale naturale di cui è ricco il paese. L'inclusione del principio del capitale naturale è una piccola rivoluzione nelle strategie dell'Italia. Si sottolinea anche come sostenibilità ambientale e benessere economico non siano in contrapposizione, anzi. Sono citati ripetutamente anche gli obiettivi di sostenibilità 2030 dell'ONU.
Tra i punti trattati c'è la transizione energetica, ovvero il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, tema al centro anche delle politiche di sviluppo europee. Si sottolinea l'incredibile durata delle procedure di autorizzazione dei nuovi impianti di energia rinnovabile, che spesso attendono lunghi anni prima dell'autorizzazione. Si propone l'istituzione di una carbon tax, ovvero di un sistema fiscale che introduca una tassazione legata alle emissioni di CO2, fondamentale per accelerare la conversione alle energie rinnovabili.
Altri temi legati alla sostenibilità: contrastare il consumo di suolo inserendo obiettivi di conservazione e ripristino del capitale naturale in tutte le strategie e politiche che comportano un maggior uso di suolo. Preservare le aree verdi e gli ecosistemi, agire per migliorare la gestione dei rifiuti e delle acque reflue (cause ricorrenti di infrazioni comunitarie). Promuovere l'economia circolare, accelerare le infrastrutture digitali a partire dal 5G, applicare gli "appalti verdi". E molti altri, come la mobilità pubblica e privata.
Mancano alcuni elementi importanti, come il sostegno alla Blue Economy e la necessaria modernizzazione di tutto il sistema agroalimentare in un'ottica di sostenibilità. C'è una frase di una sola riga che a me è particolarmente cara: favorire il recupero e il riutilizzo delle plastiche, non solo degli imballaggi.
Il Piano Colao merita di essere letto e soprattutto di essere attuato, anche con le necessarie integrazioni. La parola ora passa alla politica e occorre dire che le prime risposte non sono esattamente incoraggianti.
Il Piano è un documento di indirizzi o di guidelines, per dirla in inglese. Non fornisce cifre o dati, ma elenca una lista di priorità di azione per un periodo temporale breve, 2020-2022. Gli esperti auspicano che le azioni indicate vengano implementate dai decisori politici entro due anni e mezzo.
L'ambizione di redarre un documento omnicomprensivo e necessariamente stringato non permette l'approfondimento di ogni singolo argomento e comporta il rischio inevitabile di trascurare qualcosa. Tuttavia i grandi temi ci sono quasi tutti, racchiusi nelle sei macro aree descritte nella grafica qui sopra. Le proposte sono divise in tre categorie (grafico sotto): iniziative da avviare entro tre, sei e dodici mesi. Con l'obiettivo di portarle a regime entro il 2022, appunto.
Nel testo del Piano i riferimenti all'Europa sono molteplici, come è auspicabile e giusto. L'Unione viene chiamata in causa come modello da seguire per gli aggiornamenti e le revisioni legislative, per le opportunità di finanziamento, per l'adozione di azioni compatibili con il Green New Deal, nuovo motore dello sviluppo europeo. Si parla apertamente di Rivoluzione verde per proteggere e migliorare il capitale naturale di cui è ricco il paese. L'inclusione del principio del capitale naturale è una piccola rivoluzione nelle strategie dell'Italia. Si sottolinea anche come sostenibilità ambientale e benessere economico non siano in contrapposizione, anzi. Sono citati ripetutamente anche gli obiettivi di sostenibilità 2030 dell'ONU.
Tra i punti trattati c'è la transizione energetica, ovvero il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, tema al centro anche delle politiche di sviluppo europee. Si sottolinea l'incredibile durata delle procedure di autorizzazione dei nuovi impianti di energia rinnovabile, che spesso attendono lunghi anni prima dell'autorizzazione. Si propone l'istituzione di una carbon tax, ovvero di un sistema fiscale che introduca una tassazione legata alle emissioni di CO2, fondamentale per accelerare la conversione alle energie rinnovabili.
Altri temi legati alla sostenibilità: contrastare il consumo di suolo inserendo obiettivi di conservazione e ripristino del capitale naturale in tutte le strategie e politiche che comportano un maggior uso di suolo. Preservare le aree verdi e gli ecosistemi, agire per migliorare la gestione dei rifiuti e delle acque reflue (cause ricorrenti di infrazioni comunitarie). Promuovere l'economia circolare, accelerare le infrastrutture digitali a partire dal 5G, applicare gli "appalti verdi". E molti altri, come la mobilità pubblica e privata.
Mancano alcuni elementi importanti, come il sostegno alla Blue Economy e la necessaria modernizzazione di tutto il sistema agroalimentare in un'ottica di sostenibilità. C'è una frase di una sola riga che a me è particolarmente cara: favorire il recupero e il riutilizzo delle plastiche, non solo degli imballaggi.
Il Piano Colao merita di essere letto e soprattutto di essere attuato, anche con le necessarie integrazioni. La parola ora passa alla politica e occorre dire che le prime risposte non sono esattamente incoraggianti.
lunedì 1 giugno 2020
Coronavirus, il consenso all'operato dei governi
Qual è il tasso di approvazione dei cittadini su come i governi nazionali hanno affrontato l'emergenza COVID-19? YouGovUK raffronta i dati di 22 nazioni riportando la percentuale di intervistati che alla domanda "Come sta gestendo la crisi il governo?" ha risposto "bene" o "abbastanza bene". Stupisce il dato molto positivo dell'Italia che era del 69% l'11 marzo, a inizio pandemia, e rimaneva praticamente stabile al 68% il 22 maggio. Meglio di noi in Europa solo Danimarca, Norvegia, Finlandia e Germania. Il consenso più basso è per i governi di Spagna e Francia.
Aprendo questo link si ha accesso al grafico interattivo che permette di visionare i dati di ogni singola nazione.
Aprendo questo link si ha accesso al grafico interattivo che permette di visionare i dati di ogni singola nazione.
Paris vélo
Come molte città europee Parigi ha fatto fronte ai problemi di mobilità urbana del dopo pandemia potenziando la rete urbana di piste ciclabili, Sostenibilitalia lo ha già raccontato. Ora Parigi ha 1000 Km di piste ciclabili e altri 50 sono in arrivo.
I primi dati evidenziano un incremento notevole della mobilità ciclabile nella capitale francese. L'infografica qui sotto mostra le percentuali di aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'incremento record (181%) è su Boulevard Richard Lenoir, il grande viale alberato progettato dal barone Haussmann che da Bastille arriva a Avenue de la République.
I primi dati evidenziano un incremento notevole della mobilità ciclabile nella capitale francese. L'infografica qui sotto mostra le percentuali di aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'incremento record (181%) è su Boulevard Richard Lenoir, il grande viale alberato progettato dal barone Haussmann che da Bastille arriva a Avenue de la République.
venerdì 29 maggio 2020
Europa, la ripresa post pandemia dovrà essere verde
I fondi europei per la ripresa finanzieranno solo azioni coerenti con il Green Deal europeo. Lo ha ribadito ieri Frans Timmermans, vice presidente esecutivo della Commissione Europea con delega al European Green Deal. La Commissione ha anche confermato che il 25 per cento dei 1100 miliardi del bilancio UE restano vincolati ad azioni contro il cambiamento climatico.
Tra le misure annunciate nel pacchetto del Recovery Fund c'è anche l'obiettivo di raccogliere 150 miliardi, tra fondi pubblici e privati, da destinare a mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni industriali ed efficientamento energetico degli edifici (prima erano 100 miliardi). Anche il Just Transition Fund, destinato a sostenere i paesi nella conversione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, viene robustamente incrementato e passa da 7.5 a 40 miliardi, 30 dei quali inclusi nel Recovery Fund. Nel primo stanziamento di 7.5 miliardi le fette più grandi erano destinate alle nazioni più dipendenti dal carbone come la Polonia (2 miliardi) e la Germania. Nella nuova proposta alla Polonia spetteranno 8 miliardi.
Resta il nodo del gas naturale, che malgrado produca la metà delle emissioni del carbone non rientra tra le fonti energetiche finanziabili con il Green New Deal. La scorsa settimana otto nazioni (Bulgaria, Cechia, Grecia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria) avevano sottoscritto un documento che chiede l'inclusione del gas naturale tra le risorse da utilizzare nella transizione energetica.
Timmermans ha anche sottolineato come tutte le azioni finanziate dal Recovery Fund dovranno esere coerenti con gli obiettivi di riduzione delle emissioni che l'Europa ha fissato per il 2030 e il 2050. Per accedere al Recovery Fund i singoli paesi dovranno presentare a Bruxelles dei piani di investimenti in linea con le politiche climatiche dell'Unione, pena l'esclusione dai finanziamenti. Il Recovery Fund non prevede contributi per i combustibili fossili, compreso il gas naturale.
Tra le misure annunciate nel pacchetto del Recovery Fund c'è anche l'obiettivo di raccogliere 150 miliardi, tra fondi pubblici e privati, da destinare a mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni industriali ed efficientamento energetico degli edifici (prima erano 100 miliardi). Anche il Just Transition Fund, destinato a sostenere i paesi nella conversione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, viene robustamente incrementato e passa da 7.5 a 40 miliardi, 30 dei quali inclusi nel Recovery Fund. Nel primo stanziamento di 7.5 miliardi le fette più grandi erano destinate alle nazioni più dipendenti dal carbone come la Polonia (2 miliardi) e la Germania. Nella nuova proposta alla Polonia spetteranno 8 miliardi.
Resta il nodo del gas naturale, che malgrado produca la metà delle emissioni del carbone non rientra tra le fonti energetiche finanziabili con il Green New Deal. La scorsa settimana otto nazioni (Bulgaria, Cechia, Grecia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria) avevano sottoscritto un documento che chiede l'inclusione del gas naturale tra le risorse da utilizzare nella transizione energetica.
Timmermans ha anche sottolineato come tutte le azioni finanziate dal Recovery Fund dovranno esere coerenti con gli obiettivi di riduzione delle emissioni che l'Europa ha fissato per il 2030 e il 2050. Per accedere al Recovery Fund i singoli paesi dovranno presentare a Bruxelles dei piani di investimenti in linea con le politiche climatiche dell'Unione, pena l'esclusione dai finanziamenti. Il Recovery Fund non prevede contributi per i combustibili fossili, compreso il gas naturale.
giovedì 28 maggio 2020
Quanti sono davvero i morti da Coronavirus?
Il conto reale dei decessi dovuti al Coronavirus è difficile da quantificare. Ogni nazione applica criteri diversi di conteggio, generalmete sottostimati. L'unico parametro affidabile sembra quello del confronto tra i decessi del 2020 e la media di quelli registrati negli anni precedenti nello stesso periodo.
Il Financial Times ha confrontato queste cifre in 19 paesi, la maggior parte europei. Secondo questi parametri la nazione con più vittime è la Gran Bretagna, con 59.537 decessi oltre la media (le cifre ufficiali contano 37.542 morti). Rapportato alla popolazione questo numero significa 891 morti per milione, quasi uno ogni mille abitanti.
Il dato italiano non è molto lontano da quello britannico, sfiorando gli 800 morti/milione. Ma il FT sottolinea la disomogeneità del dato nazionale, con la maggior parte dei decessi concentrata in Lombardia.
In termini percentuali, sempre raffrontando il periodo della pandemia con gli anni precedenti, il paese con l'incremento maggiore è il Peru, che raddoppia i decessi. Segue a distanza la Gran Bretagna, prima in Europa. Poi Belgio, Olanda, Spagna e Italia. Dopo l'Italia, parecchio distaccata, c'è la discussa Svezia, che non ha applicato misure di rigido lockdown.
Il Financial Times ha confrontato queste cifre in 19 paesi, la maggior parte europei. Secondo questi parametri la nazione con più vittime è la Gran Bretagna, con 59.537 decessi oltre la media (le cifre ufficiali contano 37.542 morti). Rapportato alla popolazione questo numero significa 891 morti per milione, quasi uno ogni mille abitanti.
Il dato italiano non è molto lontano da quello britannico, sfiorando gli 800 morti/milione. Ma il FT sottolinea la disomogeneità del dato nazionale, con la maggior parte dei decessi concentrata in Lombardia.
In termini percentuali, sempre raffrontando il periodo della pandemia con gli anni precedenti, il paese con l'incremento maggiore è il Peru, che raddoppia i decessi. Segue a distanza la Gran Bretagna, prima in Europa. Poi Belgio, Olanda, Spagna e Italia. Dopo l'Italia, parecchio distaccata, c'è la discussa Svezia, che non ha applicato misure di rigido lockdown.
lunedì 25 maggio 2020
Oggi la Grecia riapre bar e ristoranti
Dopo 10 settimane oggi anche in Grecia ci si può sedere ai tavoli di ristoranti e bar, fino a ieri limitati al take away. Ma solo all'esterno, l'interno dei locali è interdetto a parte i servizi igienici. Non sono ammesse tavolate superiori alle sei persone e la distanza minima tra commensali è di 70 cm.
Sempre oggi sono ripresi regolarmente i collegamenti con le isole, che il governo aveva in un primo tempo bloccato fino all'8 giugno. Nel frattempo sono state realizzate unità di terapia intensiva nelle isole di Corfu, Zacinto, Lesbos, Samos e Rodi.
La Grecia è stata colpita solo marginalmente dal Coronavirus, con meno di 2900 contagi totali e 171 morti.
Sempre oggi sono ripresi regolarmente i collegamenti con le isole, che il governo aveva in un primo tempo bloccato fino all'8 giugno. Nel frattempo sono state realizzate unità di terapia intensiva nelle isole di Corfu, Zacinto, Lesbos, Samos e Rodi.
La Grecia è stata colpita solo marginalmente dal Coronavirus, con meno di 2900 contagi totali e 171 morti.
martedì 19 maggio 2020
Coronavirus, come si sono ridotte le emissioni di CO2
Il lockdown globale ha ridotto le emissioni di gas climalteranti del 17 per cento. Non in maniera uniforme, ma a seconda dei tempi di picco dell'epidemia e del successivo recupero. In Cina ad esempio la riduzione massima (24%) si è verificata a metà febbraio e il dato adesso è tornato quasi ai valori precedenti. Gli Stati Uniti hanno avuto due settimane a metà aprile con un crollo del 32 per cento. L'Europa (inclusa la Gran Bretagna) ha avuto il suo minimo tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, con un -27%.
La riduzione proviene in grande parte dai trasporti sia terrestri che aerei (tabella sotto). Seguono gli edifici pubblici e commerciali, poi l'industria.
Da un articolo del San Francisco Chronicle
La riduzione proviene in grande parte dai trasporti sia terrestri che aerei (tabella sotto). Seguono gli edifici pubblici e commerciali, poi l'industria.
Da un articolo del San Francisco Chronicle
mercoledì 13 maggio 2020
Come riaprono gli stati d'Europa dopo il lockdown
Il sito di Politico mette a confronto le misure di allentamento del lockdown o - se vogliamo - di riapertura dei paesi dell'Unione Europea. Il confronto è interessante, anche se i dti sull'Italia sono già superati, perché noi, si sa, siamo volubili (cliccare per ingrandire).
venerdì 8 maggio 2020
Le spiagge al tempo del Coronavirus
In Spagna, come in Italia, il tema della riapertura delle spiagge e delle precauzioni sanitarie da adottare è uno dei più dibattuti. Oltre allo spinoso problema del controllo dell'afflusso nelle spiagge libere, si ragiona su quanto spazio lasciare ai clienti nelle spiagge attrezzate, cercando di mediare tra garanzie di distanziamento e capacità ricettiva.
La citta di Sanxenxo, in Galizia, ha proposto una divisione "light" applicata alla sua bella spiaggia di Silgar. Ogni slot è un quadrato di 3 x 3 metri delimitato da corde e paletti e può ospitare due persone. Tra un quadrato e l'altro c'è un corridoio largo 1.5 metri. Gli slot possono essere uniti facilmente, visto che le divisioni sono leggere e mobili. Così unire due quadrati porta a una superficie di 22.5 mq (due quadrati da 9 mq più i 4.5 mq del corridoio) e può ospitare cinque bagnanti. Tre quadrati più i corridoi sommano 36 mq, abbastanza per otto persone.
Gli spazi sono superiori alle raccomandazioni sanitarie spagnole, che prevedono un minimo di 4 mq a persona. La soluzione è flessibile, a basso costo e non impattante.
La citta di Sanxenxo, in Galizia, ha proposto una divisione "light" applicata alla sua bella spiaggia di Silgar. Ogni slot è un quadrato di 3 x 3 metri delimitato da corde e paletti e può ospitare due persone. Tra un quadrato e l'altro c'è un corridoio largo 1.5 metri. Gli slot possono essere uniti facilmente, visto che le divisioni sono leggere e mobili. Così unire due quadrati porta a una superficie di 22.5 mq (due quadrati da 9 mq più i 4.5 mq del corridoio) e può ospitare cinque bagnanti. Tre quadrati più i corridoi sommano 36 mq, abbastanza per otto persone.
Gli spazi sono superiori alle raccomandazioni sanitarie spagnole, che prevedono un minimo di 4 mq a persona. La soluzione è flessibile, a basso costo e non impattante.
giovedì 7 maggio 2020
Coronavirus, come cambierà la mobilità a Parigi
Lunedì 11 maggio la Francia entrerà nella fase 2 e Parigi ha predisposto misure drastiche per cambiare la mobilità urbana. Il Sindaco Anne Hidalgo ha illustrato il piano, che prevede la realizzazione in fasi successive di 650 Km di piste ciclabili (oggi sono 370 Km) e la pedonalizzazione di 30 strade. Nell'immediato saranno predisposte 50 Km di piste ciclabili. La centralissima Rue de Rivoli, per adesso verrà chiusa al traffico da Place de la Bastille al Municipio, ma è prevista tutta pedonale e ciclabile da Bastille a Place de la Concorde, cioè all'Arco di Trionfo. Sulla Rive Gauche anche Boulevard Saint-Michel sarà riservato a bici e bus, come il trafficatissimo Tunnel de l'Etoile e Porte Maillot.
Su molte strade saranno eliminate una o due file di parcheggi per allargare i marciapiedi (i tratti azzurri nella mappa sotto, mentre i tratti verdi sono le strade che saranno riservate ai pedoni). Saranno realizzate piste ciclabili lungo il percorso delle linee metro 1, 4 e 13, le più frequentate.
Il governo francese ha stanziato 20 milioni di Euro per i ciclisti, ai quali sarà offerto un bonus da 50 Euro per la riparazione e la messa a punto delle biciclette.
Lunedì 11 è previsto anche il ritorno in città dei parigini che avevano raggiunto le seconde case prima del lockdown del 17 marzo, che si stima siano il 20-25 per cento dei residenti.
Su molte strade saranno eliminate una o due file di parcheggi per allargare i marciapiedi (i tratti azzurri nella mappa sotto, mentre i tratti verdi sono le strade che saranno riservate ai pedoni). Saranno realizzate piste ciclabili lungo il percorso delle linee metro 1, 4 e 13, le più frequentate.
Il governo francese ha stanziato 20 milioni di Euro per i ciclisti, ai quali sarà offerto un bonus da 50 Euro per la riparazione e la messa a punto delle biciclette.
Lunedì 11 è previsto anche il ritorno in città dei parigini che avevano raggiunto le seconde case prima del lockdown del 17 marzo, che si stima siano il 20-25 per cento dei residenti.
mercoledì 6 maggio 2020
Coronavirus, Londra ripensa spazi pubblici e mobilità
L'amministrazione di Londra e l'azienda TfL (Transport for London) calcolano che il trasporto pubblico urbano potrà accogliere solo un quinto dei passeggeri dell'era pre-virus. Se metro e bus fossero sostituiti dalle auto private Londra sarebbe un ingorgo perenne e la qualità dell'aria peggiorerebbe in modo drammatico. La mobilità è stata quindi ripensata radicalmente, con l'obiettivo di aumentare di dieci volte quella ciclabile e di cinque volte quella pedonale.
Sarà realizzata una "rete ciclabile strategica" temporanea con nuovi percorsi lungo i tracciati della metro e delle principali linee bus (oggi Londra ha 160 Km di piste ciclabili). Il sindaco Khan ha spiegato come gli attuali marciapiedi, che a Londra in genere non superano i due metri, non permettono il distanziamento tra persone (scusate, ma detesto chiamarlo "sociale"), in particolare in presenza di file di attesa di fronte ai negozi. Quindi le strade carrabili verrano ristrette a vantaggio dei pedoni, come già sperimentato in Camden High Street.
TfL seguirà l'effetto di queste modifiche, che se funzionali da temporanee diventeranno permanenti.
lunedì 4 maggio 2020
Cosa fare con 500 milioni di kg di patate?
Nel 2019 gli agricoltori dello stato di Washington avevano prodotto 5 miliardi di Kg di patate per fare fronte alla grande domanda globale di french fries, le classiche patate fritte all'americana. Le patate erano destinate in larga parte al mercato asiatico, ma anche a quello nord americano.
La pandemia ha fatto crollare la domanda. I ristoranti sono chiusi. In America la chiusura delle scuole (in USA gli studenti consumano il pranzo in mensa) e la sospensione dei grandi eventi sportivi come la NBA e la Major League di baseball ha ridotto ulteriormente il mercato interno.
Lo stato americano che produce più patate per il mercato del fresco è l'Idaho, con un terzo del raccolto federale. Non a caso lo slogan che compare anche sulle targhe automobilistiche è "Famous Potatoes". Nello stato di Washington gli agricoltori producono un quarto delle patate americane, destinate per il 90% al mercato dei surgelati. Milioni di kg di patate invendute giacciono nei grandi hangar di stoccaggio. Il problema è cosa farci. I capannoni sono dotati di ventilazione da pavimento e garantiscono una temperatura costante di 47°F o 8.3°C, alla quale le patate si conservano per quasi un anno. Ma tra un anno sarà pronto il raccolto 2021.
Per svuotare gli hangar e liberarsi delle patate servirebbero 20mila camion, con le relative spese di carburante. Nel frattempo i farmers hanno perso i guadagni di un anno. Un articolo del Los Angeles Times approfondisce la complessa questione.
La pandemia ha fatto crollare la domanda. I ristoranti sono chiusi. In America la chiusura delle scuole (in USA gli studenti consumano il pranzo in mensa) e la sospensione dei grandi eventi sportivi come la NBA e la Major League di baseball ha ridotto ulteriormente il mercato interno.
Lo stato americano che produce più patate per il mercato del fresco è l'Idaho, con un terzo del raccolto federale. Non a caso lo slogan che compare anche sulle targhe automobilistiche è "Famous Potatoes". Nello stato di Washington gli agricoltori producono un quarto delle patate americane, destinate per il 90% al mercato dei surgelati. Milioni di kg di patate invendute giacciono nei grandi hangar di stoccaggio. Il problema è cosa farci. I capannoni sono dotati di ventilazione da pavimento e garantiscono una temperatura costante di 47°F o 8.3°C, alla quale le patate si conservano per quasi un anno. Ma tra un anno sarà pronto il raccolto 2021.Per svuotare gli hangar e liberarsi delle patate servirebbero 20mila camion, con le relative spese di carburante. Nel frattempo i farmers hanno perso i guadagni di un anno. Un articolo del Los Angeles Times approfondisce la complessa questione.
venerdì 1 maggio 2020
Coronavirus, le foto di chi lavora in seconda linea
France Press (AFP) ha pubblicato una splendida galleria di immagini di persone al lavoro ai tempi del Coronavirus. Sono lavoratori di seconda linea, non quelli impegnati direttamente a contrastare il virus. Gente normale che fa mestieri normali. Vale la pena di guardarle tutte (sono 114) a questo link.
giovedì 30 aprile 2020
Coronavirus: nel 2020 le emissioni di CO2 in calo dell'8%
Oggi l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) ha diffuso la Global Energy Review 2020. La domanda globale di energia nel 2020 calerà del sei per cento, un decremento che non si registrava dai tempi della seconda guerra mondiale, sette volte il calo registrato con la crisi finanziaria del 2008 (grafico sotto).
Il mercato globale dell'energia in tempi di Coronavirus registra un calo drastico del carbone (-8%) e del gas (-5%) e un forte incremento percentuale delle energie rinnovabili, che quest'anno raggiungeranno il 40% della produzione totale. Anche la domanda di petrolio è in calo del 9 per cento.
Il risultato del calo della domanda di energia si traduce in una riduzione dell'8 per cento delle emissioni di CO2, che torneranno ai livelli del 2010 con il calo più vistoso mai registrato (grafico sopra). In numeri assoluti sono 30.6 miliardi di tonnellate di CO2 in meno rispetto al 2019.
Un calo delle emissioni dell'8 per cento su bae annuale corrisponde più o meno a quanto necessario per mantenere il riscaldamento globale sotto il tetto di 1.5°C al 2100.
Il mercato globale dell'energia in tempi di Coronavirus registra un calo drastico del carbone (-8%) e del gas (-5%) e un forte incremento percentuale delle energie rinnovabili, che quest'anno raggiungeranno il 40% della produzione totale. Anche la domanda di petrolio è in calo del 9 per cento.
Il risultato del calo della domanda di energia si traduce in una riduzione dell'8 per cento delle emissioni di CO2, che torneranno ai livelli del 2010 con il calo più vistoso mai registrato (grafico sopra). In numeri assoluti sono 30.6 miliardi di tonnellate di CO2 in meno rispetto al 2019.
Un calo delle emissioni dell'8 per cento su bae annuale corrisponde più o meno a quanto necessario per mantenere il riscaldamento globale sotto il tetto di 1.5°C al 2100.
La moto da distanziamento sociale
Come rispettare le distanze in moto in tempi di Coronavirus? Partha Sala, un meccanico di Agartala nello stato indiano del Tripura, ha costruito un veicolo a due ruote che rispetta le indicazioni anti contagio. Ha preso una vecchia moto, ha rimosso il motore, l'ha tagliata in due e ha aggiunto delle barre di un metro per distanziare i passeggeri. La moto ha trazione elettrica, fa i 40 Kmh e ha 80 km di autonomia.
martedì 28 aprile 2020
Una Ripresa Verde per il dopo Coronavirus
Kristalina Georgieva, direttore del Fondo Monetario, ha appena pubblicato un tweet dove indica le priorità per attuare una Green Recovery nel dopo Coronavirus.
1. Promuovere gli investimenti verdi
2. Cancellare i sussidi ai combustibili fossili e introdurre una tassa sulle emissioni di CO2
3. Attuare investimenti che promuovano lavori verdi e un futuro più sostenibile
1. Promuovere gli investimenti verdi
2. Cancellare i sussidi ai combustibili fossili e introdurre una tassa sulle emissioni di CO2
3. Attuare investimenti che promuovano lavori verdi e un futuro più sostenibile
#GreenRecovery
is possible after #COVID19
As
we put fiscal stimulus in place, we must:
✅ Support green
investments
✅ Eliminate fossil fuel subsidies & price
carbon right
✅ Make investments that lead to green jobs and a
more sustainable future.#PCD11
pic.twitter.com/rMYpp1l4uH
—
Kristalina Georgieva (@KGeorgieva) April
28, 2020
sabato 25 aprile 2020
La Malaria e il Coronavirus
Oggi è World Malaria Day, la giornata mondiale della malaria, che uccide 350.000 persone l'anno. Venti anni fa erano il doppio, circa 700.000. L'emergenza Coronavirus, se le poche le risorse sanitarie dei paesi africani saranno dirottate al contrasto del Covid-19, rischia di mettere in pericolo le misure di prevenzione contro la malaria. Secondo WHO-OMS la riduzione delle misure di contrasto della malaria potrebbero far raddoppiare i decessi. Il report completo è a questo link.
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