sabato 11 agosto 2018

Il ministro dell'esterno

Scorrendo l'albo d'oro pubblicato sul sito del ministero si ricordano i ministri dell'interno degli ultimi dieci anni. Partendo dal più recente sono Marco Minniti, Angelino Alfano, Annamaria Cancellieri, Roberto Maroni, Giuliano Amato, Giuseppe Pisanu, Claudio Scajola, Enzo Bianco, Rosa Russo Jervolino e Giorgio Napolitano.
Oggi il ministro dell'interno è Matteo Salvini. Un ministro che ha fatto della visibilità la sua immagine politica. Salvini è ubiquo e lascia ovunque tracce di sè, attraverso i suoi prediletti social network, le foto e le dichiarazioni. La foto qui sopra è di ieri e immortala una scorribanda alle isole Tremiti. Sulla barca di Salvini c'era ovviamente la scorta di polizia. Un'altra imbarcazione di scorta la seguiva e un elicottero sorvegliava dall'alto, per garantire l'incolumità del ministro. Tutto secondo i protocolli, niente da dire.
Quale dei dieci ministri dell'interno che hanno preceduto Salvini, elencati qui sopra, avrebbe fatto circolare una foto così? La forza peculiare del leader della Lega è proprio questa: lui ESTERNA. Esterna senza pudore le sue foto tra fritture, notti in discoteca, bagni in spiaggia e gite in barca con la fidanzata (tanto la scorta non si vede). Esterna frasi ad effetto su qualunque argomento, ben al di là delle sue competenze di governo. Sulle esternazioni di Salvini si discute e si studia. Francesco Nicodemo le classifica secondo la teoria de "L'elefante del giorno", mutuata da George Lakoff: "quasi ogni giorno viene dato in pasto all’opinione pubblica un tema che da un lato distoglie l’attenzione da altri contenuti, dall’altro serve a verificare le reazioni stesse dell’opinione pubblica."
"L'elefante del giorno" è una modalità comunicativa in sè piuttosto semplice, ma certamente efficace. A Salvini importa poco che le sue esternazioni abbiano senso istituzionale, correttezza politica, persino fondamento, come è accaduto con la fake news dei migranti che pretendevano di vedere le partite di calcio su Sky. Che sia una strategia è ormai ovvio. Che colpisca nel segno pure. Che gli alleati di governo Cinque Stelle la subiscano senza fiatare un dato di fatto.
Ma Salvini non esterna solo elefanti, esterna se stesso. E lo fa spudoratamente, come nella foto qui sopra. Nessuno si scompone. Solo tre mesi fa associare la foto di un ministro sorridente in barca con la fidanzata sarebbe stato l'esempio classico dei privilegi, della casta, dei nemici della ggente. Con Salvini questo non funziona. Ciò che indignava e faceva insorgere masse di leoni da tastiera, nel caso di Salvini diventa un elemento di empatia e di complicità. La foto qui sopra è eloquente: il ministro è seminudo, con in bellavista la pancetta all'italiana e il pettorale floscio al limite della ginecomastia. D'accordo, per avere 45 anni non è esattamente in forma, ma questo lo avvicina al suo elettore medio. La sua compagna, che a spalle nude avrebbe ben altra silhouette, appare invece in abbigliamento castigato, per non rubargli la scena.

giovedì 9 agosto 2018

Energia: carbone ancora leader ma crescono le rinnovabili


Nel 2016 le energie rinnovabili sono cresciute fino al 24% della produzione totale, confermando il superamento del gas naturale. Al primo posto delle fonti energetiche resta il carbone che, seppure in declino, è ancora al 38%. In costante declino anche petrolio e nucleare.

Dal 1971 al 2016 la domanda globale di energia primaria è aumentata di due volte e mezzo. I  dati provengono da World Energy Balances 2018, il rapporto annuale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA).

venerdì 3 agosto 2018

La Giornata Internazionale della Birra

Oggi è la Giornata Internazionale della Birra. Nel 2017 in Europa sono stati prodotti 41 miliardi di litri di birra, quasi 81 litri per abitante (fonte Eurostat). Due terzi della produzione totale proviene sa sei paesi, con in testa la Germania che produce il venti per cento del totale. Una parte della produzione viene esportata e in questa classifica al primo posto c'è l'Olanda con 1.9 miliardi di litri. Le importazioni di birra extra-UE sono limitate a circa 400 milioni di litri, meno dell'uno per cento del consumo europeo. In testa il Messico con 211 milioni di litri, più della metà del totale delle importazioni.
Nel 2017 l'Italia ha prodotto 1.175.000 litri di birra, con un incremento dell'8.1 per cento rispetto al 2016, confermandosi il decimo paese produttore europeo.

 

Le batterie salveranno il pianeta (speriamo)

Nel primo semestre 2018 la produzione di energia da fonti rinnovabili ha superato i mille GigaWatt (mille miliardi di Watt). Ci sono voluti quarant'anni, ma il 90% degli impianti eolici e fotovoltaici ha meno di dieci anni. La buona notizia è che questa quantità dovrebbe raddoppiare entro i prossimi cinque anni, grazie a una crescita esponenziale degli impianti e al contemporaneo abbassamento dei costi. Ad oggi l'energia eolica è il 54% del totale della produzione rinnovabile, ma entro il 2020 dovrebbe essere superata dal solare, in rapida diffusione.
Secondo gli esperti di Bloomberg l'investimento totale nelle rinnovabili ad oggi è stato di 2300 miliardi di dollari, quasi 2000 miliardi di Euro. Per raggiungere i duemila Gigawatt, raddoppiando la produzione odierna, basteranno 1230 miliardi di $ (1061 miliardi di Euro, poco più della metà di quanto speso finora). Dovrebbe succedere entro il 2023.
Nel 2016 il totale della produzione elettrica mondiale era di 6200 GigaWatt, un sesto dei quali proviene dalle centrali a carbone cinesi. Ma la crescita maggiore delle rinnovabili è proprio in Asia, con il 44% degli impianti eolici e il 58% dei fotovoltaici (un terzo di questi solo in Cina).
In alcuni periodi la produzione diurna di elettricità rinnovabile è già vicina a coprire il fabbisogno totale. Il record italiano è del 21 maggio 2017, con l'87%. Il problema resta la domanda di energia serale e notturna, quando gli impianti fotovoltaici non producono e anche l'eolico è molto meno efficiente.
La scommessa del prossimo decennio sarà quella di immagazzinare l'energia in grandi accumulatori e batterie domestiche. Forse "L'Era delle Batterie" riuscirà a farci uscire dall'Era del Petrolio. Elon Musk nel novembre 2017 ha inaugurato la più grande "batteria" del mondo: un impianto Tesla collegato a una centrale eolica in Sudafrica, in grado di immagazzinare energia per 30.000 abitazioni. La produzione di accumulatori efficienti e sempre meno costosi è la nuova frontiera e sta attirando investimenti sempre più rilevanti. L'azienda leader Microvast ha ricevuto 400 milioni di investimenti nel primo semestre 2017 per sviluppare le sue innovative batterie per mezzi elettrici. La concorrente Farasis ha superato i 700 milioni.
La ricerca sugli accumulatori è ancora concentrata sulle batterie a ioni di litio, perseguendo il miglioramento dell'efficienza e l'abbassamento dei costi. Ma si guarda anche oltre: Ionic Materials produce accumulatori senza cobalto e con polimeri solidi, più sicuri e meno costosi dei tradizionali. Oxis Energy sta sviluppando batterie a litio-zolfo con una efficienza cinque volte superiore a quelle a ioni di litio.
Le batterie salveranno il mondo? Oggi la strada da percorrere è questa: accumulare energia rinnovabile, che produciamo a costi sempre più bassi, per utilizzarla quando ci serve, negli edifici e nei mezzi di trasporto, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili fino alla loro totale eliminazione.


giovedì 2 agosto 2018

L'olocausto dei Rom


Il 2 agosto 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau furono sterminati 2.897 prigionieri di etnia Roma, che noi chiamiamo Rom. Erano uomini, donne e bambini. Si stima che i tedeschi e i loro alleati uccisero almeno duecentomila Rom, secondo alcuni storici quasi mezzo milione. Solo ad Auschwitz in totale ne furono uccisi diciannovemila. Al tempo la popolazione Rom di tutta Europa era attorno ai due milioni. Nella lingua rom questo genocidio si chiama Porrajmos. L'Unione Europea in questo giorno celebra l'Olocausto dei Rom.


Nel 2011 l'Unione Europea ha adottato una strategia per l'integrazione dei Rom, da attuare con strategie nazionali per i singolo stati membri. La strategia punta a migliorare l'integrazione e la qualità della vita delle popolazioni Rom in quattro aspetti principali: istruzione, occupazione, sanità e alloggio. Attualmente l'80% dei Rom vive in condizioni a rischio di povertà, contro il 17% della media UE. I risultati della strategia europea, esaminati nell'analisi di medio termine del 2017, non sono confortanti.
Il 25 ottobre 2017 il Parlamento Europeo ha adottato la risoluzione Aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei rom nell'Unione europea: lotta all'antiziganismo [2017/2038(INI)]. Nel testo della risoluzione è scritto che "l'antiziganismo è una specifica forma di razzismo, un'ideologia basata sulla superiorità razziale, una forma di disumanizzazione e razzismo istituzionale alimentata da discriminazioni storiche, che si esprime, tra l'altro, attraverso la violenza, l'incitamento all'odio, lo sfruttamento, la stigmatizzazione e la più evidente forma di discriminazione".



sabato 28 luglio 2018

Come sarebbe il nuovo parlamento europeo

Thomson Reuters ha analizzato i dati dei sondaggi e delle elezioni recenti nei singoli stati d'Europa e realizzato una proiezione dei seggi nel nuovo parlamento europeo che sarà eletto nel 2019. Gli spostamenti sono significativi, ma non sconvolgenti. I due grandi blocchi dei popolari e del socialisti perderebbero circa il venti per cento, mentre crescerebbero molto i liberali di ALDE. I gruppi euroscettici di sovranisti e populisti, di cui fanno parte Lega e M5S, avrebbero un notevole incremento ma non dovrebbero superare il 15-20 per cento dell'assemblea.
L'avanzata di M5S, che fa parte del gruppo Europe of Freedom and Direct Democracy, sarebbe smorzata dalla perdita dei molti seggi di UKIP in Gran Bretagna. Il gruppo sovranista Europe of Nations and Freedom, di cui fa parte la Lega, sarebbe vicino al raddoppio dei seggi. Tuttavia i numeri non permetterebbero una maggioranza di centro destra, ammesso che il PPE sia disposto a farne parte.
Il nuovo parlamento europeo sarà ridotto a 705 seggi per via della Brexit. Attualmente Londra ha 73 seggi, 27 dei quali nel 2019 saranno redistribuiti negli altri stati membri. I restanti 46 restano vacanti in attesa di futuri allargamenti dell'Unione.

giovedì 26 luglio 2018