lunedì 17 giugno 2019

Nel Parlamento Europeo i sovranisti sono meno del 10%

Secondo le ultime proiezioni ufficiali il gruppo Identità e Democrazia di Salvini e Le Pen ha 73 eurodeputati ed è il quinto gruppo del Parlamento Europeo dopo Popolari, Socialisti, Renew Europe (ex ALDE) e Verdi.
Il gruppo Identita e Democrazia è composto principalmente da tre partiti: 28 seggi della Lega, 22 di  Rassemblement National di Marine Le Pen, 11 di Alternative für Deutschland. Poi ci sono tre austriaci, tre belgi, due cechi, due finlandesi, un danese e un estone. Con meno del dieci per cento degli eletti è evidente che il ruolo politico del gruppo sovranista resta assolutamente marginale.

venerdì 14 giugno 2019

Negoziati ONU sul clima, si ricominicia

Lunedì prossimo 17 giugno avrà inizio a Bonn la nuova sessione di negoziati sul clima di UNFCC, la convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Ogni anno i delegati di tutti i paesi si incontrano in questo periodo per preparare la conferenza annuale, la COP 25 che si svolgerà a Santiago del Cile il prossimo novembre. L'evento di Bonn non avrà rilevanza sui media, come al solito, ma rappresenta un passaggio tecnico fondamentale per agevolare il processo decisionale politico della COP.
Negli ultimi mesi, da Greta in poi, il cambiamento climatico è diventato un tema centrale anche nelle news mainstream. Da un lato questa è un'ottima notizia, dall'altro l'improvvisa attenzione ha portato ad approcci semplicistici e a prese di posizione che ignorano il complesso quadro scientifico e politico dei cambiamenti climatici.
Sostenibilitalia segue con costante attenzione i negoziati sul clima dal 2007, dalla COP 13. Basta cercare negli archivi del blog sotto il tag Clima e Kyoto. Nel corso di questi dodici anni ho cercato di spiegare nel modo più semplice possibile le complesse articolazioni di un negoziato su scala mondiale, dove si intrecciano posizioni politiche, realtà scientifiche, attualità. Lo farò anche questa volta, seguendo con attenzione le due settimane di lavori a Bonn. La sessione, esclusivamente tecnica, segnerà un momento fondamentale nel passaggio dagli accordi negoziali alla messa in atto di azioni concrete. Seguite gli aggiornamenti.

giovedì 13 giugno 2019

Europa, i Liberali cambiano nome

Si chiamerà Renew Europe il gruppo del nuovo parlamento europeo che unisce i liberali di ALDE ai francesi di Renaissance di Macron. Il cambio di nome è stato fortemente voluto dallo stesso Macron, vista l'accezione troppo liberista e ultra-capitalista del termine liberale nella lingua francese.
Secondo i calcoli attuali Renew Europe può contare su 110 eurodeputati, 41 in più rispetto al gruppo ALDE della precedente legislatura europea. Merito in gran parte dei macroniani, che saranno la componente più numerosa, e del successo elettorale dei liberali britannici.
Nello stesso giorno è stato annunciato anche il cambio di nome di Europa delle Nazioni e della Libertà, il gruppo sovranista di Salvini e Le Pen, che sarà ribattezzato Identità e Democrazia.


mercoledì 5 giugno 2019

World Environment Day 2019

Oggi è World Environment Day, la Giornata Mondiale dell'Ambiente, che si celebra il 5 giugno dal 1973. Ogni anno la giornata ha un tema specifico e un paese ospitante. Nel 2019 il tema è l'inquinamento atmosferico e la host country è la Cina.
L'inquinamento atmosferico uccide sette milioni di persone l'anno, 390mila solo nell'Unione Europea. Le cause principali del deterioramento della qualità dell'aria che respiriamo sono i trasporti (causa di un quarto degli inquinanti), le industrie (particolarmente le centrali elettriche a carbone), il trattamento dei rifiuti e l'agricoltura. Nei paesi poveri si aggiunge la cottura dei cibi e il riscaldamento con legna e altri combustibili fossili, che saturano le abitazioni di polveri sottili. Altre cause non dipendono dall'attività umana, come le eruzioni vulcaniche e le tempeste di sabbia.


lunedì 3 giugno 2019

L'Italia ha il tasso di fertilità più basso d'Europa

Il Servizio Ricerche del Parlamento Europeo (EPRS) ha pubblicato il nuovo rapporto sull'outlook demografico dell'Europa (a questo link il testo completo). La popolazione d'Europa è ancora in leggera crescita, ma con un trend sempre più basso che porterà a lungo termine a una diminuzione. Nel frattempo in altre regioni del pianeta la crescita continua ad essere notevole: nel 2055 supereremo quota dieci miliardi. Nel 1960 gli europei erano il 13.5% della popolazione mondiale, oggi sono il 6.9%.
La mappa qui sopra mostra il tasso di fertilità per nazione. Il più basso è in Spagna e Italia (1.34%), seguono Portogallo (1.36), Malta e Cipro (1,37), Grecia (1.38) e Polonia (1.39). Le nazioni più prolifiche sono Svezia (1.85%), Irlanda (1.81), Danimarca e Gran Bretagna (1.79).
Nella tabella sotto il saldo di popolazione diviso nelle singole regioni: nei toni di rosso le regioni con saldo negativo, nei toni di blu quelle in positivo. Le variazioni dipendono ovviamente dalla fertilità illustrata sopra: Svezia e Irlanda sono tutte blu e il Portogallo tutto rosso, a parte Lisbona. Questi calcoli comprendono anche gli immigrati, che negli anni recenti hanno contribuito per i tre quarti dell'aumento di popolazione in Europa.
Le regioni con le grandi città hanno i maggiori incrementi, ma l'aumento di popolazione riguarda anche molte delle zone costiere (ma non in Italia). Al contrario, a spopolarsi sono le aree rurali e le regioni più povere.


giovedì 30 maggio 2019

Song of the Day


Oggi Bruce Sprinsteen ha diffuso il video di Tucson Train, il terzo brano che anticipa l'album Western Stars che uscirà il 14 giugno. Tucson Train è una canzone molto orchestrata, suonata con una band larga e una sezione orchestrale. Dei tre video usciti finora, questo è il primo in cui Sprinsteen appare (con la moglie). La regia è di Thom Zimny, storico autore anche di lungometraggi sul Boss.

lunedì 27 maggio 2019

Elezioni 2019, il vero vincitore è l'egoismo

Certo, ha stravinto Matteo Salvini, ma perché? Per una campagna elettorale permanente e una ubiquità fisica e virtuale (50 tweet solo nella domenica elettorale di ieri) senza eguali. Ma non solo per questo. Salvini vince perché il suo messaggio è semplice e diretto: io vi tolgo i pensieri, le rotture di scatole, le paure. Io non vi chiedo sacrifici, tantomeno impegni personali o solidarietà per le disgrazie altrui. Io difendo i vostri privilegi, per piccoli che siano.
Gli ideali in politica non esistono più, tantomeno l'anteporre il bene comune al proprio interesse personale. È passata di moda persino l'honestà, che era l'ideale più recente e ha fatto la (breve) fortuna dei 5 stelle. Il partito di Salvini ha amministratori arrestati, membri del governo inquisiti, 49 milioni di Euro spariti nel nulla. Per quell'italiano su tre che ha votato Lega questo non fa alcuna differenza. Per quell'italiano su tre l'importante è che nessuno gli rompa le scatole, dall'immigrato che presidia il supermarket al ministro cattivo che riforma le pensioni, fino all'Europa occhiuta e burocratica. E su questo Salvini garantisce, con un linguaggio semplice e diretto condito da crocifissi e grigliate.
L'elettore italiano del 2019 è fondamentalmente un egoista. Ignora ideali e ideologie e pensa solo ai fatti suoi. In questa chiave va letto anche l'esito apparentemente contrastante delle elezioni comunali, dove i sindaci di sinistra delle grandi città al voto sono stati tutti confermati. A Bari alle Europee il PD ha preso il 17 per cento, ma lo stesso giorno il sindaco Decaro è confermato stravincendo. A Pesaro la Lega alle Europee è primo partito, ma il sindaco uscente PD Ricci non ha problemi. Lo stesso a Bergamo, Firenze e molte altre città. Se un sindaco ha fatto bene l'elettore senza ideali lo vota convintamente, anche contraddicendo il voto appena espresso nell'altra scheda. Anche questa è una scelta di egoismo, di interesse personale.
Appartenenza, ideali e ideologie sono concetti novecenteschi. Per l'elettore contemporaneo l'importante è che nessuno gli rompa le scatole o gli chieda nulla, e magari che chi ha eletto risolva qualche problema. I sindaci riconfermati hanno guadagnato la fiducia sul campo, Salvini deve ancora farlo. Cannibalizzati i 5 stelle, la sua partita vera comincia adesso.

martedì 21 maggio 2019

Brexit, il pasticcio dei seggi italiani a Strasburgo

La Brexit annunciata aveva scombussolato anche il parlamento europeo, perché i 73 seggi della Gran Bretagna erano spariti. Dopo lunghe negoziazioni si era deciso di ridurre il parlamento da 751 a 705 eletti. 46 seggi ex UK sarebbero stati redistribuiti tra i paesi membri e 27 riservati a futuri allargamenti dell'Unione. Ma il rinvio della Brexit e la partecipazione della Gran Bretagna hanno riportato tutto come prima.
L'Italia nel parlamento europeo attuale ha 73 seggi, con la redistribuzione della Brexit salirebbe a 76. Che si fa? Lo ha deciso oggi l'ufficio elettorale della Corte di Cassazione, sentenziando che eleggeremo comunque 76 eurodeputati. Solo che tre resteranno "in panchina". La cassazione ha deciso che i tre "meno eletti" saranno coloro ai piedi della lista, quelli cioè che hanno conquistato il seggio con i resti o con il quoziente pieno più basso. I tre eurodeputati panchinari entreranno nel parlamento di Strasburgo quando la Brexit diventerà effettiva. Il rinvio concesso a Londra prevede che il Regno Unito esca dall'Unione entro il 31 ottobre.

Sarà un'estate normale. Forse

Accuweather ha pubblicato il nuovo outlook sull'estate in Europa. Le previsioni a lungo termine sono sempre un esercizio poco affidabile, ma le tendenze generali solitamente vengono confermate.
Per l'Italia sarà un'estate normale, con fenomeni e temperature in linea con le medie stagionali. Da questa tendenza dovrebbe restare esclusa la zona alpina, che subirà ondate di calore che dalla Spagna si propagheranno verso est sulla Francia e l'Europa centrale, provocando siccità e temperature sopra la media.
Sui Balcani è previsto tempo molto instabile con fenomeni temporaleschi importanti, che in qualche caso potrebbero allargarsi ad ovest e interessare le regioni adriatiche italiane. L'anomalia principale sarà sulle isole britanniche, dove la tradizionale estate bagnata non ci sarà. Sono previste precipitazioni molto sotto la media sia in Irlanda che in Gran Bretagna, ad eccezione della Scozia.