venerdì 15 giugno 2018

Come sta l'Europa?

Il nuovo rapporto di Eurobarometer, appena pubblicato e scaricabile a questo link), fotografa lo stato dell'Europa in questi primi mesi del 2018. A cominciare da quelli che, per i cittadini europei, sono i problemi principali. L'indagine è stata condotta lo scorso marzo e agli intervistati è stato chiesto di indicare due temi emergenti tra tredici presentati. A livello di media europea i primi tre sono disoccupazione (25%), welfare (23%) e immigrazione (21%).
Nei singoli paesi però la percezione è molto diversa (vedi tabella sotto). In Italia prevale la preoccupazione per la disoccupazione (48%, quarto dato nazionale dopo Grecia, Spagna e Croazia), mentre il welfare è un problema solo per il sette per cento degli intervistati. Al secondo posto da noi c'è l'immigrazione con il 35 per cento, terzo dato più alto d'Europa dopo il 39 di Malta e il 38 della Germania. In Spagna l'immigrazione è un problema solo per il 6 per cento. Al terzo posto in Italia c'è la situazione economica: 25 per cento, alla pari con la Spagna. Più agitati di noi per l'economia solo Cipro (49%), Bulgaria (29%) e Croazia (28%). In Germania l'economia preoccupa solo il tre per cento della popolazione.
L'ambiente e i cambiamenti climatici sono tra le prime tre priorità solo in Olanda, Danimarca e Malta. In Lussemburgo e Irlanda il primo problema è la casa, che in Italia preoccupa solo il due per cento degli intervistati. Nei paesi più ricchi c'è molta attenzione per l'educazione scolastica, che è tra le priorità in Svezia, Germania, Danimarca, Olanda e Lussemburgo, mentre da noi interessa solo il 4 per cento dei cittadini (il dato più basso d'Europa alla pari con la Grecia).
In generale il divario tra nord e sud Europa è molto evidente, più di quello tra est e ovest. La fiducia nell'Europa e le sue istituzioni, Euro compreso, è in leggera crescita ovunque. Anche in Italia, che però in queste classifiche resta agli ultimi posti.


Happy Saloon



martedì 12 giugno 2018

Pop Art


Migranti: quanti sembrano e quanti sono davvero

La questione migranti è al centro della cronaca politica nazionale. Eurobarometer ha pubblicato lo scorso 13 aprile un corposo rapporto su Europa e immigrazione (271 pagine, scaricabile a questo link). L'indagine è stata condotta nell'ottobre 2017. Il dato forse più interessante è riferito alla percezione del numero di "alieni". Ai cittadini di ogni stato dell'Unione è stato chiesto di quantificare la presenza di migranti nel proprio paese. Il dato più alto in assoluto è quello dell'Italia: gli interpellati in media credono che gli immigrati siano il 24.6% della popolazione, quando in realtà sono solo il sette per cento. Nell'immaginario italiano c'è un immigrato ogni quattro abitanti, mentre in realtà il rapporto è di uno a quattordici.
In altri paesi la forbice è anche maggiore. Il grafico qui sopra riassume la divergenza tra presenze percepite e presenze reali. A sinistra i paesi dove la percezione è più distante dalla realtà, con il record della Slovacchia dove la gente pensa che siano quattordici volte il numero reale. Qui sotto il dettaglio dei risultati in Italia.


venerdì 1 giugno 2018

Song of the Day


Il nuovo singolo di Lenny Kravitz è bellissimo. Si intitola Low e anticipa Raise Vibration, l'undicesimo album di Kravitz che uscirà il prossimo 7 settembre.
E sì, nella canzone c'è la voce di Michael Jackson.


martedì 29 maggio 2018

Le capre di David Benforado

David Benforado (41) dipinge ritratti di capre. E le battezza, quella qui sopra si chiama Ekati, quella sotto Lucy. L'artista greco, che vive e lavora a Berlino, ha appena inaugurato alla Galleria Kourd di Atene la mostra Goats and the Abstract Truth, che si chiuderà il 7 agosto.


giovedì 24 maggio 2018

Il referendum sull'aborto in Irlanda

Domani, venerdì 25 maggio, gli elettori della Repubblica di Irlanda sono chiamati a votare il referendum per modificare l'ottavo emendamento della costituzione che garantisce pari diritti di vita alla madre e al concepito, rendendo di fatto illegale l'aborto in quasi tutti i casi.
In caso di vittoria del Sì il governo dovrà produrre una nuova legislazione che permetta l'interruzione della gravidanza. Il governo ha già predisposto uno schema di legge che permette l'aborto entro le prime dodici settimane di gravidanza, allineandosi con le norme in vigore nella maggioranza degli stati europei. L'aborto su richiesta della madre è vietato solo a Cipro, Malta e in Polonia. Altrove è generalmente permesso entro 12 settimane dal concepimento (in Italia 90 giorni), con qualche eccezione (10 settimane in Croazia, Portogallo, Slovenia e Turchia, 14 in Romania e Spagna, 16 in Islanda e Svezia, 22 in Olanda). Le norme più permissive d'Europa sono quelle del Regno Unito, che dal 1967 autorizzano l'interruzione di gravidanza fino a 24 settimane. Tuttavia la legislazione di Londra si applica in Inghilterra, Galles e Scozia ma non in Irlanda del Nord, dove l'aborto non è legale. Nel 2017 in Irlanda del Nord sono stati praticati solo 16 aborti terapeutici.
Secondo i sostenitori del Sì ogni giorno sette donne irlandesi vanno in Gran Bretagna per abortire legalmente. La legislazione irlandese non vieta la pratica e permette anche la diffusione di informazioni sulle possibilità di abortire all'estero. Molto diffuso anche il ricorso alle pillole abortive, che sono legali.
I due principali partiti irlandesi, Finn Gael e Fianna Fail, hanno lasciato libertà di coscienza ai propri elettori. Sinn Fein e Labour invece sostengono apertamente il Sì. I sondaggi indicano una larga maggioranza per il Sì. Il referendum è anche il primo test elettorale dove i colossi del web hanno cercato di prevenire influenze esterne, dopo il caso di Cambridge Analytica. Google ha deciso di bloccare ogni pubblicità sul referendum e Facebook ha fatto altrettanto, ma solo sulle inserzioni a pagamento provenienti dall'estero.