sabato 28 gennaio 2012

Se Steve Jobs fosse all'inferno?

Apple ha chiuso l'ultima trimestrale con un fatturato record di oltre 46 miliardi di dollari e un utile netto di 13 miliardi. In percentuale Apple ha un utile pari al 28% del fatturato. Margini cosi ampi sono straordinari e dovrebbero permettere a qualunque azienda la possibilità di garantire che produzione e distribuzione dei prodotti siano effettuati seguendo solidi principi di etica e rispetto. Anzi, dovrebbero stimolare ad investire nella protezione e remunerazione dei lavoratori.
Contemporaneamente ai fantasmagorici risultati di bilancio invece sono arrivate anche notizie davvero cupe sulle condizioni di lavoro a Foxconn, il colosso cinese che produce per Apple e molti altri brand mondiali. Si parla di almeno dodici suicidi tra gli operai, costretti a turni massacranti e a riposare in dormitori collettivi. Il New York Times ha preso la questione di petto pubblicando un report dettagliato due giorni fa. Il successore di Steve Jobs alla guida di Apple, Tim Cook, ha replicato con una lunga e-letter a tutti i dipendenti Apple (che non sono gli operai di Foxconn) assicurando di "avere cura di ogni lavoratore nella catena di produzione". Ma infatti.

La Scozia vuole l'indipendenza

Il primo ministro scozzese Alex Salmond ha presentato il quesito referendario che vuole sottoporre agli elettori: Do you agree that Scotland should be an independent country?
Semplice e diretto: volete che la Scozia sia una nazione indipendente? Nei piani di Salmond il referendum dovrebbe svolgersi nel 2014, subito dopo le elezioni europee. La Scozia potrebbe diventare uno stato indipendente entro il 2016.
Le reazioni di Londra alla notizia non sono buone e David Cameron cercherà di convincere gli scozzesi ad una soft devolution con la quale alcuni poteri sarebbero trasferiti al governo di Edimburgo. La Scozia ha un forte peso nell'economia britannica, disponendo ad esempio del 90% delle riserve di petrolio e gas del paese.
Anche Bruxelles sta facendo alcune simulazioni sui possibili scenari. Se la Scozia diventasse indipendente dovrebbe chiedere l'annessione all'Unione Europea. In questo caso, secondo gli esperti legali della commissione, non sarebbe necessario il consenso di tutti gli stati membri come accadrà ad esempio per la Croazia, ma basterebbe il parere positivo della maggioranza, perché si tratta di una scissione di una nazione che fa già parte della UE. La stessa prassi quindi dovrebbe essere utilizzata per quello che resterebbe del Regno Unito, ambedue i nuovi paesi dovrebbero essere accettati di nuovo. Ma i paesi che vengono ammessi nella UE hanno l'obbligo di assumere l'Euro come valuta, condizione che certamente non piace a Londra.
Una eventuale scissione scozzese potrebbe poi aprire la strada a iniziative simili da parte di altre ricche regioni d'Europa come la Catalogna, le Fiandre e la Baviera. No, la cosiddetta Padania no.

Un pallone di CO2

Fuori dal palazzo delle Nazioni Unite di New York ieri è apparso un pallone verde gigante di quasi dieci metri di diametro che rappresenta la dimensione di una tonnellata di CO2. L'iniziativa è del governo del Cile, con il consenso ONU.
Ernst & Young ha certificato che la missione diplomatica cilena all'ONU è ad emissioni zero, grazie ai certificati bianchi ottenuti con progetti di energia rinnovabile in Cile. Il governo di Santiago intende allargare l'esperimento e presto renderà carbon free anche la missione diplomatica presso l'Unione Europea, le ambasciate in Brasile e Cina e il consolato di San Francisco.

Il Senegal brucia

La scorsa notte il consiglio costituzionale del Senegal ha emesso la sentenza che consente al presidente uscente Abdoulaye Wade di candidarsi per un terzo mandato, malgrado la costituzione preveda un limite di due. Wade, che è al potere dal 2000, dichiara 85 anni ma secondo fonti accreditate sarebbe più vecchio. La notizia della possibile ricandidatura di Wade ha fatto scoppiare subito gravi disordini a Dakar.
La corte ha ammesso 14 candidati alle elezioni in programma il 26 febbraio, escludendo però Youssou N'Dour, che ha annunciato un ricorso. Per essere ammessi alle elezioni servivano 10.000 firme. N'Dour ne ha presentate più di dodicimila, ma secondo i verificatori quattromila non sono valide.

venerdì 27 gennaio 2012

Vita da galline

La Commissione Europea ieri ha emesso un ultimatum a 13 stati membri che non rispettano le norme di allevamento delle galline. In Europa ci sono circa 330 milioni di galline da uova e 47 milioni vivono in gabbie anguste inferiori agli standard previsti. I paesi oggetto della diffida hanno due mesi di tempo per adeguarsi, altrimenti scatterà una procedura di infrazione alla direttiva 1999/74 "norme minime per la protezione delle galline ovaiole" che è entrata in vigore il 1 gennaio di quest'anno dopo 12 lunghi anni di tempo per adeguarsi. Le nazioni diffidate sono Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Ungheria. Malta è riuscita all'ultimo momento ad essere esentata.
Dall'inizio dell'anno le uova delle galline allevate "in batteria" non possono essere esportate o vendute al dettaglio, ma ne è ancora consentito l'uso industriale.
Secondo le nuove norme ogni gallina deve avere a disposizione uno spazio minimo di 750 cq (un quadrato di 27 cm di lato) provvisto di mangiatoie, abbeveratoi lineari e di un nido ogni sette galline.
L'azione di Bruxelles si inquadra nell'ambito della Strategia dell'Unione Europea per la protezione e il benessere degli animali 2012-2015 COM (2012)6 che è stata pubblicata lo scorso 19 gennaio. Il prossimo obiettivo saranno le condizioni di allevamento dei maiali.

L'ambientalista scettico e senza soldi

Il governo danese ha deciso di tagliare i finanziamenti al Copenhagen Consensus Center, il think thank guidato da Bjørn Lomborg, noto per le sue teorie che minimizzano l'importanza dei cambiamenti climatici. Lomborg, il cui libro più famoso è L'ambientalista scettico, dovrà rinunciare a oltre 1.2 milioni di Euro che il nuovo governo socialdemocratico crede di poter utilizzare meglio altrove. Se non saranno reperiti finanziamenti alternativi il Copenhagen Consensus Center chiuderà alla fine di giugno.

giovedì 26 gennaio 2012

Quando scioperano gli altri

"Benzina esaurita, anche i benzinai" è scritto su questo simpatico cartello. La colpa è dell'intollerabile sciopero di una minoranza della minoranza degli autotrasportatori, meglio noti come camionisti.
Che il paese venga bloccata dall'arroganza incivile di una percentuale ad una cifra di una categoria è una vergogna tutta italiana e dimostra la nostra lontananza dalla civiltà europea. Che di questo si lamentino i benzinai, i quali a loro volta hanno proclamato sette giorni di sciopero, conferma che siamo una nazione da rifondare.

Cinque priorità per il pianeta

Ban Ki-moon ha presentato ieri alla 66a assemblea generale delle Nazioni Unite le linee guida del suo secondo mandato da segretario generale. Il piano di azione 2012-2017 prevede un'agenda di cinque punti:
1. Sviluppo sostenibile
2. Prevenzione
3. Costruzione di un mondo più stabile e sicuro
4. Sostegno alle nazioni in transizione
5. Lavorare con e per le donne e i giovani
Sul fronte dello sviluppo sostenibile si punta al raggiungimento degli obiettivi del millennio e a contrastare efficacemente i cambiamenti climatici. Il programma di prevenzione riguarda le catastrofi, i conflitti e i diritti umani ma anche la resilienza alle crisi economiche e finanziarie. Costruire un mondo più stabile e sicuro significa puntare sull'innovazione, su un sistema globale di aiuti umanitari, sul disarmo globale, sulla lotta al terrorismo e alla criminalità. Il sostegno ai paesi in transizione si attua introducendo sistemi legislativi, garantendo i diritti umani, formando la classe dirigente e garantendo fondi attraverso le strutture finanziarie e bancarie internazionali. Donne e giovani devono avere adeguati spazi di inserimento nella vita civile, le donne devono partecipare di più alla vita politica e le Nazioni Unite istituiranno una nuova figura di consigliere speciale per i giovani.
Un programma ambizioso e un po' annacquato dai riti diplomatici ONU, che ad esempio non permettono di citare la parola democrazia che nel capitolo sui paesi in transizione è in realtà il punto centrale. Nel suo discorso all'assemblea generale (trascrizione) Ban ha anche ricordato che lunedì prossimo i presidenti Halonen (Finlandia) e Zuma (Sud Africa) presenteranno il primo rapporto del Global Sustainability Panel che dovrà definire le priorità delle Nazioni Unite per la conferenza di Rio+20 del prossimo giugno.

mercoledì 25 gennaio 2012

The Water Is Wide


The Water Is Wide è uno standard folk americano. L'origine sembra che risalga al 1600, in Scozia o in Inghilterra. Ne esistono centinaia di versioni. Segnalo quella di James Taylor con sezione d'archi, quella al piano di Sheril Crow, quella strumentale di Mark Knopfler e quella di Joan Baez con Indigo Girls. La mia preferita è in un album del 1979 di Karla Bonoff e anche qui c'è James Taylor alla chitarra. Oggi c'è un vento freddo, io sono preda dei mali di stagione e questa è la mia colonna sonora.