venerdì 5 giugno 2020

World Environment Day

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Ambiente, che dal 1974 si celebra il 5 giugno. Il tema del 2020 è la biodiversità e la nazione ospitante, sulla base di una rotazione annuale, è la Colombia.
Sempre oggi Copernicus ha certificato che maggio 2020 a livello globale è stato il più caldo di sempre, con una temperatura di +0.63 gradi rispetto alle media 1981-2010. Gli incrementi maggiori sono stati in Siberia, Alaska e Antartide, con temperature anche 10 gradi sopra la media.
In Europa il mese di maggio è stato più freddo, ma con i dati altissimi di aprile (1.3°C più della media) la primavera in Europa resta 0.7° al di sopra della media.
Secondo gli scienziati il trend di questi primi mesi indica con il 98% di probabilità che il 2020 sarà tra i cinque anni più caldi di sempre. Il 2019 è stato il secondo più caldo dopo il 2016.


lunedì 1 giugno 2020

Coronavirus, il consenso all'operato dei governi

Qual è il tasso di approvazione dei cittadini su come i governi nazionali hanno affrontato l'emergenza COVID-19? YouGovUK raffronta i dati di 22 nazioni riportando la percentuale di intervistati che alla domanda "Come sta gestendo la crisi il governo?" ha risposto "bene" o "abbastanza bene". Stupisce il dato molto positivo dell'Italia che era del 69% l'11 marzo, a inizio pandemia, e rimaneva praticamente stabile al 68% il 22 maggio. Meglio di noi in Europa solo Danimarca, Norvegia, Finlandia e Germania. Il consenso più basso è per i governi di Spagna e Francia.
Aprendo questo link si ha accesso al grafico interattivo che permette di visionare i dati di ogni singola nazione.

Paris vélo

Come molte città europee Parigi ha fatto fronte ai problemi di mobilità urbana del dopo pandemia potenziando la rete urbana di piste ciclabili, Sostenibilitalia lo ha già raccontato. Ora Parigi ha 1000 Km di piste ciclabili e altri 50 sono in arrivo.
I primi dati evidenziano un incremento notevole della mobilità ciclabile nella capitale francese. L'infografica qui sotto mostra le percentuali di aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'incremento record (181%) è su Boulevard Richard Lenoir, il grande viale alberato progettato dal barone Haussmann che da Bastille arriva a Avenue de la République.


domenica 31 maggio 2020

Christo Vladimirov Javacheff, 1935 - 2020

Christo è morto oggi nella sua casa di New York. L'annuncio è stato dato sulla sua pagina ufficiale Facebook. Era nato nel 1935 a Gabrovo, in Bulgaria. Dopo periodi tra Praga, Vienna e Ginevra si insediò a Parigi, dove conobbe Jeanne-Claude Denat de Guillebon, che nel 1959 diventò sua moglie e complice artistica. Jeanne-Claude è morta il 18 novembre 2009. La coppia si era trasferita a New York nel 1964.
Inutile elencare i tanti interventi artistici di Christo e Jeanne-Claude, dai famosi "impacchettamenti" di landmark urbani a opere di land art come The Floating Piers del 2016 (sopra), una passerella che univa due isolotti sul Lago d'Iseo.
Il comunicato che annuncia la morte dell'artista chiarisce che l'opera in progress di Christo e Jeanne Claude continuerà. Il prossimo evento è l'impacchettamento dell'Arco di Trionfo a Parigi, previsto in origine per questa primavera poi rimandato a causa della pandemia prima a settembre 2019 poi al prossimo anno, dal 18 settembre al 3 ottobre. Il progetto di L'Arc de Triomphe, Wrapped risale al 1962. Saranno utilizzati 25mila metri quadrati di tessuto in polipropilene blu-argento riciclabile e 7mila metri di corda rossa.
Contemporaneamente a Parigi era prevista una mostra di Christo al Centre Pompidou, anche questa rimandata. Le nuove date per l'esibizione sono 1 luglio - 19 ottobre.




venerdì 29 maggio 2020

Il Coronavirus azzera l'inflazione

Per la Banca Centrale Europea l'inflazione ideale per l'Eurozona sarebbe appena sotto il due per cento. All'inizio del 2020 il dato era quasi all'1,5, poi è arrivata la pandemia. L'ultima stima dell'inflazione nell'Eurozona, relativa a maggio, è 0.1% (era 0.3% ad aprile). Spicca un -12% del comparto energetico e un +6.5% del settore alimentare.
Su base annuale la Spagna è a -0.9%, l'Italia a -0.1%. Germania +0.5%, Francia +0.2%.

Europa, la ripresa post pandemia dovrà essere verde

I fondi europei per la ripresa finanzieranno solo azioni coerenti con il Green Deal europeo. Lo ha ribadito ieri Frans Timmermans, vice presidente esecutivo della Commissione Europea con delega al European Green Deal. La Commissione ha anche confermato che il 25 per cento dei 1100 miliardi del bilancio UE restano vincolati ad azioni contro il cambiamento climatico.
Tra le misure annunciate nel pacchetto del Recovery Fund c'è anche l'obiettivo di raccogliere 150 miliardi, tra fondi pubblici e privati, da destinare a mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni industriali ed efficientamento energetico degli edifici (prima erano 100 miliardi). Anche il Just Transition Fund, destinato a sostenere i paesi nella conversione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, viene robustamente incrementato e passa da 7.5 a 40 miliardi, 30 dei quali inclusi nel Recovery Fund. Nel primo stanziamento di 7.5 miliardi le fette più grandi erano destinate alle nazioni più dipendenti dal carbone come la Polonia (2 miliardi) e la Germania. Nella nuova proposta alla Polonia spetteranno 8 miliardi.
Resta il nodo del gas naturale, che malgrado produca la metà delle emissioni del carbone non rientra tra le fonti energetiche finanziabili con il Green New Deal. La scorsa settimana otto nazioni (Bulgaria, Cechia, Grecia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria) avevano sottoscritto un documento che chiede l'inclusione del gas naturale tra le risorse da utilizzare nella transizione energetica.
Timmermans ha anche sottolineato come tutte le azioni finanziate dal Recovery Fund dovranno esere coerenti con gli obiettivi di riduzione delle emissioni che l'Europa ha fissato per il 2030 e il 2050. Per accedere al Recovery Fund i singoli paesi dovranno presentare a Bruxelles dei piani di investimenti in linea con le politiche climatiche dell'Unione, pena l'esclusione dai finanziamenti. Il Recovery Fund non prevede contributi per i combustibili fossili, compreso il gas naturale.

giovedì 28 maggio 2020

Quanti sono davvero i morti da Coronavirus?

Il conto reale dei decessi dovuti al Coronavirus è difficile da quantificare. Ogni nazione applica criteri diversi di conteggio, generalmete sottostimati. L'unico parametro affidabile sembra quello del confronto tra i decessi del 2020 e la media di quelli registrati negli anni precedenti nello stesso periodo.
Il Financial Times ha confrontato queste cifre in 19 paesi, la maggior parte europei. Secondo questi parametri la nazione con più vittime è la Gran Bretagna, con 59.537 decessi oltre la media (le cifre ufficiali contano 37.542 morti). Rapportato alla popolazione questo numero significa 891 morti per milione, quasi uno ogni mille abitanti.
Il dato italiano non è molto lontano da quello britannico, sfiorando gli 800 morti/milione. Ma il FT sottolinea la disomogeneità del dato nazionale, con la maggior parte dei decessi concentrata in Lombardia.
In termini percentuali, sempre raffrontando il periodo della pandemia con gli anni precedenti, il paese con l'incremento maggiore è il Peru, che raddoppia i decessi. Segue a distanza la Gran Bretagna, prima in Europa. Poi Belgio, Olanda, Spagna e Italia. Dopo l'Italia, parecchio distaccata, c'è la discussa Svezia, che non ha applicato misure di rigido lockdown.

lunedì 25 maggio 2020

Oggi la Grecia riapre bar e ristoranti

Dopo 10 settimane oggi anche in Grecia ci si può sedere ai tavoli di ristoranti e bar, fino a ieri limitati al take away. Ma solo all'esterno, l'interno dei locali è interdetto a parte i servizi igienici. Non sono ammesse tavolate superiori alle sei persone e la distanza minima tra commensali è di 70 cm.
Sempre oggi sono ripresi regolarmente i collegamenti con le isole, che il governo aveva in un primo tempo bloccato fino all'8 giugno. Nel frattempo sono state realizzate unità di terapia intensiva nelle isole di Corfu, Zacinto, Lesbos, Samos e Rodi.
La Grecia è stata colpita solo marginalmente dal Coronavirus, con meno di 2900 contagi totali e 171 morti.


mercoledì 20 maggio 2020

World Bee Day

Ci sono 20.000 specie di api nel mondo, duemila in Europa, e oggi è la loro giornata, World Bee Day. Le api sono fondamentali per la catena alimentare, contribuendo all'impollinazione di gran parte della frutta e della verdurta che mangiamo. Il loro numero è in calo a causa di vari fattori, tra i quali il cambiamento climatico, l'uso dei pesticidi e la predazione da parte di specie aliene. Un altro elemento è il cosiddetto colony collapse disorder, quando la maggior parte delle api abbandona l'alveare per motivi ancora non chiariti, che qualcuno lega ai pesticidi, a infezioni batteriche, a modifiche dell'habitat o delle pratiche di apicoltura.
Oltre all'impollinazione le api producono il miele. Le colonie di Apis Mellifera sono allevate in tutto il mondo, si calcola che gli alveari gestiti dall'uomo siano tra gli 80 e i 100 milioni. L'Unione Europea produce 230.000 tonnellate di miele da 17.5 milioni di alveari gestiti da 650.000 apicoltori. I maggiori produttori sono Spagna, Ungheria, Germania e Romania con oltre ventimila tonnellate, seguono Grecia e Polonia.
In Italia la produzione è in netto calo, stimata attorno ai 10 milioni di tonnellate (erano 20 milioni nel 2016). Il primo produttore regionale è la Lombardia, seguita da Piemonte e Emilia Romagna. In Italia si contano circa 72.000 apicoltori, dei quali il 10 per cento professionisti.
L'Europa è il secondo produttore mondiale dopo la Cina, ma non è autosufficiente. Il miele importato proviene principalmente proprio dalla Cina (40%) e dall'Ucraina (20%) poi da Argentina e Messico.