Il sito di climatologia Carbonbrief ha pubblicato una mappa con tutte le centrali nucleari, chiuse, in attività e in costruzione. Molto interessante.
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sabato 14 maggio 2016
mercoledì 20 aprile 2016
Il Belgio non molla le vecchie centrali nucleari
La Germania ci ha provato, ma il Belgio non ne vuole sapere. Stamattina il ministro tedesco dell'ambiente Barbara Hendricks ha chiesto al Belgio di chiudere le centrali nucleari di Tihange 2 (foto sopra) e Doel 3 "fino a quando non saranno risolte le questioni di sicurezza". I due impianti risalgono al 1974-75 e secondo quanto previsto dal governo belga sarebbero dovuti essere dismessi nel 2015. Le centrali si trovano a ridosso del confine tra i due stati. Tihange è a soli 60 Km dalla Germania e Doel, che è localizzata vicino ad Anversa, a 130. La Germania ha avviato un piano di dismissione delle proprie centrali nucleari che si concluderà nel 2022.
A poche ore di distanza dalla richiesta tedesca è arrivata la risposta dell'Agenzia Nucleare del Belgio (AFCN): "Gli impianti rispettano i più severi livelli di sicurezza possibili". Da tempo sono attivi dei comitati che sollecitano la chiusura delle due centrali.
A poche ore di distanza dalla richiesta tedesca è arrivata la risposta dell'Agenzia Nucleare del Belgio (AFCN): "Gli impianti rispettano i più severi livelli di sicurezza possibili". Da tempo sono attivi dei comitati che sollecitano la chiusura delle due centrali.
sabato 12 marzo 2016
mercoledì 18 novembre 2015
Fukushima, la mostra che nessuno vedrà mai
La centrale nucleare di Fukushima Daiichi entrò in meltdown l'11 marzo 2011. Da allora 150.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case e le loro comunità. A distanza di 56 mesi dal disastro non ci sono previsioni su quando potranno tornare. Per la verità non ci sono previsioni neppure se potranno mai tornare.
Un progetto dal titolo Don't Follow The Wind ha coinvolto dodici artisti, che hanno esposto le loro opere in un territorio dove nessuno può entrare per vederle. Gli aritsit sono i giapponesi Aiko Miyanaga, Nobuaki Takekawa e il sestetto collettivo Chim-Pom, che ha ideato la performance. Poi Ai Weiwei, Taryn Simon, Ahmet Öğüt e Trevor Paglen.
La mostra non sarà visibile al pubblico fino a quando l'area attorno a Fukushima non sarà decontaminata.
Il sito web DontFollowTheWind.info ripete in loop un breve messaggio registrato in giapponese e inglese. Chi vuole altre informazioni può scrivere una mail a contact@dontfollowthewind.info
Un progetto dal titolo Don't Follow The Wind ha coinvolto dodici artisti, che hanno esposto le loro opere in un territorio dove nessuno può entrare per vederle. Gli aritsit sono i giapponesi Aiko Miyanaga, Nobuaki Takekawa e il sestetto collettivo Chim-Pom, che ha ideato la performance. Poi Ai Weiwei, Taryn Simon, Ahmet Öğüt e Trevor Paglen.
La mostra non sarà visibile al pubblico fino a quando l'area attorno a Fukushima non sarà decontaminata.
Il sito web DontFollowTheWind.info ripete in loop un breve messaggio registrato in giapponese e inglese. Chi vuole altre informazioni può scrivere una mail a contact@dontfollowthewind.info
venerdì 11 aprile 2014
Nucleare, il Giappone non ha imparato la lezione
Questa mattina il gabinetto del premier Shinzo Abe ha deciso di non dare seguito alla scelta del precedente governo, che dopo Fukushima aveva messo una pietra tombale sull'uso dell'energia nucleare in Giappone. Attualmente tutti i 48 reattori nucleari giapponesi sono spenti. Ma nel documento di 78 pagine approvato oggi dal governo Abe è scritto che "sarà promossa la riattivazione dei reattori nucleari" che soddisferanno i nuovi criteri di sicurezza. Reuters riporta però che l'industria nucleare giapponese potrebbe non avere le risorse per ripartire. Le compagnie private che gesticono le centrali (come la TEPCO di Fukushima) hanno gia speso 12 miliardi di Euro per migliorare la sicurezza degli impianti, eppure secondo gli analisti due terzi delle centrali non rispettano ancora le norme e renderle sicure sarebbe troppo costoso.
Secondo i sondaggi due terzi della popolazione giapponese è contraria alla rimessa in funzione delle centrali nucleari. Pochi giorni fa il governo conservatore di Abe aveva annunciato anche la volontà di aumentare le scorte di plutonio, il materiale radioattivo più pericoloso e quello utilizzato per le armi nucleari. Un programma giapponese che risale agli anni '50 vorrebbe utilizzare il plutonio per la produzone di energia. La ricerca è indietro di decine di anni rispetto alla tabella di marcia. Secondo il nuovo cronoprogramma la commercializzazione di reattori al plutonio non sarebbe possibile prima del 2050, ma Tokyo insiste.
La notizia della produzione di altro plutonio è stata molto criticata dagli altri paesi asiatici, che temono i pericoli dell'accumulo di un materiale così rischioso. Fino a poco tempo fa gli ingressi della Rokkasho Reprocessing Plant, dove l'uranio esausto viene riconvertito in plutonio, erano vigilati da guardie disarmate. In Giappone non è permesso ai civili di girare armati, ma l'ipotesi di attacchi terroristici ha convinto le autorità a rafforzare la guardia intorno all'impianto.
Secondo i sondaggi due terzi della popolazione giapponese è contraria alla rimessa in funzione delle centrali nucleari. Pochi giorni fa il governo conservatore di Abe aveva annunciato anche la volontà di aumentare le scorte di plutonio, il materiale radioattivo più pericoloso e quello utilizzato per le armi nucleari. Un programma giapponese che risale agli anni '50 vorrebbe utilizzare il plutonio per la produzone di energia. La ricerca è indietro di decine di anni rispetto alla tabella di marcia. Secondo il nuovo cronoprogramma la commercializzazione di reattori al plutonio non sarebbe possibile prima del 2050, ma Tokyo insiste.
La notizia della produzione di altro plutonio è stata molto criticata dagli altri paesi asiatici, che temono i pericoli dell'accumulo di un materiale così rischioso. Fino a poco tempo fa gli ingressi della Rokkasho Reprocessing Plant, dove l'uranio esausto viene riconvertito in plutonio, erano vigilati da guardie disarmate. In Giappone non è permesso ai civili di girare armati, ma l'ipotesi di attacchi terroristici ha convinto le autorità a rafforzare la guardia intorno all'impianto.
martedì 11 marzo 2014
Fukushima tre anni dopo
Sono passati tre anni dall'incidente nucleare di Fukushima e inevitabilmente le cronache ne parlano sempre meno. In realtà la situazione è ancora di gravissima crisi. L'impianto, malgrado una serie infinita di interventi tampone da parte del gestore Tepco, non è in sicurezza e continua a disperdere materiale radioattivo. Le bonifiche dei territori contaminati sono costosissime e procedono con grande lentezza. Decine di migliaia di abitanti sono ancora lontani dalle proprie case, dove molti di loro non torneranno mai.
Greenpeace ha realizzato un video agghiacciante.
Greenpeace ha realizzato un video agghiacciante.
mercoledì 8 gennaio 2014
Ritorno a Fukushima
Questa settimana America Tonight, il programma di punta di Al-Jazeera America, trasmette da lunedì a giovedì uno special in quattro puntate sullo stato delle cose nella centrale nucleare di Fukushima a quasi tre anni dall'incidente del marzo 2011. Le prime due puntate si sono occupate delle "città fantasma" evacuate dai residenti e delle carenti operazioni di bonifica e messa in sicurezza della centrale. Quella di stasera sarà dedicata all'analisi del rischio di un nuovo incidente nel sito e quella conclusiva di giovedì alle prospettive della politica energetica in Giappone.
Al-Jazeera America è visibile in 40 milioni di case negli Stati Uniti, ma la audience della rete è ancora bassa. Tuttavia l'occasione ha nuovamente focalizzato l'attenzione dei media sui tanti problemi ancora irrisolti di Fukushima. A cominciare dall'inquinamento: il 21 dicembre scorso la TEPCO, che gestisce la centrale, ha comunicato nuove rilevazioni che indicavano un record di 1.9 milioni di bequerel di radioattività per litro nelle acque sotto il reattore due, uno dei tre danneggiati dallo tsunami del 2011. Sotto il reattore 4 sono state trovate tracce di cesio e e stronzio a 25 metri di profondità, segno di una contaminazione sempre più diffusa e di probabili perdite dei serbatoi contenenti acqua radioattiva. L'ultimo incidente è del 24 dicembre e si parla di una perdita di oltre 200 tonnellate di acqua con 440 becquerel/litro di stronzio-90 (il limite di sicurezza è 10 becquerel).
Per mantenere i reattori danneggiati a temperature che impediscano la fusione del combustibile nucleare questi vengono continuamente irrorati di acqua. Questa acqua però viene contaminata e deve essere a sua volta estratta e collocata in grandi serbatoi che la TEPCO continua a costruire accanto alla centrale. E alcuni di questi hanno accusato delle perdite, anche con sversamenti in mare. Un operaio ha raccontato pochi giorni fa all'Asahi Shimbun le scarse condizioni di sicurezza dell'impianto.
Restano poi i 150.000 evacuati che ancora non possono tornare nelle loro case, un terzo dei quali vive ancora in sistemazioni temporanee. La TEPCO dopo accordi con il governo giapponese risarcisce gli sfollati con centomila yen al mese, settecento Euro. Nel frattempo la bonifica delle città contaminate continua lentamente e con fatica. Lo strato superficiale del terreno che ha assorbito le radiazioni viene raschiato e sostituito con nuova terra. Migliaia di sacchi di terra contaminata sono stoccati in vari siti all'interno della "zona rossa". Le case e le strade vengono lavate, si abbattono gli alberi. Ma molti degli ex residenti, particolarmente le famiglie con bambini, hanno già deciso che non torneranno mai più ad abitare nelle loro case.
giovedì 24 ottobre 2013
Dal nucleare agli OGM, i colpi di Testa
"Mi sento di dire che al momento gli impianti
nucleari hanno tenuto, hanno 'retto botta'. Si sono messi
automaticamente in sicurezza e l'unico problema a un impianto si è
verificato per mancanza di energia elettrica. Vedremo nei prossimi
giorni, ma sono fiducioso.
Chi trae spunto da questa tragedia per fare polemica sul nucleare è uno sciacallo, visto che ci troviamo di fronte a uno dei più grandi terremoti nella storia del mondo. Questo la dice lunga sul livello di certi politici". C. Testa, 11 marzo 2011
Chi non ricorda la stagione filonuclearista di Chicco Testa, con dichiarazioni come quella riportata qui sopra e la fondazione del Forum Nucleare Italiano, di cui serbiamo memoria per schermate come questa?
Purtroppo per C. Testa il nucleare è ormai passé, e con esso gli interessi economici delle grandi multinazionali del settore. Così il forum Nucleare, cos' indipendente e così super partes, fu terminato con un coccodrillo del C. Testa medesimo. Ma è giusto non perdersi d'animo, ci sono ancora tante frontiere da esplorare. Così C. Testa adesso sembra interessarsi do OGM. Oggi sul suo profilo facebook posta un verboso pistolotto sui benefici dell'agricoltura sotto brevetto. Il post riprende un articolo de Il Foglio che a sua volta ne riprende uno del WSJ. La tesi riportata da C. Testa in terza battuta è che glo OGM non fanno male. "In Europa (e in molti paesi in via di sviluppo, dove la produttività degli Ogm sarebbe essenziale) un’isteria disinformata blocca produzione e ricerca. Anche in Italia la politica, cavalcando paure irrazionali, è tutta avversa alla diffusione di colture transgeniche, con poche eccezioni."
Non trovate analogie con la campagna filoatomica di un paio di anni fa? Isteria, disinformazione, paure irrazionali. Poi arrivò Fukushima.
colpisce che invece C. Testa non spenda una-parola-una sui due temi fondamentali dell'uso degli OGM: il primo è l'introduzione dei brevetti in agricoltura, con l'aggressività legale di Monsanto e Co. nei confronti di chi non rispetta le loro condizioni economiche vessatorie; il secondo è la drammatica riduzione della biodiversità che consegue all'introduzione delle specie transgeniche.
Viene da pensare che sia arrivata qualche "donazione". Ma certamente, come nel caso del nucleare, C. Testa difende queste cause per fede e non per denaro.
Chi trae spunto da questa tragedia per fare polemica sul nucleare è uno sciacallo, visto che ci troviamo di fronte a uno dei più grandi terremoti nella storia del mondo. Questo la dice lunga sul livello di certi politici". C. Testa, 11 marzo 2011
Chi non ricorda la stagione filonuclearista di Chicco Testa, con dichiarazioni come quella riportata qui sopra e la fondazione del Forum Nucleare Italiano, di cui serbiamo memoria per schermate come questa?
Purtroppo per C. Testa il nucleare è ormai passé, e con esso gli interessi economici delle grandi multinazionali del settore. Così il forum Nucleare, cos' indipendente e così super partes, fu terminato con un coccodrillo del C. Testa medesimo. Ma è giusto non perdersi d'animo, ci sono ancora tante frontiere da esplorare. Così C. Testa adesso sembra interessarsi do OGM. Oggi sul suo profilo facebook posta un verboso pistolotto sui benefici dell'agricoltura sotto brevetto. Il post riprende un articolo de Il Foglio che a sua volta ne riprende uno del WSJ. La tesi riportata da C. Testa in terza battuta è che glo OGM non fanno male. "In Europa (e in molti paesi in via di sviluppo, dove la produttività degli Ogm sarebbe essenziale) un’isteria disinformata blocca produzione e ricerca. Anche in Italia la politica, cavalcando paure irrazionali, è tutta avversa alla diffusione di colture transgeniche, con poche eccezioni."
Non trovate analogie con la campagna filoatomica di un paio di anni fa? Isteria, disinformazione, paure irrazionali. Poi arrivò Fukushima.
colpisce che invece C. Testa non spenda una-parola-una sui due temi fondamentali dell'uso degli OGM: il primo è l'introduzione dei brevetti in agricoltura, con l'aggressività legale di Monsanto e Co. nei confronti di chi non rispetta le loro condizioni economiche vessatorie; il secondo è la drammatica riduzione della biodiversità che consegue all'introduzione delle specie transgeniche.
Viene da pensare che sia arrivata qualche "donazione". Ma certamente, come nel caso del nucleare, C. Testa difende queste cause per fede e non per denaro.
mercoledì 28 agosto 2013
Livello 3
L'uomo nella foto con il casco rosso e la tuta anti radiazioni è il ministro giapponese dell'industria Toshimitsu Motegi che ispeziona i serbatoi di acqua contaminata alla centrale nucleare di Fukushima. L'immagine è di lunedì scorso, due giorni fa. Oggi il governo giapponese ha deciso di alzare la classificazione della perdita di acqua radioattiva al livello 3 nella scala INES di gravità degli incidenti nucleari (il meltdown dei reattori di marzo 2011 era un livello sette, il massimo). Nel frattempo si cercano competenze all'estero per limitare le perdite di liquido radioattivo dai 350 serbatoi costruiti in fretta per contenere l'acqua usata per il raffreddamento dei reattori e contaminata.
martedì 30 aprile 2013
Fukushima, due anni dopo ancora crisi

Un articolo del New York Times riporta in primo piano la centrale nucleare di Fukushima, dove più di due anni dopo i gravissimi incidenti dell'11 marzo 2011 tutto è ancora in alto mare. La centrale è ancora in larga parte inaccessibile ma il problema sono le acque di falda, che penetrano nei reattori danneggiati ad un ritmo di crica 300 litri al minuto. Sono diciotto metri cubi l'ora di acqua che al contatto che diventa fortemente radioattiva e va espulsa e stoccata in luogo sicuro.
I giapponesi hanno predisposto una serie di grandi serbatoi (vedi foto) ma il problema persiste e si avvicina il rischio che l'acqua venga scaricata in mare. La Tepco, che gestisce la centrale, sta cercando spazi per nuovi serbatoi e per trovarli pensa di abbattere un bosco ai confini con la centrale. Resta poi irrisolto il problema di cosa fare dell'enorme quantità di acqua radioattiva, che ormai equivale a oltre 110 piscine olimpiche.
martedì 24 luglio 2012
Sciatteria o perfidia?
Il lancio lo ha fatto La Repubblica, ma le immagini della carrozza del Treno Verde di Legambiente nel convoglio che trasporta in Francia le scorie nucleari della centrale di Trino Vercellese oggi hanno fatto il giro del web. Naturale che Legambiente non l'abbia presa bene.
martedì 29 maggio 2012
Benedetto referendum
Il Comune di Ostiglia, in provincia di Mantova, ha subito conseguenze serie dal terremoto. Una scuola, per fortuna appena evacuata, è crollata.
Ostiglia ospita già una centrale termoelettrica (foto) e nei programmi del governo della destra era candidata a sede di una centrale nucleare, in ballottaggio con Caorso.
Ostiglia ospita già una centrale termoelettrica (foto) e nei programmi del governo della destra era candidata a sede di una centrale nucleare, in ballottaggio con Caorso.
lunedì 2 aprile 2012
Quando Clini tifava per il nucleare
Il ministro Passera e il presidente ENEL Colombo si lanciano in spericolate dichiarazioni sul costo delle bollette, sostenendo che l'alto prezzo pagato sarebbe colpa degli incentivi alle energie rinnovabili, che in realtà in bolletta influiscono per il 10%. Il ministro dell'ambiente Clini risponde subito e, per fortuna, difende il ruolo del fotovoltaico, dell'eolico e delle altre fonti rinnovabili in Italia. Le posizioni di Clini sono apprezzate in tutte le repliche provenienti dal mondo ambientalista.
In una intervista rilasciata ad Antonio Cianciullo e pubblicata ieri su Repubblica il ministro dell'ambiente dice tra l'altro che "Il mercato è saturo e non oso pensare a cosa sarebbe successo se fosse andato in porto il progetto di costruire centrali nucleari per aggiungere un altro 25 per cento di produzione elettrica".
Dichiarazioni scontate? Non proprio. Clini, che prima di diventare ministro è stato per venti anni direttore del ministero dell'ambiente, nel pieno del deliro nucleare di Prestigiacomo, Scajola & Co. era perfettamente allineato con la strategia atomica del governo della destra. La rete non perdona e non dimentica e sul web è ancora disponibile una presentazione dell'allora direttore Clini dal titolo Verso la Strategia Nucleare dell'Italia - Produzione di energia elettrica da centrali nucleari: gli aspetti ambientasli e l'esperienza francese. Era il 22 settembre 2010, solo un anno e mezzo fa, e Clini nel suo intervento sosteneva tra l'altro che "il nucleare è una questione urgente e strategica per l'Europa" (...), "contribuisce in modo significativo alla sicurezza energetica dell'Europa" (...) e che "la ripresa del nucleare in Italia può dare una scossa a tutta l'Europa" (cfr. slide n. 4).
Poi, per fortuna, quando si diventa ministri ci si chiarisce le idee. Almeno cosi sembra.
In una intervista rilasciata ad Antonio Cianciullo e pubblicata ieri su Repubblica il ministro dell'ambiente dice tra l'altro che "Il mercato è saturo e non oso pensare a cosa sarebbe successo se fosse andato in porto il progetto di costruire centrali nucleari per aggiungere un altro 25 per cento di produzione elettrica".
Dichiarazioni scontate? Non proprio. Clini, che prima di diventare ministro è stato per venti anni direttore del ministero dell'ambiente, nel pieno del deliro nucleare di Prestigiacomo, Scajola & Co. era perfettamente allineato con la strategia atomica del governo della destra. La rete non perdona e non dimentica e sul web è ancora disponibile una presentazione dell'allora direttore Clini dal titolo Verso la Strategia Nucleare dell'Italia - Produzione di energia elettrica da centrali nucleari: gli aspetti ambientasli e l'esperienza francese. Era il 22 settembre 2010, solo un anno e mezzo fa, e Clini nel suo intervento sosteneva tra l'altro che "il nucleare è una questione urgente e strategica per l'Europa" (...), "contribuisce in modo significativo alla sicurezza energetica dell'Europa" (...) e che "la ripresa del nucleare in Italia può dare una scossa a tutta l'Europa" (cfr. slide n. 4).
Poi, per fortuna, quando si diventa ministri ci si chiarisce le idee. Almeno cosi sembra.
venerdì 9 marzo 2012
Fukushima quasi un anno dopo
Mancano due giorni all'11 marzo, anniversario dello tsunami giapponese e del gravissimo incidente nucleare di Fukushima. Le cronache continuano a riportare dati e notizie sugli effetti delle radiazioni, anche se diffusi spesso con molto ritardo. E' il caso di un articolo apparso oggi sul Asahi Shimbum che racconta di alte concentrazioni di iodio radioattivo nella tiroide di alcuni residenti in zone distanti fino a 30 km dalla centrale.
Lo iodio radioattivo perde i suoi valori in poche ore, ma si concentra nella tiroide, particolarmente nei soggetti giovani. Il governo giapponese ha programmato il monitoraggio per tutta la vita di 360.000 giovani che un anno fa avevano meno di 18 anni.
Sul fronte dei danni il sindaco di Futaba, sul cui territorio si trova la centrale di Fukushima, ha presentato un conto di 19.25 milardi di yen alla TEPCO per i danni subiti, circa 180 milioni di euro. Al momento dell'incidente Futaba aveva 7.400 residenti. Oggi il 100% del suo territorio e il 90% degli edifici è inutilizzabile per le distruzioni dello tsunami e la contaminazione.
Lo iodio radioattivo perde i suoi valori in poche ore, ma si concentra nella tiroide, particolarmente nei soggetti giovani. Il governo giapponese ha programmato il monitoraggio per tutta la vita di 360.000 giovani che un anno fa avevano meno di 18 anni.
Sul fronte dei danni il sindaco di Futaba, sul cui territorio si trova la centrale di Fukushima, ha presentato un conto di 19.25 milardi di yen alla TEPCO per i danni subiti, circa 180 milioni di euro. Al momento dell'incidente Futaba aveva 7.400 residenti. Oggi il 100% del suo territorio e il 90% degli edifici è inutilizzabile per le distruzioni dello tsunami e la contaminazione.
domenica 18 dicembre 2011
Struzzi radioattivi
Gli evacuati dalla "zona proibita" attorno alla centrale nucleare di Fukushima, nei loro brevi ritorni a casa sotto scorta, avevano segnalato l'avvistamento di struzzi.
Secondo il ministero dell'agricoltura giapponese gli struzzi che si aggirano in libertà nella zona interdetta (20 Km di raggio dalla centrale) sono almeno dieci. I pennuti giganti sarebbero fuggiti da un allevamento che ne ospitava una trentina. Gli altri probabilmente sono morti. Il governo giapponese sta cercando di catturarli da ottobre, ma finora soltanto due si sono arresi.
Secondo il ministero dell'agricoltura giapponese gli struzzi che si aggirano in libertà nella zona interdetta (20 Km di raggio dalla centrale) sono almeno dieci. I pennuti giganti sarebbero fuggiti da un allevamento che ne ospitava una trentina. Gli altri probabilmente sono morti. Il governo giapponese sta cercando di catturarli da ottobre, ma finora soltanto due si sono arresi.
mercoledì 14 dicembre 2011
Il nucleare, così passé.
“Prendiamo atto che l’energia nucleare è una tecnologia energetica
importante ma con uno spazio relativo: 10% a livello globale, 20% in
Europa. Il referendum ha dato un risultato chiaro e non credo sia
possibile riaprire in Italia il dossier del nucleare senza un “salto”
nella sicurezza degli impianti. (...) Oggi però il nucleare è oggetto di
importanti investimenti in ricerche e sviluppo anche nei settori non
connessi con l’energia. Quindi non vedo perché l’Italia debba rimanere
fuori”.
Queste frasi del ministro dell'ambiente Corrado Clini, pubblicate il 12 dicembre nel dossier sull'innovazione del Corriere, hanno rivitalizzato il Forum Nucleare di C. Testa, che deve ancora riprendersi dalla tranvata del referendum di primavera. Il Forum Nucleare Italiano, foraggiato dalle grandi multinazionali dell'atomo, aveva promosso con grande dispiego di mezzi la bontà della scelta nucleare nei mesi precedenti la consultazione popolare. Uno spot TV trasmesso in prime time su tutte le reti che aveva fatto molto discutere. Un sito web che pretendeva di essere super partes ma ospitava i pistolotti di C. Testa e di altri filonuclearisti e magnificava le nuove centrali. Oggi il sito è chiuso ma resta il blog, che ha subito fatto proprie le frasi di Clini intravedendo nelle affermazioni del ministro una nuova apertura verso il nucleare, ormai così passé.
Nessuno nega all'Italia un ruolo nella ricerca nucleare. Se poi questo significasse che il nostro paese destina riorse adeguate alla ricerca scientifica in generale sarebbe anche meglio. Ma il "nuovo" ministro dell'ambiente, che per venti anni è stato dirigente dello stesso ministero, è troppo navigato per non sapere che, se e quando la ricerca permetterà di realizzare centrali atomiche sicure, economiche e senza scorie, la produzione energetica sarà indirizzata su altri orizzonti. Gli esperti prevedono una grid parity per il solare fotovoltaico entro 24, massimo 30 mesi. L'eolico costa già meno dei combustibili fossili. Il solare a concentrazione e le celle di combustibile cominciano ad essere realtà, il geotermico non è più una nicchia. Certo, c'è ancora molta strada da fare, ma in direzione ostinata e contraria all'energia nucleare.
Queste frasi del ministro dell'ambiente Corrado Clini, pubblicate il 12 dicembre nel dossier sull'innovazione del Corriere, hanno rivitalizzato il Forum Nucleare di C. Testa, che deve ancora riprendersi dalla tranvata del referendum di primavera. Il Forum Nucleare Italiano, foraggiato dalle grandi multinazionali dell'atomo, aveva promosso con grande dispiego di mezzi la bontà della scelta nucleare nei mesi precedenti la consultazione popolare. Uno spot TV trasmesso in prime time su tutte le reti che aveva fatto molto discutere. Un sito web che pretendeva di essere super partes ma ospitava i pistolotti di C. Testa e di altri filonuclearisti e magnificava le nuove centrali. Oggi il sito è chiuso ma resta il blog, che ha subito fatto proprie le frasi di Clini intravedendo nelle affermazioni del ministro una nuova apertura verso il nucleare, ormai così passé.
Nessuno nega all'Italia un ruolo nella ricerca nucleare. Se poi questo significasse che il nostro paese destina riorse adeguate alla ricerca scientifica in generale sarebbe anche meglio. Ma il "nuovo" ministro dell'ambiente, che per venti anni è stato dirigente dello stesso ministero, è troppo navigato per non sapere che, se e quando la ricerca permetterà di realizzare centrali atomiche sicure, economiche e senza scorie, la produzione energetica sarà indirizzata su altri orizzonti. Gli esperti prevedono una grid parity per il solare fotovoltaico entro 24, massimo 30 mesi. L'eolico costa già meno dei combustibili fossili. Il solare a concentrazione e le celle di combustibile cominciano ad essere realtà, il geotermico non è più una nicchia. Certo, c'è ancora molta strada da fare, ma in direzione ostinata e contraria all'energia nucleare.
L'agenzia che non è mai nata
Testo della manovra del governo Monti, art. 21 comma 13: Gli enti di cui all’allegato A sono soppressi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e i relativi organi decadono, fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 15.
L'allegato A è la tabella qui sopra. Tra gli enti soppressi c'è la mai nata Agenzia per la sicurezza nucleare. Addio, senza rimpianti.
L'allegato A è la tabella qui sopra. Tra gli enti soppressi c'è la mai nata Agenzia per la sicurezza nucleare. Addio, senza rimpianti.
martedì 22 novembre 2011
Quel "nuovo" ministro così atomico
lunedì 14 novembre 2011
Gita a quello che rimane
Il governo giapponese ha radunato un po' di giornalisti, li ha vestiti con maschere e tute protettive, li ha caricati su un bus e li ha portati alla centrale nucleare di Fukushima. Time dedica alla gita una photogallery.
lunedì 24 ottobre 2011
Hanno perso Quince
Il filmato qui sopra è l'ultimo trasmesso da Quince, il robot che è stato utilizzato per esplorare i locali della centrale nucleare di Fukushima. Di Quince si sono perse le tracce al terzo piano dell'edificio del reattore 2, dove le radiazioni sono ancora di 40 millisievert/ora e la presenza umana praticamente impossibile. Difficilmente qualcuno potrà andare a cercare il povero robot.
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