domenica 3 luglio 2016

Quei morti che non contano niente

Sono morte più di 140 persone nell'attentato della scorsa notte a Baghdad, tra cui almeno 25 bambini. Alcune fonti parlano di 167 morti. Poco dopo mezzanotte, quando il Ramadan lasciava finalmente liberi i musulmani di mangiare, bere e socializzare, un'auto bomba ha devastato un centro commerciale di Karada, un quartiere sciita della capitale dell'Iraq. L'Isis ha immediatamente rivendicato l'attentato.
In questa terrribile strage però non sono coinvolti occidentali, tantomeno italiani. Così la notizia passa quasi sotto silenzio. I TG pubblici e privati ne fanno appena menzione. I siti dei maggiori giornali online relegano il più grave attentato dell'anno in settima o ottava fila, mentre si innamorano del bengalese ucciso perché non aveva voluto lasciare le sue amiche nel ristorante di Dhaka.
Onore, rispetto e pietà per i nove italiani uccisi a Dhaka, ma un paese evoluto non può essere così provinciale da occuparsi solo di casa propria. Per il New York Times e gli altri grandi quotidiani internazionali la strage di Baghdad è ovviamente la notizia con cui aprire la prima pagina.

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