mercoledì 1 febbraio 2012

Una superstrada, ma per le bici

Le autorità svedesi hanno avviato il progetto di una superstrada di 20Km per unire le città di Malmo e Lund, riservata alle biciclette. Malmo, 300.000 abitanti, sta puntando sulle bici da tempo ed ha già una rete urbana di 410 Km di piste ciclabili. Nell'ultimo anno la mobilità ciclabile è cresciuta dell'11% e rappresenta ormai il 30% del totale e il 40% degli spostamenti di lavoro. Lund, una vivace città universitaria di 83.000 abitanti e 42.000 studenti, ha anche più ciclisti.
La superpista ciclabile avrà due corsie per senso di marcia e segiuirà un tracciato in larga parte parallelo a quello della ferrovia. Ci saranno delle uscite ma nessun incrocio a raso, verrano realizzate barriere antivento e il costo previsto è di circa 5.5 milioni di Euro, 3 milioni dei quali già stanziati dalla città di Malmo.

Il sindaco dell'anno 2012

Sono aperte le nomination per il sindaco dell'anno 2012. Fino al 15 maggio ognuno può proporre il nominativo di un primo cittadino particolarmente eccellente con il modulo on line. A giugno sarà selezionato un gruppo di finalisti e a dicembre sarà annunciato il vincitore che succederà a Marcelo Ebrard, sindaco di Città del Messico che vinse l'ultima edizione nel 2010 e che quest'anno sarà in lizza per le elezioni presidenziali del suo paese.

Anche il bus diventa ibrido

La città di Helsinki ha avviato dal 1 gennaio la sperimentazione di due bus ibridi sulla linea urbana 24 da Erottaja a Seurasaari. I bus sono dei Volvo 7700, l'unico modello ibrido per ora sul mercato, e affiancano un motore elettrico al tradizionale diesel Euro 5.
I risultati sono una riduzione del 30% dei consumi e del 45-50% di emissioni di CO2 e particolato. Anche il confort dei passeggeri migliora, perché il bus si spegne nelle soste e riparte solo con la trazione elettrica, eliminando rumori e vibrazioni quando è fermo.
Le batterie agli ioni di litio, che si ricaricano in frenata, sono sul tetto.

martedì 31 gennaio 2012

Il futuro che conviene scegliere

Si intitola Resilient People, Resilient Planet, A Future Worth Choosing il report presentato ieri ad Addis Abeba, Etiopia, e redatto dalla Commissione sulla Sostenibilità Globale delle Nazioni Unite. L'High Level Panel on Global Sustainability è stato insediato da Ban Ki-moon il 9 agosto 2010 ed è composto da 22 personalità di rilievo, coordinate da Jacob Zuma (Sud Africa) e Tarja Halonen (Finlandia). La missione della commissione era quella di produrre un rapporto che rappresenti la via per uno sviluppo sostenibile e una prosperità globale, da sottoporre alle nazioni e agli stakeholders in vista del prossimo summit di Rio+20. Il documento dovrebbe in pratica aggiornare Our Common Future, il testo presentato nel 1987 dalla cosiddetta Commissione Bruntland che per la prima volta tentava la definizione di sviluppo sostenibile. E la stessa Gro Harlem Bruntland (72) fa parte della nuova commissione, a simboleggiare il passaggio di consegne.
Insomma, il compito di questo variegato gruppo di esperti, ministri e capi di stato non era semplice. Il testo presentato ieri ad Addis Abeba è composto da un centinaio di pagine non ancora nel formato editoriale definitivo, ma i contenuti sono finali. Sono elencate 56 raccomandazioni per il futuro del pianeta. C'è anche la possibilità di leggere una sintesi di una ventina di pagine. Rispetto al rapporto Bruntland sono evidenti le interconnessioni sempre più strette tra economia, sociale e ambiente. Fin dal titolo è evidente anche la centralità del concetto di resilienza, inesplorato nel 1987 e sul quale anche Sostenibilitalia batte da tempo.
Tra le raccomandazioni segnalo la richiesta di includere i costi sociali e ambientali nelle misurazioni economiche globali e nei prezzi e la necessità di individuare macroindicatori economici che superino il concetto del PIL. Si incoraggia la collaborazione intersettoriale e si sottolinea l'importanza di un approccio scientifico anche nelle decisioni politiche. Non lo ho ancora letto tutto, ci ritorneremo.

lunedì 30 gennaio 2012

Italia 2011, +9 GW di fotovoltaico

La Associazione Europea delle Industrie Fotovoltaiche (EPIA) ha pubblicato il Market Report 2011 che certifica la crescita di 21 GW di impianti fotovoltaici in Europa nel corso dello scorso anno, su un totale globale di 27.7 GW. Nel 2011 il primo mercato mondiale è stata l'Italia, con oltre 9 GW connessi,  seguita da Germania con 7.5 GW e Cina. Poi USA, Francia e Giappone. Questi sei paesi hanno realizzato un incremento di impianti superiore ad 1 GW.
L'Europa ha il 75% degli impianti, contro l'80% del 2010 e Italia e Germania da sole rappresentano il 60% del mercato mondiale.

domenica 29 gennaio 2012

Il mestiere dell'antagonista

Fortemente voluto dal sindaco De Magistris ieri a Napoli si è svolto il Forum dei Comuni per i Beni Comuni. Grande partecipazione, ma anche sedie vuote. Nessuno dei sindaci annunciati delle città sopra la linea gotica si è fatto vivo. Pisapia ha perso l'aereo ed è rimasto a Milano, Orsoni non si è mosso da Venezia, Zingaretti aveva da fare a Roma, Merola era impicciato a Bologna. Così assieme al sindaco di Napoli al teatro Politeama c'erano Vendola e i sindaci di Bari e Cagliari, Emiliano e Zedda, rendendo il Forum una questione meridionale.
Per motivi oscuri oggi La Repubblica in vendita ad Ancona era l'edizione di Napoli (mai successo prima) e quindi ho letto cronache più dettagliate sull'evento. A cominiciare dai virgolettati di Alberto Lucarelli, assessore ai beni comuni di Napoli: "I comuni devono trovare una piattaforma condivisa su politiche precise, anche attraverso il conflitto locale e nazionale". Lucarelli - la cui relazione si intitolava La disobbedienza dei beni comuni - ha parlato di "dittatura della delega", di "mistificazione della rappresentanza" e ha proposto "una Carta da inviare al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio per evidenziare gli atti eversivi e incostituzionali che impediscono il soddisfacimento dei diritti essenziali".
Da parte sua, il sindaco ha chiarito le sue ambizioni politiche: "Dobbiamo trovare una formula per una campagna elettorale per andare al governo del paese. Noi, che siamo l'esatto contrario del governo Monti, che è l'arroccamento dei poteri". 
Ma a Napoli c'era anche un uomo del nord. Da Torino era arrivato il comunista Ferrero, secondo il quale "Bisogna costruire l'unità delle sinistre contro Monti". De Magistris ha tirato le conclusioni, dicendo tra l'altro che "Nel 2013 si sfiderà il modello di chi non vuole cambiare e vuole prolungare l'agonia del liberismo, contro chi vuole una nuova alternativa: sociale, politica ed economica. Non ci potremo piangere addosso per l'occasione mancata". 
Si capisce perché qualcuno ha perso l'aereo o ha dovuto rinunciare per impegni improvvisi.

sabato 28 gennaio 2012

Se Steve Jobs fosse all'inferno?

Apple ha chiuso l'ultima trimestrale con un fatturato record di oltre 46 miliardi di dollari e un utile netto di 13 miliardi. In percentuale Apple ha un utile pari al 28% del fatturato. Margini cosi ampi sono straordinari e dovrebbero permettere a qualunque azienda la possibilità di garantire che produzione e distribuzione dei prodotti siano effettuati seguendo solidi principi di etica e rispetto. Anzi, dovrebbero stimolare ad investire nella protezione e remunerazione dei lavoratori.
Contemporaneamente ai fantasmagorici risultati di bilancio invece sono arrivate anche notizie davvero cupe sulle condizioni di lavoro a Foxconn, il colosso cinese che produce per Apple e molti altri brand mondiali. Si parla di almeno dodici suicidi tra gli operai, costretti a turni massacranti e a riposare in dormitori collettivi. Il New York Times ha preso la questione di petto pubblicando un report dettagliato due giorni fa. Il successore di Steve Jobs alla guida di Apple, Tim Cook, ha replicato con una lunga e-letter a tutti i dipendenti Apple (che non sono gli operai di Foxconn) assicurando di "avere cura di ogni lavoratore nella catena di produzione". Ma infatti.

La Scozia vuole l'indipendenza

Il primo ministro scozzese Alex Salmond ha presentato il quesito referendario che vuole sottoporre agli elettori: Do you agree that Scotland should be an independent country?
Semplice e diretto: volete che la Scozia sia una nazione indipendente? Nei piani di Salmond il referendum dovrebbe svolgersi nel 2014, subito dopo le elezioni europee. La Scozia potrebbe diventare uno stato indipendente entro il 2016.
Le reazioni di Londra alla notizia non sono buone e David Cameron cercherà di convincere gli scozzesi ad una soft devolution con la quale alcuni poteri sarebbero trasferiti al governo di Edimburgo. La Scozia ha un forte peso nell'economia britannica, disponendo ad esempio del 90% delle riserve di petrolio e gas del paese.
Anche Bruxelles sta facendo alcune simulazioni sui possibili scenari. Se la Scozia diventasse indipendente dovrebbe chiedere l'annessione all'Unione Europea. In questo caso, secondo gli esperti legali della commissione, non sarebbe necessario il consenso di tutti gli stati membri come accadrà ad esempio per la Croazia, ma basterebbe il parere positivo della maggioranza, perché si tratta di una scissione di una nazione che fa già parte della UE. La stessa prassi quindi dovrebbe essere utilizzata per quello che resterebbe del Regno Unito, ambedue i nuovi paesi dovrebbero essere accettati di nuovo. Ma i paesi che vengono ammessi nella UE hanno l'obbligo di assumere l'Euro come valuta, condizione che certamente non piace a Londra.
Una eventuale scissione scozzese potrebbe poi aprire la strada a iniziative simili da parte di altre ricche regioni d'Europa come la Catalogna, le Fiandre e la Baviera. No, la cosiddetta Padania no.

Un pallone di CO2

Fuori dal palazzo delle Nazioni Unite di New York ieri è apparso un pallone verde gigante di quasi dieci metri di diametro che rappresenta la dimensione di una tonnellata di CO2. L'iniziativa è del governo del Cile, con il consenso ONU.
Ernst & Young ha certificato che la missione diplomatica cilena all'ONU è ad emissioni zero, grazie ai certificati bianchi ottenuti con progetti di energia rinnovabile in Cile. Il governo di Santiago intende allargare l'esperimento e presto renderà carbon free anche la missione diplomatica presso l'Unione Europea, le ambasciate in Brasile e Cina e il consolato di San Francisco.