Il Coronavirus cancella anche la COP26, prevista a Glasgow per il prossimo novembre. Un comunicato ufficiale del governo britannico certifica il rinvio al 2021.
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mercoledì 1 aprile 2020
lunedì 2 marzo 2020
Il Coronavirus minaccia anche i negoziati sul clima
L'ombra del Coronavirus si staglia anche sui negoziati sul clima e sulla COP26 in programma a Glasgow il prossimo novembre. Lo scrive oggi Fiona Harvey su The Guardian, segnalando come le restrizioni ai viaggi e la "distrazione" di molti governi stiano già pregiudicando la preparazione al meeting di Glasgow.
La COP26 ha grande importanza, perché si svolge a cinque anni di distanza dall'Accordo di Parigi sul clima e ne sancisce l'entrata in vigore. Non tutto quello che l'accordo comporta è stato deciso, la COP25 dello scorso dicembre si è chiusa lasciando ancora molti nodi da sciogliere. Se le decisioni politiche saranno prese a Glasgow, la stesura dei documenti e le scelte tecniche sono compito delle delegazioni scientifiche e degli sherpa diplomatici. Gli incontri informali si susseguono, l'appuntamento ufficiale è per i Climate Talks di Bonn, 1-11 giugno.
Oltre agli intralci logistici, la crisi da Coronavirus influirà sui negoziati climatici anche per le sue conseguenze economiche. La contrazione della crescita globale è ormai conclamata, la OECD-OCSE ha diffuso proprio oggi le sue previsioni al ribasso. In tempi di crisi l'emergenza climatica rischia di passare in secondo piano e qualcosa di simile era già successo alla COP15 di Copenhagen del 2009, quando la recessione globale era appena cominciata.
Il paese che ospita la COP ha sempre un ruolo centrale nella organizzazione politica dei negoziati. Il Regno Unito per ora ha fatto solo confusione, sollevando dal ruolo di presidente della COP26 l'ex ministro dell'energia Claire O' Neill sostituendola con Alok Sharma solo due settimane fa. La nomina è stata molto criticata anche in Gran Bretagna.
C'è poi in gioco il ruolo dell'Italia, paese che si era in un primo momento candidato ad ospitare la COP, poi ha limitato il suo impegno alla organizzazione di incontri preliminari. Attualmente il nostro paese è il più colpito in occidente dall'epidemia e molte nazioni hanno ristretto o cancellato i collegamenti con Roma e Milano. Novembre oggi sembra lontano, ma difficile prevedere l'evoluzione di quanto sta accadendo.
La COP26 ha grande importanza, perché si svolge a cinque anni di distanza dall'Accordo di Parigi sul clima e ne sancisce l'entrata in vigore. Non tutto quello che l'accordo comporta è stato deciso, la COP25 dello scorso dicembre si è chiusa lasciando ancora molti nodi da sciogliere. Se le decisioni politiche saranno prese a Glasgow, la stesura dei documenti e le scelte tecniche sono compito delle delegazioni scientifiche e degli sherpa diplomatici. Gli incontri informali si susseguono, l'appuntamento ufficiale è per i Climate Talks di Bonn, 1-11 giugno.
Oltre agli intralci logistici, la crisi da Coronavirus influirà sui negoziati climatici anche per le sue conseguenze economiche. La contrazione della crescita globale è ormai conclamata, la OECD-OCSE ha diffuso proprio oggi le sue previsioni al ribasso. In tempi di crisi l'emergenza climatica rischia di passare in secondo piano e qualcosa di simile era già successo alla COP15 di Copenhagen del 2009, quando la recessione globale era appena cominciata.
Il paese che ospita la COP ha sempre un ruolo centrale nella organizzazione politica dei negoziati. Il Regno Unito per ora ha fatto solo confusione, sollevando dal ruolo di presidente della COP26 l'ex ministro dell'energia Claire O' Neill sostituendola con Alok Sharma solo due settimane fa. La nomina è stata molto criticata anche in Gran Bretagna.
C'è poi in gioco il ruolo dell'Italia, paese che si era in un primo momento candidato ad ospitare la COP, poi ha limitato il suo impegno alla organizzazione di incontri preliminari. Attualmente il nostro paese è il più colpito in occidente dall'epidemia e molte nazioni hanno ristretto o cancellato i collegamenti con Roma e Milano. Novembre oggi sembra lontano, ma difficile prevedere l'evoluzione di quanto sta accadendo.
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