lunedì 24 novembre 2008

Ministri rock

La notizia mi era sfuggita e l'ho recuperata solo ieri leggendo un articolo sull'opposizione dell'Australia alle baleniere giapponesi che continuano imperterrite ad uccidere cetacei nel Pacifico.
Nel gabinetto di Kevin Rudd il ministro per l'ambiente, il patrimonio e le arti dell'Australia è Peter Garrett (foto, 55), fino al 2004 cantante dei Midnight Oil, gruppo rock australiano piuttosto in voga nei tardi anni '80, quando con l'album Diesel and Dust (1987) arrivò al # 19 in UK e al # 21 delle classifiche USA.
La mia canzone preferita di Midnight Oil è invece Forgotten Years (video) dal disco successivo Blue Sky Mining (1990, #20 in USA).
Il governo laburista di Kevin Rudd, insediato nel 2007, ha sottoscritto immediatamente il protocollo di Kyoto, che i governi conservatori precedenti avevano ignorato. Il governo australiano ha anche un ministero dedicato all'acqua e al cambiamento climatico, retto dalla senatrice Hon Penny Wong.

FDG 081123 #392

Freeze, Bonn

domenica 23 novembre 2008

Perché resteremo in coda all'Europa

Il presidente del consiglio è in Abruzzo a fare campagna elettorale per il candidato della destra alle elezioni regionali. Nel suo tour marsicano Berlù ha tenuto oggi una conferenza stampa al teatro Massimo de l'Aquila, dove ha pronunciato le consuete frasi da statista di rango, come quando è ritornato sulla "abbronzatura" di Barack Obama precisando che intendeva "fargli un complimento, un po' invidioso. Vorremmo tutti essere abbronzati come Naomi Campbell e Obama".
Imbarazzante ma marginale, almeno per noi ormai assuefatti allo "stile" del personaggio. Molto peggio la sostanza di quanto dichiarato dal capo del governo, che ha definito "donchisciottesco" il pacchetto di obiettivi dell'Unione Europea sul clima. La motivazione? L'Europa non deve farsi carico di temi come questo senza l'accordo con USA e Cina, soprattutto in tempi di crisi. Ma proprio ieri Obama ha rilanciato promettendo 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2011 con al centro del programma le energie rinnovabili. E i leader mondiali, da Ban-Ki Moon a Sarkozy e Brown, passando ovviamente per Obama, ripetono che l'opportunità è un Green New Deal. Il prossimo anno la disoccupazione in Europa crescerà dal 7,5 al 9%, mentre in USA è prevista all'8%, la più alta degli ultimi 25 anni. La Germania ha investito 200 miliardi di € sulle energie rinnovabili, con il risultato di 250.000 nuovi posti di lavoro. Secondo gli analisti entro il 2020 in Germania le nuove energie avranno creato più occupati che il settore dell'auto.
Il governo italiano non la pensa così e snobba - anzi, ironizza - sugli impegni presi dal resto del mondo occidentale. Già in campagna elettorale il capoclasse Tremonti parlava di esportare nucleare nei Balcani (per non sporcare a casa nostra) e ironizzava sui "mulini a vento", anticipando Berlù nelle metafore ispirate da Miguel de Cervantes. E mentre noi commentiamo con spiritoso disincanto in Gran Bretagna si sta elaborando un piano da 80 miliardi di Euro per costruire 7000 turbine eoliche che procureranno 160.000 nuovi posti di lavoro. "So che alcuni dicono che le attuali difficoltà finanziare che il mondo deve affrontare dovrebbero spingere il cambiamento climatico fuori dalle priorità, ma io penso esattamente il contrario" ha detto Gordon Brown. "Non si tratta di sacrificare il nostro presente per garantire il futuro, ma di collocare il nostro paese nella miglior posizione possibile" ha replicato Nicholas Sarkozy.
Berlusconi, Scajola, Tremonti, il vanitoso Brunetta ci portano sempre più lontani dai paesi evoluti e sempre più indietro, con speranze di recupero ormai residue. Si è chiesto mai nessuno dei nostri spiritosi ministri quanto indotto, quanti posti di lavoro porterebbero le famose centrali nucleari di cui straparlano?
"Siamo soli", come diceva Vasco.

giovedì 20 novembre 2008

Boicottare il sushi?

Il mio amico Moreno Cedroni mi aveva spiegato perchè il tonno rosso è il miglio ingrediente per un buon sushi (anzi susci, come lo abbiamo chiamato noi). Adesso però dovremo cambiare abitudini, perché non c'è più tempo per salvare il tonno pinna azzurra, o tonno rosso, dal rischio di estinzione.
La Commissione Internazionale per la conservazione del tonno atlantico (ICCAAT) è riunita a Marrakech da lunedì scorso, con una fitta agenda di una settimana. Secondo i ricercatori i maestosi tonni pinna azzurra sono ridotti a un terzo di quanti erano 30 anni fa, e il trend è in rapida diminuzione. Dal 2000 al 2006 le catture sono crollate dell'80% e la taglia media dei tonni è scesa da 220 a 145 Kg.
Gli scienziati invocano una rigida moratoria sulla pesca, oltre al divieto assoluto di catture nel Mediterraneo nei mesi di maggio, giugno e luglio.
Il WWF ha lanciato una campagna per il boicottaggio del pinna azzurra, a cui hanno aderito migliaia di persone ma anche chef come Benoît Delbasserue e Sergi Arola. Auchan, Carrefour e Coop hanno già tolto il tonno pinna azzurra dai loro banchi di pesce fresco. Sono sicuro che anche Moreno Cedroni farà altrettanto e che tutti noi lasceremo i tonni pinna azzurra fuori dalle nostre tavole, in attesa di tempi migliori.

Freddi ma felici

L'agenzia Eurofound ha diffuso ieri la seconda indagine europea sulla qualità della vita, che analizza il benessere, l'ottimismo e il "morale" degli Europei. Eurofound ha intervistato 35.000 abitanti dei 27 stati membri, dei tre candidati Croazia, Turchia e Macedonia e della Norvegia. Importante notare che le interviste sono state fate tra settembre 2007 e febbraio 2008, cioè molto prima della attuale crisi finanziaria.
Alla domanda specifica "da 1 a10 quanto si sente felice in questi giorni?" le risposte sono state piuttosto discostanti, da un massimo di felicità dei Danesi e dei Finlandesi con 8,3 alla tristezza dei Bulgari, ultimi con un misero 5,8. Superano l'otto anche Norvegia, Svezia, Olanda, Irlanda e Lussemburgo. Gli Italiani raggiungono un sette tondo (7,1 gli uomini, 6,9 le donne). I più tristi dopo i Bulgari sono i Macedoni, con 6,3.
Il divario si allarga ancora di più quando si chiede agli Europei se sono ottimisti per il futuro. I nordici non hanno dubbi: 84% dei Danesi e degli Svedesi sono ottimisti, e anche Finlandia, Irlanda e Norvegia sono sopra i tre quarti delle risposte. Gli Spagnoli seguono da vicino con il 67,5%. Chi la vede più nera sono gli Ungheresi, di cui solo il 32,7 si dichiara ottimista. L'Italia non va molto meglio, con solo il 36,2% di ottimisti. Neanche i Francesi sono positivi, arrivando solo al 43,2%. Maschi e femmine italiani si discostano di poco tra loro, mentre in Francia e Spagna ci sono più di dieci punti di scarto tra i sessi, con gli uomini molto più ottimisti delle donne.

FDG 081120 #390

Bucato a Venezia

mercoledì 19 novembre 2008

Cacca sostenibile/2

Come gas serra il metano è almeno 20 volte più potente del CO2 e grande parte delle emissioni nocive del pianeta sono causate dagli allevamenti di bestiame. Il metano viene prodotto dagli erbivori in fase digestiva sotto forma di pere (vedi il post Pere in trappola del 15 luglio) e con la decomposizione degli escrementi, già descritta nel post qui sotto sullo zoo di Toronto.
Anche la BioEnergy Solutions sta cercando di riconvertire le cacche in energia. Il primo esperimento è partito nella contea di Kern in California, dove tre grandi allevamenti hanno messo a disposizione gli escrementi delle loro 6500 mucche. Le cacche delle bestiole, che valgono circa 18.000 metri cubi di metano, vengono coinvogliate in una specie di laguna coperta, dove la decomposizione sprigiona il gas. Questo viene immagazzinato, depurato fino agli standard commerciali e immesso nelle tubature della Pacific Gas and Electric. Il metano che si ottiene è sufficiente per alimentare tremila case.
La costruzione dell'impianto inizierà nei primi mesi del 2009. E in seguito potrebbe essere ampliato senza problemi visto che nelle vicinanze ci sono altri allevamenti, per un totale di 26.700 mucche. Con tutte le loro cacche si potrebbero alimentare dodicimila case ed eliminare 220.000 tonnellate di CO2 l'anno.
Perché non provare una rete simile nella Bassa Padana?

Cacca sostenibile

Lo Zoo di Toronto pensa di utilizzare gli escrementi dei suoi animali per alimentare una centrale a biogas e produrre energia elettrica. Secondo le stime fornite dal direttore dello zoo David Ireland la cacca dei cinquemila animali che lo abitano sarebbe in grado di produrre non solo l'energia sufficiente a coprire i consumi dello zoo, ma anche una quantità eccedente che potrebbe essere rivenduta sul mercato.
Il problema è che lo zoo non ha i 13 milioni di dollari canadesi (oltre otto milioni di Euro) che servono per costruire la centrale. Anche il comune di Toronto, a cui lo zoo ha chiesto aiuto, ha risposto di non avere nel proprio bilancio risorse disponibili.
Secondo i calcoli dei tecnici la produzione di energia della centrale permette di recuperare il costo di realizzazione dell'impianto in soli cinque anni, così lo zoo sta cercando dei privati disposti ad investire sul valore energetico della cacca.