
Oggi, mentre a Spello Veltrone pronunciava il suo
Discorso per l'Italia (foto), nella mia Ancona l'assemblea comunale del PD votava segretario e presidente, rispettivamente Giovanni Ranci e
Stefania Benatti. Ambedue di provenienza Margherita, popolare il primo e prodiana la seconda. Candidati scelti da un tavolo comune, fortemente voluto e coordinato con successo dal sindaco
Fabio Sturani, in cui tutte le componenti del PD locale hanno voluto trovare un percorso davvero unitario. E in effetti così è stato, malgrado qualche resistenza e gli inevitabili scazzi. Credo che in poche altre città sia andata così, bravi tutti noi.
Il neo-segretario ha espresso una riflessione interessante, lamentando la difficoltà di rivolgersi all'assemblea con termini appropriati e concisi. In effetti una volta bastava un "cari amici" o "cari compagni" a seconda che si fosse democristiani o comunisti. I rimescolamenti degli ultimi dieci anni avevano già obbligato a un più prolisso "cari amici e cari compagni". Adesso le correttezze di genere impongono un chilometrico "care amiche e cari amici, care compagne e cari compagni". Insostenibile.
Quale potrebbe essere la locuzione di apertura nei discorsi in sede PD? L'ideale, per eliminare ripetizioni di genere, sarebbe un termine neutro tipo "cara gente". Ma fa schifo. Un'altra semplificazione, seppure minore, potrebbe essere il "Care tutte e cari tutti". "Care persone democratiche?" Bah.
Mi piacerebbe avere qualche idea anche da chi legge.