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martedì 14 gennaio 2020

Fondi agricoli europei, la Puglia non riesce a spenderli

La Regione Puglia non ha speso i fondi europei per lo sviluppo rurale e dovrà restituire a Bruxelles 86 milioni di Euro. Gli agricoltori pugliesi, sommando il cofinanziamento nazionale obbligatorio, hanno perso 142 milioni. Il termine ultimo per la rendicontazione era il 31 dicembre scorso e la Puglia è l'unica regione italiana ad avere mancato l'obiettivo.
La PAC 2014-2020 assegna alla Puglia 1.6 miliardi di Euro nei sette anni, circa l'8 per cento del totale italiano. Il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di spesa era annunciato e le cause sono spiegate in un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno dello scorso novembre: bandi sbagliati, ricorsi ai tribunali amministrativi, eccessi di burocrazia, valzer di dirigenti regionali del settore. Anche il presidente Emiliano sapeva, tanto che il 17 dicembre scorso era volato a Bruxelles per trattare con la DG Agricoltura chiedendo una deroga al disimpegno dei fondi non spesi, che di norma la Commissione applica automaticamente. La risposta dell'Europa non è ancora nota.

giovedì 7 marzo 2019

Se questo è un ministro dell'interno

Oggi a Bruxelles è in programma un Consiglio Europeo dedicato agli Affari Interni. All'ordine del giorno ci sono temi molto importanti: regole sui confini dell'Unione e Guardia Costiera comune, riforma delle regole su immigrazione e ricollocamento, cooperazione con i paesi terzi sull'immigrazione, terrorismo (l'agenda ufficiale è a questo link).
Il ministro dell'interno italiano però non ci sarà. Ha altro da fare. È in Basilicata in campagna elettorale e alle 11 terrà una conferenza stampa a Potenza. Da quando si è insediato Salvini è stato assente a tutti e quattro i Consigli Europei sui temi del suo ministero.

domenica 25 febbraio 2018

Breve storia triste sulle fake news

Il post qui sopra, pubblicato in maiuscolo su uno degli sfondi frivoli offerti da Facebook, è di tale Claudia Reghelin. Claudia Reghelin non è una influencer. Su Facebook ha 807 amici. Il post lo ha scritto sabato pomeriggio attorno alle 18. Alle ore 13 di domenica aveva due commenti (solo due) e ben 664 condivisioni. Sette ore dopo, alle venti le condivisioni erano oltre seimila e i commenti una trentina, tra i quali alcuni di gente di Amatrice che diceva che non era vero niente, non stava nevicando e nelle case non c'erano emergenze. Due ore dopo, alle 22 di domenica, il post aveva più di 14.000 condivisioni e solo 40 commenti. A parte le smentite di abitanti di Amatrice i pochi commenti sono gentisti. Contro il governo, contro il PD, contro Renzi. Non c'è dibattito.
Mentre scrivo, alle 22:33 di domenica, il post bufala di Claudia Reghelin è stato condiviso da 15.095 persone. Commentato sempre solo da 40, cioè lo 0.3% di chi lo ha condiviso, probabilmente senza leggere i commenti (comprese le smentite da Amatrice).
Non ce la possiamo fare. Ormai tutto è fuori controllo.

Aggiornamento delle 23:30 Le condivisioni sono 17.511.

Aggiornamento delle 12 di lunedì 26 febbraio Le condivisioni sono più di trentamila.

Aggiornamento delle 20 di lunedi 26 febbraio Il post è stato cancellato.

venerdì 12 gennaio 2018

Quella gomma attorno al coccodrillo

Nella regione indonesiana di Sulawesi, che noi occidentali chiamavamo Celebes, è stato avvistato un coccodrillo con uno pneumatico da motorino attorno al collo. Si è cercato di catturarlo con esche e tranquillanti, ma senza successo. Ora proveranno con una trappola.





martedì 20 giugno 2017

In Yemen il colera ha già fatto 1146 vittime

Secondo gli ultimi dati di WHO-OMS le vittime dell'epidemia di colera in Yemen sono 1146. Solo nell'ultima settimana si sono registrati 187 morti e 38.000 casi sospetti. Dalla fine di aprile, data di inzio dell'epidemia, i casi sono 167mila.

domenica 11 dicembre 2016

Tredici paesi sono contro una tregua in Siria

La risoluzione 31 A/71/L.39 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedeva un immediato cessate il fuoco in Siria ha avuto tredici voti contrari e 36 astenuti. Il resoconto della discussione è qui. La risoluzione era stata presentata al presidente dell'Assemblea, il figiano Peter Thompson, da 74 nazioni, tra le quali l'Italia, con questa lettera. I tredici contrari sono Bielorussia, Bolivia, Burundi, Cina, Corea del Nord, Cuba, Iran, Nicaragua, Russia, Sud Sudan, Siria, Venezuela, Zimbabwe.

lunedì 5 dicembre 2016

I Don't Like Mondays

In una giornata di mesta riflessione c'è comunque un sottofondo esilarante e senza sosta: le piroette, lo sgomitare, i bislacchi teoremi politici utilizzati dai componenti del variegato (eufemismo) Fronte del No per rivendicare la vittoria al referendum.
Da Ferrero di Rifondazione a CasaPound passando per Storace, Meloni, il fan club di Civati, Grillo e grillisti assortiti, Fassina, Salvini, Speranza, Monti, D'Alema, Adinolfi, Brunetta, D'Alema, ecc.
Ognuno vuole appropriarsi dell'esclusiva della vittoria. Ognuno fa un'analisi politica diversa, spesso agli antipodi degli altri.
Hanno vinto tutti, ma proprio tutti. Meno Renzi. Volendo è uno spasso. Peccato che adesso tocca a loro fare di meglio. Mala tempora currunt.
Colonna sonora: I Don't Like Mondays dei Boomtown Rats di Bob Geldof.

domenica 9 ottobre 2016

giovedì 25 agosto 2016

Terremoto, un morto ogni venti abitanti (per ora)

Sembra ormai tristemente scontato che il bilancio del terremoto del 24 agosto 2016 supererà quello del 2009 a L'Aquila. Allora le vittime furono 309. Ma nel 2009 il sisma colpì una città di 73mila abitanti. Questa volta i morti provengono da due piccoli comuni del Lazio, Amatrice (2650 abitanti) e Accumoli (670) e dal comune marchigiano di Arquata del Tronto (1180 abitanti). Il borgo di Pescara, frazione di Arquata del Tronto, secondo i dati dell'ultimo censimento, ha 135 residenti, ma alcuni dicono meno di cento. Quindi in tutto circa 4500 abitanti. Poi c'erano villeggianti e vacanzieri. Quanti? Nessuno lo sa, perché la maggior parte occupava alloggi di proprietà o comunque privati. Qualcuno parla di "migliaia", ma appare una stima piuttosto azzardata.
Il tributo di vittime è altissimo: le cifre ufficiali diffuse oggi indicano già un morto ogni venti persone, ma sono destinate fatalmente ad aumentare. Ogni reduce avrà dei conoscenti, degli amici, dei familiari tra le vittime. Una autentica decimazione, un segno indelebile per queste ristrette comunità.

mercoledì 24 agosto 2016

Un terremoto non si può prevenire, ma i crolli delle case sì

La foto sopra è una zona del centro di Amatrice dopo il terremoto di ieri notte. I grandi elementi piani quasi intatti sono coperture (tetti, se preferite) in laterocemento con cordolo armato, che vengono spesso utilizzati anche negli edifici storici in sostituzione dei tetti originali in legno. Questi tetti, composti in genere da travi in cemento precompresso e tavelloni di laterizio, sono pesanti e quasi indeformabili. In caso di cedimento si abbattono sull'edificio come una pressa.
Nella foto sotto invece si vedono, tra le macerie, delle pietre arrotondate. Probabilmente materiale raccolto nei fiumi, inadatto alle costruzioni, sovrapposto in qualche modo nei muri a sacco che si sono polverizzati. I muri a sacco sono muri spessi almeno 50 cm, con due pareti esterne composte di materiali di buona qualità e riempiti con pietrame, sfiuti di cava, quello che c'era.
Se nelle pareti esterne non ci sono conci squadrati e di dimensioni regolari ma pietre rotonde, che non "legano" tra loro e sono magari unite da malte di terra, il muro è staticamente molto precario. E quando è sollecitato crolla, particolarmente se sopra gli è stato messo un tetto di cemento che pesa tonnellate.
Cento, duecento anni fa le case si facevano come capitava, usando quello che si aveva a portata di mano. Ma oggi a noi architetti spesso si nega la possibilità di intervenire sulle costruzioni storiche e si prescrive  di "mantenere la muratura originaria e non alterare la struttura dell'edificio". Anche in case che sembrano stare su per miracolo. Ma i miracoli, anche per chi ci crede, non durano. Converrebbe riflettere.


martedì 26 luglio 2016

Erano solo dei ragazzini

Il punto è tutto qui. Gli autori degli ultimi tre attentati (tutti a loro volta morti) avevano un'età tra i 17 e i 19 anni. Erano solo dei ragazzini, altro che soldati. Volubili e indifesi, più vittime che assassini.


mercoledì 25 maggio 2016

giovedì 28 aprile 2016

lunedì 4 aprile 2016

La marginalità urbana di Roma

Il blog Roma fa schifo ha pubblicato due giorni fa una serie di foto aeree di Google sui campi Rom della città, luoghi non facilmente accessibili. Sono immagini impressionanti che ritraggono un degrado impressionante, situazioni ambientali a grande rischio e indegne di una capitale occidentale.


mercoledì 23 marzo 2016

Bruxelles e il mondo come potrebbe essere

Oltre alle 31 vittime, di cui solo tre finora identificate, gli attentati di ieri a Bruxelles hanno provocato 300 feriti. 150 sono ancora ricoverati, 61 in terapia intensiva. A parte quattro che sono ancora in coma, gli altri 296 hanno detto chi sono e da dove vengono. Sono originari di 40 paesi diversi.
Trecento persone di 40 diverse nazionalità, su un vagone della metro o nell'atrio partenze di un aeroporto al centro dell'Europa senza confini di Schengen. Un mondo aperto, dove la gente si muove in libertà, ha voglia di conoscere e raccontare, di incontrare persone e cercare opportunità e avventure.
Il mondo come potrebbe essere. Il mondo come dovrebbe essere.

Zaventem sarà chiuso almeno fino a sabato 26 marzo


Quando Israele fa del suo peggio

"Se in Belgio continuano a mangiare cioccolata e a fare la bella vita con il loro liberalismo e la loro democrazia e non capiscono che nel loro paese alcuni musulmani stanno pianificando il terrore, non saranno mai in grado di combatterli".
Dichiarazione rilasciata oggi dal ministro per i trasporti, intelligence e energia atomica di Israele Yisrael Katz, a sinistra nella foto sopra accanto al premier Binyamin Netanyahu.

Bruxelles, stamattina

Chi conosce un po' Bruxelles e il quartiere europeo sa cosa significa che un percorso primario come Rue Belliard sia chiusa da due giorni.