giovedì 6 novembre 2008

Neri per Casa (Bianca)

Non voglio unirmi al coro degli indignati per la terrificante battuta di Berlù su "Obama abbronzato".
Molto peggio, come stile, quello che disse a suo tempo al primo ministro danese, specialmente per sua moglie Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario.
Berlù è innervosito dal successo di Obama, di cui, da uomo attentissimo al consenso, avverte l'effetto tsunami che presto raggiungerà l'Europa.
Inutile stupirsi per le battute da addio al celibato del presidente del consiglio, che i leghisti adorano, che fanno parte del suo stile e che non intaccano - pare - il consenso che gli Italiani continuano ad attribuire a lui e al suo governo di destra.
Restano invece davvero memorabili le frasi degli scherani. Il migliore (si fa per dire) è la creatura che non perdonerò mai a Pannella, Daniele Capezzone. "Leggo le dichiarazioni degli onorevoli Franceschini e Donadi sulle parole del presidente Berlusconi in Russia, e penso - afferma in una nota - a quanto sia desolante questa sinistra, che non sa più a cosa attaccarsi pur di criticare ogni giorno Berlusconi. Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale sa che le parole di oggi del nostro premier sono state pronunciate in un contesto di positività, di simpatia personale e politica, di elogio e di ammirazione per il neoeletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama". Di Capezzone raccomando questo ma anche il sipario pecoreccio al congresso radicale con Pannella e Lucci. E soprattutto l'imitazione di Neri Marcorè.
Segue a ruota il vero ministro ombra (chi l'ha visto?) Gianfranco Rotondi, che la butta sull'analisi junghiana: ''la sinistra sbaglia ad attaccare Silvio sull'abbronzatura di Obama: c'è una teoria psicologica per cui fondamento del razzismo è l'invidia dei bianchi per un colore più gradevole''. Tralascio le battute dei più squallidi, tipo Gasparri, Cicchitto e i leghisti.
Malgrado costoro l'America ha deciso che per i prossimi quattro anni alla Casa Bianca ci sarà un signore chiamato Barack Hussein Obama, con moglie e figlie. Non sono abbronzati, come vorrebbero Calderoli e Berlù. Sono proprio neri.

Statisti de noantri

Ecco il testo integrale del lancio d'agenzia della Reuters delle 17:20 di oggi. Come colonna sonora suggerisco El negro zumbon nela versione del 1951 di Silvana Mangano (video).

MOSCA (Reuters) - Il neo eletto presidente degli Stati Uniti è giovane, bello ed abbronzato ed il presidente della Federazione Russa Dmitry Medvedev non dovrebbe avere problemi ad avere rapporti con lui.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine del bilaterale Russia-Italia di oggi al Cremlino, aggiungendo poi che "abbronzato" l'ha detto come "grande complimento".

"Cercherò di aiutare i rapporti fra Russia e Usa dove sono arrivate alla guida delle giovani generazioni e non vedo difficoltà per Medvedev ad instaurare buoni rapporti con Obama che è anche bello, giovane e abbronzato", ha detto Berlusconi.

Sollecitato poi dai cronisti al termine della conferenza stampa sul termine "abbronzato" da lui utilizzato, ha commentato: "E' una carineria assoluta, è un grande complimento".

Una volta tornato in albergo, Berlusconi è stato informato delle numerose polemiche che la sua battuta stava causando in Italia e di come fosse rimbalzata sulle agenzie internazionali, ed ha nuovamente commentato con i cronisti: "Veramente c'è qualcuno che pensa che non sia stata una carineria? Se scendono in campo gli imbecilli siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli".

Nel corso della conferenza stampa Berlusconi aveva anche detto: "Abbiamo commentato con Medvedev che l'elezione di Obama è stata accolta dalla opinione pubblica mondiale come l'arrivo di un messia".

martedì 4 novembre 2008

Chicago, stamattina alle 7:36

Sotto il ponte di Barack

Mentre i seggi si stanno per aprire anche sulla costa Ovest degli Stati Uniti, sotto il ponte di Barack c'è il destrissimo Edward Luttwak che, ammettendo con malcelata irritazione la probabile vittoria di Obama, dichiara in un articolo scritto per il Quotidiano Nazionale che "Dopo il primo mandato di Obama è probabile che seguano sedici anni di amministrazione repubblicana."
Insuperabile.

Yma Sumac, 1922 - 2008

Zoila Augusta Emperatriz Chavarri del Castillo, in arte Yma Sumac, è morta sabato scorso a Los Angeles per un tumore al colon.
Soprannominata "Usignolo delle Ande" la Sumac era nata a Cajamarca, in Perù ed ebbe il suo periodo di maggiore gloria negli anni '50, quando un contratto con la americana Capitol e il momento magico del genere "esotico" la portarono a vendere milioni di dischi e apparire in musical e film di successo come Il segreto degli Inca (1954), dove recitava accanto a Charlton Heston.
Yma Sumac, che si proclamava discendente dell'imperatore Inca Atahualpa, aveva una voce mai ascoltata prima, con una estensione accertata di quattro ottave e mezzo, alcuni dicono addirittura cinque. Secondo i critici nella canzone Chuncho (video) la Sumac emette la nota più alta mai cantata da un essere umano.
Solitaria e reclusiva, continuava a farsi truccare ogni giorno dal suo assistente Damon Devine con il pesante make up che utilizzava in scena negli anni '50. Proprio Devine ha annunciato ieri la sua scomparsa. Foto, curiosità e discografia in questo sito.

lunedì 3 novembre 2008

Il giorno prima

Oggi, ultimo giorno della campagna elettorale per la presidenza americana, Barack Obama ha tre comizi. Nell'ordine Jacksonville in Florida, Charlotte in North Carolina e Manassas in Virginia. Stanotte tardi, quando da noi sarà l'alba, volerà a casa a Chicago. Sua moglie Michelle invece parlerà a Littleton in Colorado e a Las Vegas in Nevada.
Ecco qui sotto la tabella con il riepilogo degli ultimi sondaggi nazionali. Tutti i numeri, i grafici e le simulazioni delle elezioni USA sono su FiveThirtyEight.com.

domenica 2 novembre 2008

Nostro malgrado

Ieri ho comprato l'Economist in una edicola di Campo Santo Stefano a Venezia. La copertina dice chiaramente che "è arrivato il momento" o, più prosaicamente, che è ora scossa.
Ho sempre pensato che gli Stati Uniti siano un paese straordinario, nel bene e nel male. Un paese che nel giro di dieci mesi, contro ogni previsione e malgrado pressioni violentissime, riesce a metabolizzare che un nero under 50 possa essere il prossimo presidente.
Berlù, che al di là di tinture, trapianti e plastiche è di un solo mese più giovane di McCain, ha fatto tempo fa il suo endorsement per il candidato repubblicano, oltre che ostentare affettuosi abbracci con George W, Bush, il presidente più mediocre che gli Stati Uniti abbiano mai avuto a mia memoria.
L'Economist, come pochi giorni fa il Financial Times, ha pubblicato il suo editoriale di sostegno ad Obama. Sono due testate vocate al liberismo capitalista, refrattarie alle ideologie e agli schieramenti.
Come ricorda il Washington Post nelle ultime sei settimane negli USA sono stati pubblicati 159 sondaggi, e nessuno vede in testa l'anziano John McCain.
Barack Obama è ad un passo da cambiare la nostra percezione del mondo occidentale.