A Tianjin, Cina, i negoziati delle Nazioni Unite sul clima sono entrati nel vivo. Si cerca una convergenza su obiettivi concreti in vista della COP16 di Cancun.
Per ora il riassunto puà stare tutto nella battuta di un anonimo delegato: "Basta con questa storia che siccome non siamo d'accordo su tutto non possiamo essere d'accordo su nulla".
martedì 5 ottobre 2010
Cambiare i fili della luce costa caro (ma sempre molto meno del nucleare)
Secondo le indiscrezioni raccolte da European Voice un documento della Commissione Europea valuterebbe in un trilione, ovvero in mille miliardi di Euro, l'investimento necessario per rendere efficiente la rete elettrica ad alta tensione d'Europa.
Nel 2020 un terzo dell'energia europea sarà prodotta da fonti rinnovabili (non in Italia, purtroppo). La rete di distribuzione dovrà quindi guadagnare in efficienza per rispondere alle fluttuazioni di produzione dell'eolico e del solare. Questo almeno si pensa oggi, anche se le tecnologie stanno evolvendosi rapidamente. I nuovi impianti solari a concentrazione, ad esempio, sono in grado di garantire una produzione energetica almno fino a cinque ore dopo il tramonto.
Una Smart Grid è comunque necessaria per razionalizzare i flussi rispetto alla domanda. Ad esempio dirottando nelle ore notturne l'energia verso le utenze domestiche e privilegiando di giorno le attività produttive. Oggi non è così e l'energia elettrica disponibile e non utilizzata viene in grande parte dispersa per l'inefficienza della rete di distribuzione.
Il report dovrebbe essere diffuso ufficialmente tra un mese. La DG Energia nel frattempo sta cercando di garantirsi le risorse economiche necessarie all'ammodernamento della rete elettrica nel budget 2014-2010 della Commissione.
Nel 2020 un terzo dell'energia europea sarà prodotta da fonti rinnovabili (non in Italia, purtroppo). La rete di distribuzione dovrà quindi guadagnare in efficienza per rispondere alle fluttuazioni di produzione dell'eolico e del solare. Questo almeno si pensa oggi, anche se le tecnologie stanno evolvendosi rapidamente. I nuovi impianti solari a concentrazione, ad esempio, sono in grado di garantire una produzione energetica almno fino a cinque ore dopo il tramonto.
Una Smart Grid è comunque necessaria per razionalizzare i flussi rispetto alla domanda. Ad esempio dirottando nelle ore notturne l'energia verso le utenze domestiche e privilegiando di giorno le attività produttive. Oggi non è così e l'energia elettrica disponibile e non utilizzata viene in grande parte dispersa per l'inefficienza della rete di distribuzione.
Il report dovrebbe essere diffuso ufficialmente tra un mese. La DG Energia nel frattempo sta cercando di garantirsi le risorse economiche necessarie all'ammodernamento della rete elettrica nel budget 2014-2010 della Commissione.
lunedì 4 ottobre 2010
World Habitat Day
Oggi è il World Habitat Day 2010. Le Nazioni Unite hanno deciso di intitolare il primo lunedì di ottobre alle città e alle problematiche urbane. Ormai più del 50% degli abitanti della terra vive in città e questa percentuale è in costante aumento, particolarmente nei paesi in via di sviluppo.
Quest anno la sede principali delle celebrazioni è Shangai, sede dell'Expo mondiale, il cui tema è centrato sui problemi e le potenzialità delle città.
Oggi l'agenzia UN-Habitat ha presentato anche il nuovo portale Urban Gateway, dedicato ai temi dello sviluppo urbano.
Quest anno la sede principali delle celebrazioni è Shangai, sede dell'Expo mondiale, il cui tema è centrato sui problemi e le potenzialità delle città.
Oggi l'agenzia UN-Habitat ha presentato anche il nuovo portale Urban Gateway, dedicato ai temi dello sviluppo urbano.
Le capitali verdi d'Europa
Il prossimo 20 ottobre a Stoccolma saranno nominate le "Capitali Verdi d'Europa per il 2012 e 2013. L'elezione di una Green Capital è una idea della DG Ambiente di Brussels iniziata con questo 2010 in cui la scelta è caduta su Stoccolma, che infatti ospita la prima Conferenza sulle Capitali Verdi d'Europa. Il prossimo anno invece toccherà ad Amburgo, la cui scelta aveva scatenato polemiche da parte di altre illustri escluse.
L'idea della Green Capital cerca di seguire il collaudato schema delle capitali culturali d'Europa, mettendo ogni anno al centro delle iniziative sui temi dell'ecologia una città virtuosa. Le prime due capitali erano state proclamate a Bruxelles nel febbraio 2009. Possono candidarsi le città dei 27 stati dell'Unione, quelle dei paesi candidati (Croazia, FYROM e Turchia) e quelle dell'area economica europea (Islanda e Norvegia).
Le sei finaliste che restano in lizza per i titolo 2012 e 2013 sono Barcellona e la basca Vitoria-Gasteiz in Spagna, Malmo in Svezia, Nantes in Francia, Norimberga in Germania e la capitale dell'Islanda Reykjavik.
L'idea della Green Capital cerca di seguire il collaudato schema delle capitali culturali d'Europa, mettendo ogni anno al centro delle iniziative sui temi dell'ecologia una città virtuosa. Le prime due capitali erano state proclamate a Bruxelles nel febbraio 2009. Possono candidarsi le città dei 27 stati dell'Unione, quelle dei paesi candidati (Croazia, FYROM e Turchia) e quelle dell'area economica europea (Islanda e Norvegia).
Le sei finaliste che restano in lizza per i titolo 2012 e 2013 sono Barcellona e la basca Vitoria-Gasteiz in Spagna, Malmo in Svezia, Nantes in Francia, Norimberga in Germania e la capitale dell'Islanda Reykjavik.
Il triumvirato di Bosnia
I risultati delle elezion in Bosnia-Herzegovina sono ormai definitivi e non mancano le sorprese. Due dei presidenti delle tre etnie sono confermati, mentre per i Bosniaci l'eletto è il musulmano moderato Bakir Izetbegovic, che ha superato sia il nazionalista presidente uscente Haris Silajdzic che il miliardario Fahrudin Radoncic, già ribattezzato "il Berlusconi di Sarajevo".
I Serbi hanno rieletto il separatista Nebojsa Radmanovic, ma il più moderato Mladen Ivanic ha solo tre punti di distacco. La fazione croata ha confermato l'uscente Zeljko Komsic con oltre il 58% dei consensi, lasciando la bocca amara ai separatisti Croati che accusano Komsic di essere stato eletto con i voti dei Musulmani.
Il triumvirato quindi sarà composto da due moderati (il bosniaco Izetbegovic e il croato Komsic) e dal duro separatista serbo Radmanovic, che minaccia la scissione.
I Serbi hanno rieletto il separatista Nebojsa Radmanovic, ma il più moderato Mladen Ivanic ha solo tre punti di distacco. La fazione croata ha confermato l'uscente Zeljko Komsic con oltre il 58% dei consensi, lasciando la bocca amara ai separatisti Croati che accusano Komsic di essere stato eletto con i voti dei Musulmani.
Il triumvirato quindi sarà composto da due moderati (il bosniaco Izetbegovic e il croato Komsic) e dal duro separatista serbo Radmanovic, che minaccia la scissione.
domenica 3 ottobre 2010
L'ultima volta prima di Cancun
Si apre domattina al Meijiang Convention and Exhibition Center (MJCEC), di Tianjin, Cina l'ultima sessione di negoziati ONU sul clima prima della COP16 di Cancun. I lavori dureranno solo una settimana per concludersi sabato 9 ottobre. Le oltre 190 delegazioni governative sono già a Tianjin da qualche giorno, impegnate nei colloqui bilaterali e nelle riunioni dei gruppi (G77+Cina, Africa Group, Piccole Nazioni Insulari in Via di Sviluppo (SIDS), ecc).
Lo scorso 23 settembre il Segretario Esecutivo UNFCCC Christiana Figueres ha indetto una conferenza stampa a New York per sollecitare i governi ad utilizzare la sessione di Tianjin per ridurre le opzioni possibili e a concentrarsi su quanto sarà possibile ottenere a Cancun (dichiarazione ufficiale).
A Tianjin le discussioni verteranno su argomenti ancora molto controversi come gli impegni dei paesi industrializzati per il dopo Kyoto (il protocollo scade nel 2012), gli aiuti finanziari e tecnologici per i paesi in via di sviluppo e il ruolo dei grandi paesi emergenti come India, Cina e Brasile.
In uno dei due gruppi di lavoro, quello sulla cooperazione, si partirà dal documento di 70 pagine con cui si è conclusa la sessione di Bonn lo scorso agosto, che dovrà essere decisamente snellito in vista della discussione a Cancun. Nell'altro si discuterà il dopo Kyoto sulla base di un nuovo testo redatto dal segretariato.
Molti si aspettano un ruolo centrale da parte della Cina, che ospita per la prima volta i negoziati.
Tianjin è un porto nel nord est della cina e con i suoi oltre 12 milioni di abitanti figura al sesto posto tra gli agglomerati urbani in Cina.
Lo scorso 23 settembre il Segretario Esecutivo UNFCCC Christiana Figueres ha indetto una conferenza stampa a New York per sollecitare i governi ad utilizzare la sessione di Tianjin per ridurre le opzioni possibili e a concentrarsi su quanto sarà possibile ottenere a Cancun (dichiarazione ufficiale).
A Tianjin le discussioni verteranno su argomenti ancora molto controversi come gli impegni dei paesi industrializzati per il dopo Kyoto (il protocollo scade nel 2012), gli aiuti finanziari e tecnologici per i paesi in via di sviluppo e il ruolo dei grandi paesi emergenti come India, Cina e Brasile.
In uno dei due gruppi di lavoro, quello sulla cooperazione, si partirà dal documento di 70 pagine con cui si è conclusa la sessione di Bonn lo scorso agosto, che dovrà essere decisamente snellito in vista della discussione a Cancun. Nell'altro si discuterà il dopo Kyoto sulla base di un nuovo testo redatto dal segretariato.
Molti si aspettano un ruolo centrale da parte della Cina, che ospita per la prima volta i negoziati.
Tianjin è un porto nel nord est della cina e con i suoi oltre 12 milioni di abitanti figura al sesto posto tra gli agglomerati urbani in Cina.
sabato 2 ottobre 2010
Elezioni in Bosnia
Domani si vota in Bosnia Herzegovina, l'entità politica più complicata tra quelle create dalla frammentazione della Yugoslavia. La Bosnia non ha mai superato le rivalità etniche e anche le elezioni di domani si svolgono su uno scenario estremamente delicato. Croati, Serbi e Musulmani restano su posizioni molto distanti e l'idea di una unità nazionale sembra ancora impraticabile. La consultazione di domani infatti eleggerà tre presidenti, diligentemente spartiti tra le etnie. Con la persistente supervisione della comunità internazionale, che continua a mantenere la figura di un "alto rappresentante" (Valentin Inzko) per governare e fare sintesi nella politica nazionale.
Gli accordi di Dayton del 1995, che conclusero la atroce guerra fratricida, hanno sancito la sostanziale divisione del paese sotto una unità formale che pochi riconoscono. Le elezioni si svolgono in un panorama politico che non sembra molto diverso dalle precedenti, salvo per l'irruzione di Fahrudin Radoncic, uno degli uomini più ricchi del paese che è stato subito ribattezzato il Berlusconi di Bosnia. Radoncic, che è in corsa per la presidenza della fazione bosniaca, è il proprietario del popolare quotidiano Dnevni Avaz.
Quelle di domani saranno le settime elezioni indette in Bosnia dal 1990. Gli elettori registrati sono 3,126,599. Per capire l'atmosfera locale raccomando la lettura di Cartoline da Sarajevo di Azra Nuhefendici pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso.
Gli accordi di Dayton del 1995, che conclusero la atroce guerra fratricida, hanno sancito la sostanziale divisione del paese sotto una unità formale che pochi riconoscono. Le elezioni si svolgono in un panorama politico che non sembra molto diverso dalle precedenti, salvo per l'irruzione di Fahrudin Radoncic, uno degli uomini più ricchi del paese che è stato subito ribattezzato il Berlusconi di Bosnia. Radoncic, che è in corsa per la presidenza della fazione bosniaca, è il proprietario del popolare quotidiano Dnevni Avaz.
Quelle di domani saranno le settime elezioni indette in Bosnia dal 1990. Gli elettori registrati sono 3,126,599. Per capire l'atmosfera locale raccomando la lettura di Cartoline da Sarajevo di Azra Nuhefendici pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso.
venerdì 1 ottobre 2010
La svolta ecologista di Bin Laden
Oggi i siti integralisti islamici hanno diffuso un nuovo messaggio audio di Osama Bin Laden (o del suo avatar).
Negli undici minuti di discorso l'uomo più ricercato del pianeta parla delle alluvioni in Pakistan, delle sofferenze delle popolazioni locali e della carenza di soccorsi.
Poi si occupa di cambiamenti climatici. "Il profondo cambiamento del clima colpisce la nostra nazione ed è la causa di gravi sciagure nel mondo islamico" dice lo sceicco.
Bin Laden aveva già affrontato l'argomento in un messaggio diffuso lo scorso 29 gennaio in cui sosteneva che "il cambiamento climatico non è un lusso ideologico ma una realtà" e che "tutti i paesi industrializzati, particolarmente i maggiori, sono responsabili del riscaldamento globale".
Negli undici minuti di discorso l'uomo più ricercato del pianeta parla delle alluvioni in Pakistan, delle sofferenze delle popolazioni locali e della carenza di soccorsi.
Poi si occupa di cambiamenti climatici. "Il profondo cambiamento del clima colpisce la nostra nazione ed è la causa di gravi sciagure nel mondo islamico" dice lo sceicco.
Bin Laden aveva già affrontato l'argomento in un messaggio diffuso lo scorso 29 gennaio in cui sosteneva che "il cambiamento climatico non è un lusso ideologico ma una realtà" e che "tutti i paesi industrializzati, particolarmente i maggiori, sono responsabili del riscaldamento globale".
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