giovedì 7 novembre 2013

Capitale Verde d'Europa, Reggio Emilia ci prova


Sorpresa! Tra le dodici città candidate a European Green Capital 2016 c'è anche Reggio Emilia. Le altre undici sono Dabrowa Gornicza (Polonia), Essen (Germania), Larissa (Grecia), Ljubljana (Slovenia), Nijmegen (Olanda), Oslo (Norvegia), Santander (Spagna), Tours (Francia), Umeå (Sweden), Saragozza (Spagna) e Pitesti (Romania).
La Capitale Verde d'Europa è stata istituita nel 2010. Nell'ordine le vincitrici sono state Stoccolma, amburgo, Vitoria-Gasteiz. Quest'anno la Green Capital è Nantes, il prossimo sarà Copenhagen e nel 2015 Bristol.
Contro città avantissimo come Oslo e Umeå sarà molto dura, comunque in bocca al lupo a Reggio.

Primarie, sondaggi a confronto

Oggi L'Espresso pubblica un sondaggio di Demopolis sull'esito delle primarie PD. Lo stesso istituto ne aveva realizzato uno per La7 dieci giorni prima. Confrontando i risultati non ci sono variazioni superiori a un punto. Cala invece la stima dei votanti. Il 25 ottobre il 67 per cento degli elettori PD dichiarava di non avere intenzione di partecipare. La percentuale dei non votanti oggi è salita al 73.

Quoto Geloni



Ebbene sì, questa volta concordo con Chiara Geloni. Sarà che questa storia delle tessere la trovo noiosa quasi come quella del cimitero dei feti, ma in effetti perché uno sconosciuto che si vuole tesserare è per forza un impostore eterodiretto e uno sconosciuto che si presenta alle primarie aperte è un cittadino da ammirare perché partecipa alle scelte democratiche del PD?

mercoledì 6 novembre 2013

Le tessere del mosaico che non c'è

Oggi si è riunita la segreteria nazionale del PD, per parlare di tessere. Che noia, davvero, come già scritto qui su Sostenibilitalia  un paio di giorni fa. Ma Gianni Cuperlo ha chiesto di bloccare il tesseramento a domani, 7 novembre, giorno in cui dovrebbero cominciare le votazioni riservate agli iscritti. Epifani ha posto la questione alla segreteria, che è ancora riunita. I casi sospetti sarebbero cinque e, al contrario dell'immaginario collettivo, tre al nord e due al centrosud: Asti, Rovigo, Piacenza, Frosinone e Cosenza.
E gli altri candidati? Gianni Pittella non sembra allarmato: "Il gonfiamento delle tessere non è relativo al congresso nazionale. È tutto dovuto a potentati locali. Tant'è che appena finirà questa fase dei congressi provinciali, finirà tutto." Molto critico sul tesseramento Pippo Civati, che al solito rivendica di avere detto per primo che qualcosa non andava. E Matteo Renzi? Torna sulla questione oggi con un post facebook:


"Vogliono bloccare il tesseramento, come propone Cuperlo? Lo blocchino, nessun problema. Accetto le proposte altrui, le decisioni altrui, le regole altrui." In buona sostanza, fate come vi pare, tanto il segretario lo eleggeranno le primarie aperte l'8 dicembre. Renzi si chiama fuori.
Ma le notizie si possono anche inventare. Tre ore fa L'Unità titolava: Caos tessere PD. anche Renzi dice "Bloccatele". Non esattamente quanto ha detto Matteo. Nel frattempo Civati, dopo avere parlato di tessere a pacchi, non intende però bloccare il processo. Almeno così riferisce Europa: «Sono contrario – spiega il deputato brianzolo, contattato dall’Agi – e mi sorprende che Renzi abbia cambiato idea anche su questo. Ho chiesto a Epifani quale sia la proposta e perché non se ne sia parlato ieri in commissione di garanzia». Che noia.

La prima pagina di oggi


Il Sindaco di New York


lunedì 4 novembre 2013

Che noia questa storia delle tessere

Un congresso nazionale rappresenta il climax politico di un partito, questo lo sappiamo tutti. Il momento, insomma, in cui ogni singolo militante, ogni iscritto può contare con il suo voto. Può partecipare attivamente, candidarsi o semplicemente sostenere i suoi preferiti, dal coordinatore di circolo al segretario nazionale.
Per un grande partito come il PD un congresso è uno sforzo organizzativo immenso. La mobilitazione di queste settimane conferma che quando arrivano le scadenze importanti, quando il gioco si fa duro, il Partito Democratico ancora c'è. Si aprono migliaia di sezioni, in ognuna c'è un garante, ci sono i rappresentanti delle mozioni, ci sono soprattutto gli iscritti.
Già, gli iscritti. Al momento della prima fase del congresso del 2009 il PD aveva 820.607 iscritti, come attesta lo screenshot qui sopra del sito del partito, la data è il 28 luglio 2009. Alla fine del 2012 erano circa cinquecentomila. Non dimentichiamo poi che dal 2009 ad oggi molti altri si sono avvicinati al PD. Vogliamo considerare ragionevole che ci siano state ventimila nuove iscrizioni ogni anno? Dopotutto ventimila è una cifra pari solo il 5% degli iscritti, probabilmente il ricambio è stato maggiore. Bene, se accettiamo queste cifre gli iscritti del 2009 che non hanno rinnovato la tessera sono almeno 400mila.
I 400mila persi per strada potrebbero raccontarci ognuno le proprie motivazioni. Perché hanno deciso di non rinnovare la tessera, perché hanno rinunciato al loro impegno. Storie di delusione, di nuove infatuazioni politiche, di cambiamenti e di problemi personali. Ma è lecito supporre che una buona parte di questi iscritti "dormienti" in occasione di un nuovo congresso nazionale senta risvegliarsi la propria passione politica. E riscopra la voglia di partecipare, tesserandosi.
Allo stesso modo è ovvio che molte persone estranee al PD, di fronte ad un congresso in cui la candidatura di Matteo Renzi scuote dalle fondamenta la struttura del partito e i modi di fare politica, vogliano impegnarsi per la prima volta, tesserandosi. Gli altri candidati a loro volta faranno di tutto per aumentare il consenso tra gli iscritti, spingendo i propri sostenitori al tesseramento.
Del resto quando ci si deve tesserare ad un partito, se non in occasione di un congresso? Inevitabile che si sia verificata qualche situazione anomala, che in alcuni casi i tesseramenti siano sospetti, che occorra vigilare con grande attenzione e intervenire dove sia necessario. Non ho una particolare passione per le strutture politiche rigide e il tesseramento. Ma un congresso di partito riservato ai tesserati, come lo statuto del PD prevede che sia in questa fase, porta obbligatoriamente ad un boom di iscrizioni. Deve farlo, altrimenti il partito sarebbe morto. Ogni singolo candidato a coordinatore di circolo romperà le scatole ai parenti, agli amici, ai colleghi di lavoro perché questi si iscrivano e lo votino. Per fortuna. Si chiama partecipazione. Si chiama coinvolgimento. Si chiama democrazia.

sabato 2 novembre 2013

Profondo grigio

Smog denso in questa foto Reuters scattata il 28 ottobre a Shenyang, nella Provincia di Liaoning, Cina. L'unica cosa visibile è uno schermo retroilluminato.

venerdì 1 novembre 2013

Le ultime mosse di Lou Reed

In genere di chi muore si ricordano le ultime parole. Nel caso di Lou Reed ricorderemo le ultime mosse. Almeno secondo la moglie Laurie Anderson, che ha scritto un breve e toccante coccodrillo su The East Hampton Star, il giornale locale del quartiere esclusivo di Long Island dove Reed e Anderson risiedevano. In questo momento il link diretto all'articolo non funziona, così vi propongo un redirect a Spin, che lo pubblica integralmente. Secondo Laurie Anderson Lou Reed è morto guardando gli alberi ed eseguendo le 21 mosse del Tai Chi. Io la prendo per buona.