Marinella di Selinunte
martedì 31 agosto 2010
venerdì 27 agosto 2010
L'eurobarometro scende
I dati diffusi ieri della ultima indagine Eurobarometer non sono confortanti, malgrado i commenti ufficiali di Bruxelles.
Solo il 42% degli intervistati dichiara la proprioa fiducia nell'Unione Europea, con un brusco calo di sei punti rispetto a sei mesi fa. L'indagine è stata svolta a maggio, nel pieno della crisi finanziaria greca, e risente di un pessimismo generale sull'evoluzione economica del continente. Il 55% degli Europei crede che il peggio della crisi economica debba ancora arrivare, con percentuali molto più alte tra le giovani generazioni.
Non mancano, come sempre nelle statistiche, i dati bizzarri. Secondo Eurobarometer la nazione che ha più fiducia in una governance congiunta europea dell'economia sarebbe la Slovacchia, con l'89% di favorevoli. Peccato che due settimane fa il parlamento di Bratislava abbia votato contro la partecipazione al fondo europeo di 110 miliardi di Euro deciso dai paesi dell'Eurozona a sostegno dell'economia greca ("Il nostro paese è troppo povero per aiutare la Grecia" ha detto la prima ministra slovacca Iveta Radicova).
Interessanti i raffronti tra le percentuali totali e i risultati nelle singole nazioni. Il quadro che confronta le risposte degli Italiani con le medie europee mostra come i nostri intervistati siano generalmente più pessimisti, particolarmente in merito alle tasse e all'inflazione.
Gli Italiani che temono una riduzione dell'assistenza sanitaria invece sono la metà degli Europei, 9 contro 18 per cento. Anche le pensioni, che disturbano il sonno del 16% d'Europa, in Italia arrivano solo al 6. Il nostro stato sociale non sembra in pericolo.
Il problema energetico preoccupa il 6% degli Europei ma solo il 2% a casa nostra, malgrado la grande campagna nucleare del governo di destra. Sempre in tema di governo, interessanti le risposte sulla fiducia rispettivamente nell'Unione Europea, nel parlamento e nel governo nazionale. Nel primo caso il dato italiano è allineato con quello comune al 42%. Il 31% degli Europei ha fiducia nel proprio parlamento, percentuale che scende al 26 in Italia. Infine il governo: la media di fiducia negli altri paesi è del 29%, ma in Italia si ferma al 25. Non sono esattamente i dati dei sondaggi che sbandiera periodicamente Berlù, ma Eurobarometer , che svolge indagini per la Commissione dal 1973, non è nel suo libro paga.
Solo il 42% degli intervistati dichiara la proprioa fiducia nell'Unione Europea, con un brusco calo di sei punti rispetto a sei mesi fa. L'indagine è stata svolta a maggio, nel pieno della crisi finanziaria greca, e risente di un pessimismo generale sull'evoluzione economica del continente. Il 55% degli Europei crede che il peggio della crisi economica debba ancora arrivare, con percentuali molto più alte tra le giovani generazioni.
Non mancano, come sempre nelle statistiche, i dati bizzarri. Secondo Eurobarometer la nazione che ha più fiducia in una governance congiunta europea dell'economia sarebbe la Slovacchia, con l'89% di favorevoli. Peccato che due settimane fa il parlamento di Bratislava abbia votato contro la partecipazione al fondo europeo di 110 miliardi di Euro deciso dai paesi dell'Eurozona a sostegno dell'economia greca ("Il nostro paese è troppo povero per aiutare la Grecia" ha detto la prima ministra slovacca Iveta Radicova).
Interessanti i raffronti tra le percentuali totali e i risultati nelle singole nazioni. Il quadro che confronta le risposte degli Italiani con le medie europee mostra come i nostri intervistati siano generalmente più pessimisti, particolarmente in merito alle tasse e all'inflazione.
Gli Italiani che temono una riduzione dell'assistenza sanitaria invece sono la metà degli Europei, 9 contro 18 per cento. Anche le pensioni, che disturbano il sonno del 16% d'Europa, in Italia arrivano solo al 6. Il nostro stato sociale non sembra in pericolo.
Il problema energetico preoccupa il 6% degli Europei ma solo il 2% a casa nostra, malgrado la grande campagna nucleare del governo di destra. Sempre in tema di governo, interessanti le risposte sulla fiducia rispettivamente nell'Unione Europea, nel parlamento e nel governo nazionale. Nel primo caso il dato italiano è allineato con quello comune al 42%. Il 31% degli Europei ha fiducia nel proprio parlamento, percentuale che scende al 26 in Italia. Infine il governo: la media di fiducia negli altri paesi è del 29%, ma in Italia si ferma al 25. Non sono esattamente i dati dei sondaggi che sbandiera periodicamente Berlù, ma Eurobarometer , che svolge indagini per la Commissione dal 1973, non è nel suo libro paga.
mercoledì 25 agosto 2010
Diversamente alti
Se Sarkozy, Medvedev e Berlù viaggiano attorno al metro e sessanta, per la proprietà transitiva quanto è alto Mahmoud Ahmadinejad (foto sotto)?
I siti nucleari? A gennaio, parola di Saglia
Ci volevano il meeting di Rimini e il faccione placido del sottosegretario allo sviluppo Stefano Saglia (39, foto) per avere finalmente qualche nuovo vaticinio sull'Italia atomica.
A detta di Saglia il governo porterà ad ottobre in consiglio dei ministri un ''decreto per la strategia nucleare'', di concerto tra i ministeri dello Sviluppo, dell'Ambiente e delle Infrastrutture. Il documento conterrà anche le ''garanzie per le aziende'', gli indennizzi che dovranno tutelare chi investe dal rischio che, per un cambio di governo, o ''per qualsiasi altro intoppo'', il progetto si arresti. In platea annuivano l'AD di ENEL Fulvio Conti e il presidente di A2A Giuliano Zuccoli (non segnalato Chicco Testa).
Il sottosegretario ha aggiunto che "gli operatori potranno fare domanda per chiedere l'autorizzazione per le nuove centrali nel gennaio 2011, individuando dei siti. Quindi si potranno conoscere almeno i primi due, immagino, interessati".
Saglia ha un viso rassicurante. Il suo sito web è aggiornato - per così dire - a ottobre 2009, ma vi campeggia una citazione di Don Giussani. Insomma, non era a Rimini per caso. Sempre dal suo sito raccolgo un post del 22 settembre 2009 in cui ci assicura di "adottare entro il 15 febbraio il D.Lgs con i criteri per i siti e le compensazioni, così come le delibere Cipe su consorzi e tecnologie. E prima ancora, entro metà novembre, lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare". Parliamo di oltre sei mesi fa, naturalmente nulla di questo è stato fatto.
A detta di Saglia il governo porterà ad ottobre in consiglio dei ministri un ''decreto per la strategia nucleare'', di concerto tra i ministeri dello Sviluppo, dell'Ambiente e delle Infrastrutture. Il documento conterrà anche le ''garanzie per le aziende'', gli indennizzi che dovranno tutelare chi investe dal rischio che, per un cambio di governo, o ''per qualsiasi altro intoppo'', il progetto si arresti. In platea annuivano l'AD di ENEL Fulvio Conti e il presidente di A2A Giuliano Zuccoli (non segnalato Chicco Testa).
Il sottosegretario ha aggiunto che "gli operatori potranno fare domanda per chiedere l'autorizzazione per le nuove centrali nel gennaio 2011, individuando dei siti. Quindi si potranno conoscere almeno i primi due, immagino, interessati".
Saglia ha un viso rassicurante. Il suo sito web è aggiornato - per così dire - a ottobre 2009, ma vi campeggia una citazione di Don Giussani. Insomma, non era a Rimini per caso. Sempre dal suo sito raccolgo un post del 22 settembre 2009 in cui ci assicura di "adottare entro il 15 febbraio il D.Lgs con i criteri per i siti e le compensazioni, così come le delibere Cipe su consorzi e tecnologie. E prima ancora, entro metà novembre, lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare". Parliamo di oltre sei mesi fa, naturalmente nulla di questo è stato fatto.
martedì 24 agosto 2010
UN-Habitat parlerà Catalano
Il nuovo direttore esecutivo di UN-Habitat sarà Joan Clos (61, foto), sindaco di Barcellona dal 1997 al 2006, poi ministro e ambasciatore di Spagna. L'annuncio è stato fatto ieri dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. La nomina dovrà essere ratificata dall'assemblea generale, ma si tratta di un passaggio solo formale. La presidenza di una agenzia, nelle gerarchie ONU, equivale alla carica di sottosegretario generale.
Clos succede ad Anna Tibaijuka (60, con me nella foto sotto), Tanzaniana con educazione europea che era alla guida di UN- Habitat dalla sua creazione nel 2001, prima donna nella storia delle Nazioni Unite a ricoprire un incarico di questo rango.
UN-Habitat ha sostituito nel 2001 lo UN Centre for Human Settlements, elevando al rango di agenzia l'attenzione delle Nazioni Unite per le tematiche urbane, con particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo. Il mandato affidato a UN-Habitat è quello di "promuovere città sostenibili sotto il profilo sociale e ambientale". Il quartier generale è a Nairobi, ma l'agenzia non ha le dotazioni finanziarie paragonabili a quelle di corazzate come FAO e UNESCO. Tuttavia negli ultimi anni la sua importanza è decisamente aumentata, vista anche la centralità che stanno conquistando le politiche urbane. Dal 2002 UN-Habitat organizza ogni due anni il World Urban Forum, che nel 2004 si svolse a Barcellona quando Joan Clos era sindaco della capitale catalana.
Clos succede ad Anna Tibaijuka (60, con me nella foto sotto), Tanzaniana con educazione europea che era alla guida di UN- Habitat dalla sua creazione nel 2001, prima donna nella storia delle Nazioni Unite a ricoprire un incarico di questo rango.
UN-Habitat ha sostituito nel 2001 lo UN Centre for Human Settlements, elevando al rango di agenzia l'attenzione delle Nazioni Unite per le tematiche urbane, con particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo. Il mandato affidato a UN-Habitat è quello di "promuovere città sostenibili sotto il profilo sociale e ambientale". Il quartier generale è a Nairobi, ma l'agenzia non ha le dotazioni finanziarie paragonabili a quelle di corazzate come FAO e UNESCO. Tuttavia negli ultimi anni la sua importanza è decisamente aumentata, vista anche la centralità che stanno conquistando le politiche urbane. Dal 2002 UN-Habitat organizza ogni due anni il World Urban Forum, che nel 2004 si svolse a Barcellona quando Joan Clos era sindaco della capitale catalana.
lunedì 23 agosto 2010
Hong Kong a zero emissioni
Norman Foster ha presentato il grande progetto per il City Park di Kowloon, a Hong Kong. Lo sviluppo di questa vasta area sulla punta di una penisola creata con un interramento artificiale era stato promosso con un concorso che Foster aveva vinto nel 2001. Da allora ad oggi la committenza ha modificato più volte le indicazioni di progetto e le destinazioni d'uso previste, anche attraverso consultazioni pubbliche. Nella versione finale i 23 ettari dell'intervento sono occupati da tre teatri (tra cui un grande teratro dell'opera da 2000 posti), un museo di arte moderna, residenze, uffici e negozi e un'arena allaperto da 15000 posti. Sotto l'arena c'è un quartiere fieristico, per ridurre il consumo di suolo. Molti gli spazi pubblici e a verde, con anche due km di waterfront.
Tutto verrà realizzato tre metri sopra l'attuale quota di terra, utilizzando l'intercapedine per gli impianti tecnologici, le strade carrabili, i parcheggi e il trasporto pubblico.
Il nuovo Cultural Park sarà ad emissioni zero, puntando sull'efficienza energetica e i bassi consumi. Sono previsti sistemi centralizzati di climatizzazione, il recupero delle acque grigie, la produzione di energia dalle acque fognarie e dai rifiuti, e l'inserimento di generatori eolici e fotovoltaici.
Tutto verrà realizzato tre metri sopra l'attuale quota di terra, utilizzando l'intercapedine per gli impianti tecnologici, le strade carrabili, i parcheggi e il trasporto pubblico.
Il nuovo Cultural Park sarà ad emissioni zero, puntando sull'efficienza energetica e i bassi consumi. Sono previsti sistemi centralizzati di climatizzazione, il recupero delle acque grigie, la produzione di energia dalle acque fognarie e dai rifiuti, e l'inserimento di generatori eolici e fotovoltaici.
sabato 21 agosto 2010
Le migliori rotture di pallet
Io in genere li chiamo bancali, ma il termine corretto è pallet. Sono le pedane in legno grezzo di conifera in grado di sopportare carichi molto pesanti e di essere facilmente spostate con i "muletti" o le forche appese alle gru.
I pallet, quando il carico viene trasferito,vengono in genere gettati, al massimo bruciati. Io ho provato a usarne i listelli, carteggiati e cerati, per costruire cornici. Da Dornob copio la segnalazione dei progetti di arredamento realizzati con bancali usati da Nina Tolstrup, designer dello studio londinese Studiomama, che vende on line le istruzioni per realizzare i mobili. Il progetto della sedia nella foto costa dieci sterline.
I pallet, quando il carico viene trasferito,vengono in genere gettati, al massimo bruciati. Io ho provato a usarne i listelli, carteggiati e cerati, per costruire cornici. Da Dornob copio la segnalazione dei progetti di arredamento realizzati con bancali usati da Nina Tolstrup, designer dello studio londinese Studiomama, che vende on line le istruzioni per realizzare i mobili. Il progetto della sedia nella foto costa dieci sterline.
venerdì 20 agosto 2010
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