mercoledì 6 novembre 2013

lunedì 4 novembre 2013

Che noia questa storia delle tessere

Un congresso nazionale rappresenta il climax politico di un partito, questo lo sappiamo tutti. Il momento, insomma, in cui ogni singolo militante, ogni iscritto può contare con il suo voto. Può partecipare attivamente, candidarsi o semplicemente sostenere i suoi preferiti, dal coordinatore di circolo al segretario nazionale.
Per un grande partito come il PD un congresso è uno sforzo organizzativo immenso. La mobilitazione di queste settimane conferma che quando arrivano le scadenze importanti, quando il gioco si fa duro, il Partito Democratico ancora c'è. Si aprono migliaia di sezioni, in ognuna c'è un garante, ci sono i rappresentanti delle mozioni, ci sono soprattutto gli iscritti.
Già, gli iscritti. Al momento della prima fase del congresso del 2009 il PD aveva 820.607 iscritti, come attesta lo screenshot qui sopra del sito del partito, la data è il 28 luglio 2009. Alla fine del 2012 erano circa cinquecentomila. Non dimentichiamo poi che dal 2009 ad oggi molti altri si sono avvicinati al PD. Vogliamo considerare ragionevole che ci siano state ventimila nuove iscrizioni ogni anno? Dopotutto ventimila è una cifra pari solo il 5% degli iscritti, probabilmente il ricambio è stato maggiore. Bene, se accettiamo queste cifre gli iscritti del 2009 che non hanno rinnovato la tessera sono almeno 400mila.
I 400mila persi per strada potrebbero raccontarci ognuno le proprie motivazioni. Perché hanno deciso di non rinnovare la tessera, perché hanno rinunciato al loro impegno. Storie di delusione, di nuove infatuazioni politiche, di cambiamenti e di problemi personali. Ma è lecito supporre che una buona parte di questi iscritti "dormienti" in occasione di un nuovo congresso nazionale senta risvegliarsi la propria passione politica. E riscopra la voglia di partecipare, tesserandosi.
Allo stesso modo è ovvio che molte persone estranee al PD, di fronte ad un congresso in cui la candidatura di Matteo Renzi scuote dalle fondamenta la struttura del partito e i modi di fare politica, vogliano impegnarsi per la prima volta, tesserandosi. Gli altri candidati a loro volta faranno di tutto per aumentare il consenso tra gli iscritti, spingendo i propri sostenitori al tesseramento.
Del resto quando ci si deve tesserare ad un partito, se non in occasione di un congresso? Inevitabile che si sia verificata qualche situazione anomala, che in alcuni casi i tesseramenti siano sospetti, che occorra vigilare con grande attenzione e intervenire dove sia necessario. Non ho una particolare passione per le strutture politiche rigide e il tesseramento. Ma un congresso di partito riservato ai tesserati, come lo statuto del PD prevede che sia in questa fase, porta obbligatoriamente ad un boom di iscrizioni. Deve farlo, altrimenti il partito sarebbe morto. Ogni singolo candidato a coordinatore di circolo romperà le scatole ai parenti, agli amici, ai colleghi di lavoro perché questi si iscrivano e lo votino. Per fortuna. Si chiama partecipazione. Si chiama coinvolgimento. Si chiama democrazia.

sabato 2 novembre 2013

Profondo grigio

Smog denso in questa foto Reuters scattata il 28 ottobre a Shenyang, nella Provincia di Liaoning, Cina. L'unica cosa visibile è uno schermo retroilluminato.

venerdì 1 novembre 2013

Le ultime mosse di Lou Reed

In genere di chi muore si ricordano le ultime parole. Nel caso di Lou Reed ricorderemo le ultime mosse. Almeno secondo la moglie Laurie Anderson, che ha scritto un breve e toccante coccodrillo su The East Hampton Star, il giornale locale del quartiere esclusivo di Long Island dove Reed e Anderson risiedevano. In questo momento il link diretto all'articolo non funziona, così vi propongo un redirect a Spin, che lo pubblica integralmente. Secondo Laurie Anderson Lou Reed è morto guardando gli alberi ed eseguendo le 21 mosse del Tai Chi. Io la prendo per buona.

giovedì 31 ottobre 2013

Metafora politica

In questa epoca di equilibristi e acrobati della politica ecco un video istruttivo. Chi prova a fare la capriola o il salto mortale ha ancora molto da imparare.

Capodanno con Billy Joel

Billy Joel (64) terrà un concerto di Capodanno nel nuovo splendido Barclays Center di Brooklyn, New York. L'annuncio è stato fatto oggi dal "presidente del municipo" di Brooklyn Marty Markowitz (sotto). Sarà il primo grande concerto del rocker a New York da quando chiuse con due show lo Shea Stadium, il 16 e 18 luglio 2008.
Joel aveva partecipato il 12 dicembre 2012 anche al concerto di beneficenza per le vittime dell'uragano Sandy. Il concerto sarà aperto da Ben Folds Five alle 21:30, poi la mezzanotte con Billy, che già aveva augurato buon anno a New York nel concerto del Millennio per il capodanno 2000 al Madison Square Garden. L'ultimo album pop di Billy Joel è River of Dreams, del 1993.



Hai due possibilità

O scrivi qualcosa che valga la pena leggere 
o fai qualcosa di cui valga la pena scrivere.

Either write things worth reading 
 or do things worth the writing

Benjamin Franklin

martedì 29 ottobre 2013

La leadership e la luce bianca

"Leadership non è una parolaccia" ha detto Matteo Renzi nel suo memorabile discorso di chiusura della Lepolda 2013. Perché alcuni ancora accusano Renzi di essere troppo leader. Di non avere una squadra (neanche un righello, aggiungo). Insomma, di sfondare troppo con la sua immagine personale, che piace ai media e anche agli elettori.
In realtà, dei quattro candidati alla segreteria del PD, Matteo Renzi è l'unico che non ha messo la sua faccia nei materiali di propaganda elettorale, ma solo lo slogan Cambia Verso. Pittella, Cuperlo, Civati, soprattutto quest'ultimo, tempestano la rete di banner e manifesti con i loro volti in primo piano. E se Gianni Pittella continua con una campagna elettorale nobile e sottotraccia, senza accuse e recriminazioni, Cuperlo e Civati invece non parlano che di Renzi (male). Ad ogni occasione, in ogni intervista. Rimproverandogli che "è troppo leader".
Pippo Civati per la campagna del congresso ha creato un nuovo sito, che funziona in parallelo con il suo collaudato e frequentatissimo blog. Sul sito di Pippo è stata pubblicata una intervista al grafico che cura la sua campagna. L'intervista la scrive P.C. che è il coordinatore della campagna di Civati. Tanto per garantire un contraddittorio e qualche domanda insidiosa. ;-)
Verso la fine, rispondendo ad una delle domande "incalzanti" di P.C. il grafico dice: «Sì, m’è presa la scimmia. Di notte non riuscivo nemmeno a dormire, pensavo solo alla campagna, pensavo a un modo per valorizzare tutta questa energia che si attivava grazie alla candidatura di Pippo. E proprio nel corso di una nottata in bianco è nato lo stile che caratterizza questo sito e la comunicazione che ha debuttato la scorsa settimana al teatro Vittoria e che ci accompagnerà fino al giorno del voto. Idee e persone come fasci di colore che si incontrano e si sovrappongono fino a creare luce bianca, e al centro di quella luce Pippo. L’ho proposta al resto dello staff, e sono contento che sia piaciuta».
"La luce bianca, e al centro di quella luce Pippo"? Viene da chiedersi se è più preoccupante la leadership o il proselitismo. Ma posso immaginare che forse l'entusiasmo della campagna possa avere obnubilato il grafico e lo stesso coordinatore maximo P.C. E penso che magari Pippo, che conosco come persona pacata e riflessiva, prenderà le distanze. Invece Civati riposta compiaciuto sul suo blog l'intervista, chiosando che leggendola "Si capiscono molte cose di quello che facciamo e di come lo facciamo, soprattutto."
In effetti si capiscono.