martedì 7 ottobre 2008

Niente panico, pensiamo al clima

La crisi finanziaria globale avrà naturalmente una lunga serie di effetti collaterali. Alcuni analisti aspettavano ripercussioni anche nella riunione di oggi della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo. L'ordine del giorno della commissione prevedeva il voto su un corposo pacchetto di misure centrate sulla lotta ai cambiamenti climatici, giudicato dai conservatori un obiettivo secondario rispetto all'emergenza dei mercati finanziari.
Invece la commissione ha approvato il pacchetto a larga maggioranza (44 a favore, 20 contrari e un astenuto) con la delegazione del PPE spaccata, 9 a favore (Inglesi e Olandesi) e 15 contro (Francesi, Tedeschi, Polacchi e temo Italiani).
Il provvedimento votato, che ora seguirà l'iter per la presentazione in aula, conferma la riduzione del 20% delle emissioni entro il 2020 e rilancia, dichiarando che l'Europa è pronta ad alzare questo limite al 30% se sarà raggiunto un accordo internazionale alla COP 15 di Copenhagen nel dicembre 2009. Vengono anche eliminati gli scambi gratuiti di diritti di emissione per le imprese, gradualmente dal 2013 al 2020. Inserito anche il limite di 500g di CO2 per Kw per le centrali, che obbliga in pratica le centrali a carbone allo stoccaggio sotterraneo del CO2. La Polonia, che ricava il 90% della propria energia dalle centrali a carbone, si era opposta duramente al provvedimento. Sarà interessante vedere cosa succederà alla COP 14 di dicembre, che si svolgera proprio in Polonia a Poznan.
Vengono anche allargati i settori produttivi in cui le emissioni devono essere entro i limiti, fino ad oggi limitati a petrolio, cemento, vetro, laterizi, ceramica e non molto altro. Prevista l'inclusione dell'industria dell'alluminio (la lobby è furiosa), della chimica e del settore dei trasporti (ecco il comunicato stampa del Parlamento Europeo). Inoltre la commissione ha raccomandato l'introduzione di penali per i paesi che non rispetteranno i limiti alle emissioni sottoscritti in sede europea, proponendo una multa di 100€ per ogni tonnellata di CO2 in eccedenza. Per l'Italia si annunciano giorni molto difficili, a meno che il capoclasse Tremonti, il fustigatore di fannulloni Brunetta e la desaparecida Prestigiacono non decidano di affrontare seriamente la questione. Il prossimo anno l'Italia avrà la guida del G8 e la lotta ai cambiamenti climatici sarà uno dei temi centrali dell'agenda.
Delusi dalle scelte europee tutti i gruppi di pressione del mondo industriale, che speravano che il crollo finanziario avrebbe spinto a maggiore prudenza i legislatori europei. "Queste misure possono essere messe in atto solo con una economia in buona salute" aveva dichiarato giorni fa Heimo Scuch della Wienerbeger, il primo produttore di laterizi del mondo. Non è stato così.

domenica 5 ottobre 2008

Discoteche sostenibili

La prima discoteca sostenibile del mondo si chiama Watt ed è stata inaugurata il 2 settembre scorso a Rotterdam. Il concerto di apertura, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe dovuto essere di Amy Winehouse, ha visto invece sul palco Iggy Pop and the Stooges (video).
Il locale corrisponde a dei rigidi criteri fissati dall'organizzazione Sustainable Dance Club, che progetta di aprire presto altri due locali a Londra e Berlino.
La discoteca Watt rispetto ad un locale ordinario consuma il 30% in meno di energia e il 50% in meno di acqua, taglia del 30% le emissioni di CO2 e del 50% i rifiuti. Ma soprattutto in pista ha un impianto luci a LED alimentato dall'energia cinetica del pubblico. Ogni ballerino con i suoi movimenti produce 20w che contribuiscono ad illuminare la pista. Ma se nessuno balla che succede, si spegne tutto? Grandi responsabilità sulle spalle del DJ...

sabato 4 ottobre 2008

Calcio o clima, tutte palle

Massimo M. Veronese è un giornalista che scrive sul quotidiano di proprietà della famiglia del Presidente del Consiglio e la sua specialità è il calcio.
Deve avere orecchiato o sbirciato qualcosa riguardo ai cambiamenti climatici, così oggi pubblica sul giornale di Berlù un editoriale in cui ironizza sul riscaldamento globale riportando le opinioni di chi annuncia un raffreddamento della temperatura terrestre. L'articolo è terrribilmente superficiale e molto modesto, dipinge gli scienziati del clima come degli menagrami e minimizza il problema.
Tutti i climatologi hanno scoperto da tempo che il riscaldamento globale porterà ad un rallentamento della Corrente del Golfo e al conseguente temporaneo raffreddamento del nord Atlantico e di altre zone del pianeta. Gli effetti negativi di questo raffreddamento sono contemplati tra i danni provocati dai gas serra e dal cambiamento climatico.
Massimo M. Veronese farebbe bene a occuparsi di calcio, se non di ippica.

Malgrado George W. Bush

Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha firmato una proposta di legge che cerca di limitare l'espansione delle città (il cosiddetto urban sprawl) promuovendo migliori soluzioni di mobilità e la riduzione dei gas serra. La legge contribuirà anche a raggiungere gli obiettivi di ridurre le emissioni nocive ai livelli del 1990 entro il 2020, fissati dallo stato della California nel 2006.
La proposta, presentata dal senatore democratico Darrel Steimberg, prevede che le regioni stabiliscano obiettivi di riduzione delle emissioni e parametri urbanistici che favoriscano insediamenti più compatti e riducano le esigenze di mobilità. Le città e le contee non saranno obbligate a seguire queste indicazioni, ma se decidessero di non farlo potrebbero perdere i contributi per i trasporti. Al contrario, le comunità che applicheranno gli indirizzi potranno usufruire di incentivi extra.
Nel frattempo ieri a Washington la Camera USA ha approvato con 263 voti favorevoli contro 171 un pacchetto fiscale che comprende la proroga di otto anni degli incentivi per la diffusione di energie rinnovabili. Sarà possibile realizzare impianti solari per uso residenziale o produttivo con una deduzione fiscale del 30%, per un totale stimato di 1.9 miliardi di dollari. Gli incentivi porteranno alla creazione di 440.000 posti di lavoro e alla produzione di 35 Gw di energia rinnovabile. Viene anche rimosso il tetto massimo deducibile di 2000 dollari che era applicato fino ad oggi agli impianti residenziali. Altri 5.8 miliardi di dollari di deduzioni fiscali saranno destinati ai settori dell'eolico, del geotermico e delle biomasse.

venerdì 3 ottobre 2008

Lasciamole a casa un po' di più

Il Commissario Europeo per gli Affari Sociali e le Pari Opportunità Vladimir Spidla ha proposto oggi un prolungamento dei tempi minimi di congedo per le lavoratrici in maternità, che una normativa del 1992 fissa oggi in 14 settimane.
In questo settore l'Italia è molto avanti, visto che la nostra legislazione prevede cinque mesi di congedo. Il record negativo è della Germania con il minimo di 14 settimane, segue il Belgio con 15, Francia, Olanda e Spagna 16. In Bulgaria le fresche mamme hanno addirittura 45 settimane, ma il record (un anno e mezzo) appartiene alla civilissima Svezia.
La proposta annunciata oggi da Spidla è di un minimo di 18 settimane, ma già molti paesi sono insorti, a cominciare dalla Germania. Le motivazioni di questo rifiuto, che proviene in massima parte dai partiti conservatori, sono quelle di un rischio per l'occupazone e i posti di lavoro, con particolare riguardo alle PMI. Ma c'è anche una malcelata irritazione verso l'UE che mette il becco in ambiti tradizionalmente gestiti dagli ordinamenti dei singoli stati membri. Occore ricordare che la proposta, per essere legge, deve avere il via libera della Commissione e degli stati membri.
Oggi in Europa il 91,7% dei padri con figli a carico lavora, contro il 65,5% delle madri. La proposta presentata da Spidla raccomanda anche di mantenere il salario delle lavoratrici in congedo per maternità al 100%, ma ammette una riduzione non superiore al livello dei congedi per malattia. Sono previsti congedì più lunghi nel caso di parti prematuri o di neonati con disabilità o necessità di ricovero ospedaliero.

mercoledì 1 ottobre 2008

Prima votiamo, poi vediamo

Il mio sindaco è stato lunedì scorso al Quirinale e ha incontrato Renato Brunetta con Titti (foto) dal vivo. Che invidia. A proposito raccomando la lettura dell'intervista di Brunetta a Tutto, pubblicata sulla rassegna stampa ufficiale del ministero.
Recentemente il ministro Brunetta, dopo avere fustigato fannulloni, malati immaginari e chirurghi assassini, si è scagliato contro i precari assunti nella pubblica amministrazione. Ha annunciato contratti annullati, licenziamenti, nuove procedure di stabilizzazione. Tutto questo era contenuto in un emendamento alla legge finanziaria strombazzato e prontamente rimesso nel cassetto. Brunetta ha rimandato il provvedimento al 30 giugno 2009 con una formula talmente bizantina che mi rifiuto di descriverla, andate a leggere quello che scrive Il Sole 24 Ore.
Nel frattempo il muscoloso Scajola, malgrado altrettanto roboanti proclami, ha formalizzato oggi il rinvio al 30 giugno 2009 non solo della scelta dei siti destinati ad ospitare le centrali nucleari italiane (questo era stato anticipato da Sostenibilitalia settimane fa) ma anche dei criteri per individuarli, fino a ieri saldamente fissati alla fine del 2008, ovvero tra tre mesi. Il rinvio è motivato da una serie di problemi, tra i quali spicca la marginalizzazione del ministero dell'ambiente, prima identificato come sede dell'agenzia per la sicurezza nucleare e oggi praticamente esautorato dal gravoso compito. Forse dovrebbe "fare capo alla presidenza del Consiglio ed essere più snella" si dice in ambienti governativi. L'agenzia infatti dovrà definire la scelta dei siti per la costruzione delle centrali, di quelli per la messa in sicurezza delle scorie, per il rilascio delle autorizzazioni e la definizione delle compensazioni da accordare ai territori destinatari di queste scelte.
Secondo il nuovo testo presentato in Commissione Attività Produttive da Enzo Raisi, relatore del Ddl Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, l'articolo 15 prevede una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di riassetto normativo recanti i criteri per la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione elettrica nucleare, per i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e per la definizione delle misure compensative minime da corrispondere alle popolazioni interessate. Questo significa che le regioni non avranno più potere decisionale, che sarà concentrato sul governo centrale. "Vogliamo realizzare un percorso realmente partecipato dalle Regioni", rimarcano i collaboratori del ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, che ieri l'altro ha annunciato la costituzione di una cabina di regia Governo-amministrazioni locali sulle infrastrutture energetiche. Il che in realtà vuol dire che le regioni non potranno porre veti alle scelte del governo e autodeterminare le proprie scelte in tema di energia, come accade oggi.
Il nucleare italiano resta un proclama, i precari nella pubblica amministrazione hanno sei mesi in più di sonni tranquilli. Ma soprattutto il governo della destra potrà andare alle prossime elezioni europee e amministrative senza il peso del licenziamento di migliaia di ragazzi e la scelta di qualche comune sfigato destinato ad ospitare centrali nucleari che nascono vecchie e saranno ultimate, se tutto filasse incredibilmente liscio, tra non meno di 15 anni.
L'importante è votare senza problemi e malumori, le "priorità" impopolari possono attendere.

FDG 081001 #378


Scalatori di eroi, Durres, Albania