sabato 15 agosto 2009
venerdì 14 agosto 2009
Les Paul, 1915 - 2009
Nato il 9 giugno 1915 con il vero nome di Lester William Polfuss, Les Paul è stato un musicista di successo ma soprattutto un innovatore. Fu lui ad inventare la chitarra senza cassa armonica, costruita con un unico blocco di legno (lui la chiamava The Log, il ceppo). La prima chitarra monoblocco prodotta commercialmente fu la Broadcaster di Leo Fender, nei tardi anni '40. Più tardi la Gibson avvio una serie di modelli firmati da Les Paul che hanno fatto la storia del rock and roll. La prima chitarra firmata fu la Les Paul Goldtop nel 1952. Seguirono la Black Beauty, la Les Paul Custom in mogano e la Les Paul Junior, tutte nel 1954. Nel 1955 fu lanciata la Les Paul Special fino ad arrivare alla seminale Les Paul Standard del 1958.
Meno conosciuta ma probabilmente ancora più importante un'altra sua innovazione: l'introduzione della registrazione multitraccia in cui i singoli strumenti vengono registrati su piste sonore separate. A Les Paul si attribuisce anche l'invenzione del riverbero e di altri effetti sonori. "Era un futurista, ma al contrario di molti futuristi che scrivono e prevedono, alla fine le cose lui le realizzava per davvero" lo descrive Henry Juskievitz, amministratore delegato della Gibson.
Les Paul non aveva mai smesso di suonare e fino a poco tempo fa si esibivava dal vivo ogni lunedì all'Iridium Jazz Club di Midtown Manhattan. Nel 2005, a 90 anni, aveva pubblicato il disco American Made World Played che gli è valso un Grammy. Nei 16 brani dell'album Les Paul suona assieme a personaggi come Buddy Guy, Keith Richards, Jeff Beck, Eric Clapton, Sting. Ma ci sono persino hard rockers come Billy Gibbons di ZZ Top, Edgar Winter, Steve Miller e Richie Sambora.
giovedì 13 agosto 2009
Presty, Kyoto e Ferragosto
Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo pubblica un intervento su Il Sole di oggi in cui lamenta la impossibilità del governo italiano di avvicinare gli obiettivi fissati nel 2008 in merito alle emissioni di CO2. L'articolo, dal titolo emblematico L'eredità pesante di una logica sbagliata, incolpa il precedente governo di centro sinistra di avere accettato condizioni giudicate penalizzanti rispetto al resto dell'Europa. Il giornale di Confindustria rafforza la tesi con un lungo articolo che concentra l'attenzione sui costi che deriverebbero dalla nostra incapacità di mantenere gli obiettivi prefissati: solo nel 2009 abbiamo sforato di 37 milioni di tonnellate di CO2, pari a 550 milioni di Euro di sanzione.Mesi fa, parlando con alcuni amici attenti alla questione, ci chiedevamo se il governo Berlusconi avesse presente questo problema, peraltro già previsto e anche facile da contabilizzare. L'opinione che ci eravamo fatti è che il ministro dell'economia Tremonti avesse considerato questa come una delle solite cose all'italiana, patti che si sottoscrivono ma poi non si devono per forza rispettare, sperando magari in uno dei condoni, concordati e patteggiamenti di cui è caposcuola.
Purtroppo per l'Italia non è così. Prestigiacomo se ne accorge improvvisamente il 13 agosto 2009, dopo un anno e mezzo di grandi fanfare nucleari del governo, impegnato a farci conoscere le meraviglie dell'energia atomica che, per chi ci crede, sarà disponibile in Italia comunque non prima del 2020.
Gli accordi sottoscritti dall'Italia per la riduzione delle emissioni di CO2 riguardano invece il periodo 2009-2012.
Il governo non ha avviato alcun programma per la riduzione delle emissioni a breve termine. Non ha cercato un piano di concertazione con le imprese dei settori più energivori e inquinanti, anzi ha preteso lo scorso anno dall'Europa una dilazione per i limiti di emissione del settore del cemento e dei laterizi.
Gli altri paesi d'Europa hanno allestito piani ambiziosi, investito somme ingenti per programmi nazionali di riconversione energetica. Nel suo intervento Prestigiacomo avverte che "sarà necessario individuare gli strumenti e le risorse finanziare per affrontare questo nodo ed evitare pesanti sanzioni o inaccettabili penalizzazioni delle aziende italiane, che sono quelle con le migliori performance ambientali del mercato europeo". Il ministro scrive sul giornale delle imprese e le accarezza, cercando una sponda. Quando però ammette che "sarà necessario individuare gli strumenti e le risorse finanziare" confessa che il governo finora non ha fatto né pensato nulla. Solo proclami atomici.
Fai la cosa sinistra
Oggi è la giornata mondiale dei mancini, quindi molti auguri a tutti noi che vivono la loro vita in maniera speculare rispetto alla maggioranza degli umani. La prima giornata mondiale dei mancini fu proclamata il 13 agosto 1976 e da allora la ricorrenza ha guadagnato popolarità e reputazione. Qualcuno la chiama addirittura "giornata dell'orgoglio mancino".La vita dei mancini è stimolante e complicata, con molti oggetti concepiti per la maggioranza destrorsa: dalle posate da pesce agli apriscatole, dai mouse ai braccetti dei giradischi. Un universo a rovescio obbliga i mancini ad acquisire qualche abilità anche con la mano sbagliata, altrimenti non riusciremmo a cambiare la marcia in auto o a scattare una foto. Ecco perché spesso siamo più estrosi e imprevedibili dei destrorsi.
La popolarità di noi mancini ha guadagnato molti punti con Barack Obama (foto), ma la lista dei presidenti americani di mano sinistra comprende anche Bill Clinton, Ronald Reagan e John F. Kennedy.
Partendo da Alessandro il grande, Aristotele, Giulio Cesare e Leonardo Da Vinci la lista dei "rovesci" è importante. Tra i miei preferiti ricordo Jimi Hendrix, Albert Einstein, Gandhi, Diego Maradona, Paul Mc Cartney, Fidel Castro, Valentino Rossi e il mio collega di studio Fabio.
mercoledì 12 agosto 2009
Ministri, vescovi ma prima i bambini
I miei due bambini frequentano l'ora di religione, che sarebbe facoltativa ma nella realtà della scuola italiana è una convenzione. Frequentano anche i corsi di musica ed educazione motoria (a.k.a. ginnastica), che sono facoltativi e a pagamento.Religione è gratis, perché paga la scuola italiana. Gli insegnanti di religione vengono nominati su indicazione diretta della curia locale, non ci sono concorsi o selezioni.
Quando gli insegnanti dei miei bambini si riuniscono per gli scrutini l'insegnante di religione è presente e dice la sua, gli insegnati di musica ed educazione motoria non partecipano, malgrado anche loro vedono i miei ragazzi ogni settimana e probabilmente nelle loro attività i bambini possono manifestare comportamenti estremamente importanti per l'analisi del loro percorso educativo.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha esaminato un ricorso e ha deciso che non vi è motivo perché gli insegnanti di religione, materia facoltativa e gestita da insegnanti nominati senza criteri di merito, debbano prendere parte al giudizio degli alunni.
La reazione della CEI è stata violentissima, assurda. Il ministro competente ha dichiarato che "in Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perché qualcuno voglia limitare questa libertà. È ingiusto discriminare la religione cattolica" e che "la religione cattolica esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata. Una unicità che la scuola, pur nel rispetto di tutte le altre religioni, ha il dovere di riconoscere e valorizzare".
Il ministro ha aggiunto che "L'ordinanza del Tar infatti determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso (...) L'ordinanza del Tar peraltro tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie a e di serie b. Al contrario ritengo che il ruolo degli insegnanti di religione vada accresciuto e valorizzato. Per questo dal prossimo anno - dice il ministro Gelmini - è mia intenzione coinvolgere i docenti di religione cattolica in attività di formazione, secondo gli obiettivi della riforma del primo e del secondo ciclo d'istruzione".
Maria Stella Gelmini ha concluso annunciando che ricorrerà contro la sentenza al Consiglio di Stato.
Così adesso, oltre agli stipendi degli insegnanti di religione, dovremo pagare anche le parcelle degli avvocati.
martedì 11 agosto 2009
Moldavia, l'Europa di sponda
Chi gioca a biliardo conosce bene il concetto di sponda. Quando non riesci ad arrivare diritto, puoi farlo usando con perizia un rimbalzo.Questo sta accadendo in Moldavia, repubblica ex sovietica con forte ascendenza romena. In Moldavia due terzi dei quattro milioni di abitanti parla romeno e sente molto più vicina Bucarest di Chisinau, la capitale dello stato. Accade così che la gran parte dei giovani moldavi che può permetterselo vada a studiare in Romania, anche alla ricerca di un passaporto romeno che garantirebbe l'ingresso in Europa. La Romania accoglie a braccia aperte i Moldavi, tanto che le relazioni diplomatiche tra i due stati sono diventate estremamente tese.
La storia è raccontata da Presseurop che traduce un articolo di Le Monde. La Moldavia ha avuto le sue elezioni politiche anticipate lo scorso 29 luglio. Il partito comunista, al potere dal 2001, ha perso la sua maggioranza e i quattro maggiori partiti di opposizione, dopo dieci giorni di intensi negoziati, hanno annunciato la volontà di formare una coalizione di governo, che potrebbe contare su una esile maggioranza di 53 seggi su 101. La coalizione non avrebbe comunque i tre quinti dell'assemblea, pari a 61 voti, che sono necessari per l'elezione di un nuovo presidente che sostituisca il comunista Vladimir Voronin, che dopo due mandati deve lasciare l'incarico. Questo lascierebbe la Moldavia in una situazione di stallo, con il concreto rischio di nuove elezioni.
Ecco perché, secondo il presidente romeno Basescu, due milioni di Moldavi vorrebbero la cittadinanza romena. In pratica la metà della popolazione.
Clima, la lettera di Greenpeace
Mentre noi Italiani ci appassioniamo alle gabbie salariali a Bonn è iniziata una nuova sessione di negoziati sul clima e Greenpeace lancia una campagna piuttosto aggressiva per riportare l'attenzione del governo italiano verso la COP 15 di Copenhagen.Greenpeace invita a sottoscrivere una lettera in cui si invita il presidente del consiglio Berlusconi a partecipare alla conferenza di Copenhagen e ad essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici.
Notizie estive e cellulari indigesti
Un pellicano del parco zoo di Tautphaus a Idaho Falls, USA ha ingoiato un telefonino di un visitatore che si era avvicinato troppo. Il pellicano fa parte di un gruppo e nessuno era in grado di distinguerlo dagli altri, così la direzione dello zoo era già pronta ad una ispezione ai raggi X per tutto il branco. Dopo un po' invece l'uccello ha rigurgitato il telefono, un Samsung che nessuno ha ancora reclamato (video).
sabato 8 agosto 2009
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