giovedì 31 gennaio 2008

Cina/2

Per i Cinesi i numeri possono fare la differenza, soprattutto il numero 8, considerato l'essenza della fortuna.
Sotto questo aspetto il programma ufficiale delle prossime olimpiadi di Pechino 2008 è davvero eloquente: la cerimonia di apertura è in programma per il 08.08.08 alle ore 08.08 della sera.
Non è uno scherzo.

mercoledì 30 gennaio 2008

Luisa presidente

La mia amica Luisa Bocchietto (foto), brillante designer/architetto/manager di Biella, scrive per dirmi che si candida alla presidenza dell'ADI, la prestigiosa Associazione per il Disegno Industriale.
Oltre a usare la e-mail (proibita invece ai candidati del PD) Luisa ha già messo in rete un sito per la sua campagna, che siccome è fatto da un designer per essere letto da altri designer è anche pulito ed elegante.
Nel sito ci sono i candidati, il programma e le altre inevitabili practicalities di ogni elezione ma anche qualche citazione colta, tra le quali una di John Thackara particolarmente interessante:
L'impatto ambientale dei prodotti, dei servizi
e dei sistemi che ci circondano
viene determinato all'80% nella fase di progettazione.
Se siete soci ADI votate per Luisa presidente. Se non lo siete pensate alle relazioni tra economia, progetto, ecologia e sviluppo sostenibile, che troppo spesso sono ancora trascurate o persino ignorate sia dalla committenza pubblica che dal settore privato.

FDG 080130 #324

Buffet sciita

martedì 29 gennaio 2008

Cina/1

Il 7 febbraio la Cina festeggerà il capodanno, dando il benvenuto all'anno del topo. Per i cinesi il 2008 non è bisestile. Il loro calendario infatti "pareggia i conti" non aggiungendo un giorno ogni quattro anni ma addirittura un mese intero (l'ultima voltà è stato nel 2006).
Nel frattempo Bloomberg riferisce del piano governativo per costruire 97 nuovi aeroporti entro il 2020. Nel quarto trimestre 2007 il traffico aereo interno passeggeri è cresciuto del 15.3%, quello merci dell'11.5% . Attualmente in Cina ci sono 147 aeroporti.
I Cinesi si muovono di più perché l'economia continua a crescere con tassi a due cifre. Nel 2007 l'incremento è dell'11.3%, il più alto degli ultimi 13 anni.
Secondo le stime ONU l'economia cinese contribuisce alla crescita globale per il 17%, la stessa percentuale degli Stati Uniti, e nel corso del 2008 supererà la Germania, attualmente al terzo posto.

Senza entusiasmo

Saranno due mesi e mezzo davvero noiosi. Per fortuna due mesi e mezzo passano presto. E poi in mezzo ci sono le vacanze di Pasqua, Sanremo, Pato e la primavera. Ma ancora una volta sarà una campagna elettorale triste e già vista, niente a che vedere con quanto succede altrove. I nostri leader politici si dividono in due categorie: quelli seri, noiosi ma competenti e quelli seri, noiosi e petulanti. Escluso W, che però peggiora a vista d'occhio. Per capire che non c'è niente da ridere alcuni basta guardarli in faccia (TPS, Visco, Turco, Tremonti, Giovanardi). Anche Berlusconi ormai è invecchiato e non fa ridere più. Così la campagna elettorale andrà avanti a colpi di cifre, di promesse di eliminare l'ICI e rivendicazioni sui conti pubblici tornati sani. Nessuna idea innovativa, nessun sogno da condividere. Parleranno solo di soldi o di leggi elettorali.
Per avere qualche brivido nella schiena e rimettere in circolo l'adrenalina ci toccherà cercare nelle TV estere la voce baritonale di Obama o gli occhi di Zapatero. Possono servire anche Sarkozy e Chavez, purchè senza modelle attorno.
Saranno due mesi e mezzo pallosissimi, perchè gli altri votano per passione, gli Italiani lo fanno per necessità.

Scusate il ritardo

Da quando Sostenibilitalia è in rete non erano mai passati tre giorni senza post. Credo che un blog per meritare attenzione debba essere interessante ma soprattutto vivace a aggiornato.
Il prolungato silenzio è colpa di un weekend, di una trasferta molto complicata e adesso di connessioni difficili e precarie.
Torno subito.

venerdì 25 gennaio 2008

Piccola Italia/2

Questa è la foto scelta dal New York Times per l'articolo sulla sfiducia al governo Prodi (leggi il pezzo).

giovedì 24 gennaio 2008

Piccola Italia

Ho passato la serata ad ascoltare la surreale diretta dal Senato, con Mastella che citava Pablo Neruda e il mitico Turigliatto applaudito da Storace. Per non deprimermi troppo nel frattempo leggevo i giornali di oggi e mi sono fermato sul report di Repubblica del World Economic Forum di Davos, particolarmente sui giudizi che molti insigni economisti hanno espresso sul nostro paese. Tra gli altri mi ha colpito l'osservazione di Moises Naim (foto) direttore del progressista Foreign Policy Magazine. Con molto realismo Naim ha detto che l'Italia "conta poco nel mondo, non è un paese 'sistemico' nel senso che quello che succede da voi, in campo economico come in quello politico, ha un impatto molto limitato fuori dai suoi confini". In situazioni imbarazzanti come quella odierna il fatto di essere poco presenti sulle cronache globali può essere un vantaggio per la reputazione del paese. Ma di certo l'Italia mantiene un atteggiamento molto provinciale sulla scena internazionale. Questo provincialismo si manifesta in varie forme, dalle corna fatte da Berlusconi dietro le teste di un capo di stato nelle foto ufficiali dei vertici europei, a quell'aria da gita scolastica che hanno troppo spesso i nostri funzionari e amministratori in missione. Una volta, quando mi sono presentato per la seconda riunione di un gruppo di lavoro di Bruxelles mi hanno detto: "Ancora tu? Strano, di solito gli italiani mandano ogni volta uno diverso". Perché la trasferta istituzionale spesso è un viaggio premio più che una missione.
Il provincialismo piace a molti, soprattutto alla destra e alla Lega, che ne interpreta la versione più rozza. Berlusconi, con la sua aria da playboy stagionato tinto, abbronzato e rifatto ne è l'emblema: una barzelletta, una pacca, un orologio costoso e ti conquisterò.
Sotto questo aspetto non ci sono cifre da confrontare o contestare, ci stanno superando davvero tutti: Spagnoli, Portoghesi, Irlandesi, Estoni. Persino i nostri "cugini" Greci (una faccia una razza, diceva lui) sono ormai più europei di noi. Basta vedere come sono cambiate in pochi anni Atene e Salonicco.
Questo provincialismo non è solo imbarazzante, è un indicatore del declino di un paese autoreferenziale, pettegolo e popolato da capiscioni che si augurano solo che le cose vadano a male per poter dire "te l'avevo detto". Riusciremo mai a cambiare?

Il declino di Starbucks

Alle prese con una perdita consolidata in borsa del 50% in 12 mesi e assediata dall'offensiva delle altre catene - a cominciare da McDonald's - Starbucks sta testando a Seattle un caffè che costa solo un dollaro rimbocchi compresi (i refill tanto amati dagli americani). Lo riferisce un lancio della Reuters. Il caffè lungo americano normalmente da Starbucks costa almeno 1.50$ più tasse, ovvero quasi due. L'espresso (scadente e servito in bicchieri di carta) un minimo di 2.50$. Starbucks ha 15.000 punti vendita nel mondo, di cui 10.000 negli USA. Nessuno in Italia, per fortuna.