martedì 30 settembre 2008

Il clima dell'Europa

Si intitola L'impatto del cambiamento climatico in Europa il report presentato ieri a Copenhagen dall'Agenzia Ambientale Europea, che lo ha redatto assieme all'OMS e al Centro Ricerche della Commissione Europea. Il rapporto si basa su 40 indicatori e secondo la direttrice dell'agenzia Jacqueline McGlade "testimonia la vulnerabilità di molte regioni d'Europa ai cambiamenti climatici".
Tra i tanti dati si nota il calo del 20% delle precipitazioni nell'Europa mediterranea, la crescita costante del livello del mare negli ultimi 15 anni, la migrazione verso nord di molte specie animali e vegetali e la generale riduzione della biodiversità. In generale sarà l'area mediterranea a subire le conseguenze peggiori, particolarmente riguardo l'aumento dei consumi di energia, la diminuzione della produzione agricola e delle riserve idriche. Ne risentiranno anche gli ecosistemi e l'industria del turismo.
Il rapporto raccomanda ai governi europei di intensificare e accelerare le azioni per l'adattamento dei cambiamenti climatici. Entro la fine dell'anno è prevista anche la pubblicazione del libro bianco sull'adattamento ai cambiamenti climatici da parte della Commissione Europea, un documento molto atteso che dovrebbe contenere le linee guida per la nuova politica sul clima e anticipare i principi del protocollo che sostituirà Kyoto, previsto in approvazione a Copenhagen nella COP 15 di dicembre 2009.
Il testo integrale del rapporto è disponibile qui.

Venezia, Cartoonia

L'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, composto da dotti e rispettati signori, assegna un premio a John Kay, giornalista che lo scorso 1 marzo ha scritto sul Times un articolo provocatorio in cui propone di affidare l'amministrazione di Venezia alla Disney, prendendo atto che la città lagunare è ormai un parco tematico e va gestita come tale. Venezia - scrive Kay - ha 70.000 residenti e 19 milioni di visitatori l'anno, quindi va trattata come Disneyland, con un biglietto di ingresso di 50 euro che servirà per tenerla pulita e in ordine.
Il presidente del'istituto è il giurista Leopoldo Mazzarolli e nel consiglio di presidenza ci sono Antonio Paolucci, ex ministro dei Beni culturali e attuale direttore dei Musei Vaticani, Pierre Rosenberg, accademico di Francia ed ex direttore del Louvre, Wolfgang Wolters, studioso del Rinascimento veneziano.
Massimo Cacciari, sindaco della città, non ci sta e dichiara di trovare "comica" la scelta degli accademici veneziani. Cacciari è intelligente e snob, come deve essere un sindaco veneziano (Brunetta e Titti mi scuseranno, ma il paragone è improponibile). Tuttavia la provocazione dell'Istituto obbliga a qualche riflessione in più. Venezia è una trappola per turisti, basta uscire dalla stazione di Santa Lucia per accorgersene. Come Capri e Portofino, Venezia è piena di turisti obesi in pantaloni corti di giorno ma deserta di notte.
C'è però una Venezia autentica e popolare che continua a vivere, lontano dai percorsi dei gruppi di giapponesi e americani. Ci sono ancora le calli con i panni stesi, i bambini che giocano, i vecchi che bevono le ombre nei bar.
Venezia non è Disneyland, ma di certo fatica a restare una città vera. Paolo Cacciari, che del sindaco di Venezia è fratello ma non sodale, una sera passeggiando al mercato di Rialto mi raccontò dei gondolieri che compravano casa a Mestre, segno per lui dell'inizio della fine.
Per me Venezia è unica e bellissima e non può esistere senza i Veneziani. Altrimenti diventerebbe come la ricostruzione dell'hotel di Las Vagas Venetian (nella foto sopra). Ordinata, pulita, senza acqua alta e circondata di automobili e grattacieli. Finta.

lunedì 29 settembre 2008

Seduto in quel caffè

Oggi, 29 Settembre...

Scritta da Mogol e Battisti per l'Equipe 84 di Maurizio Vandelli, 29 Settembre arrivò al numero 1 della Hit Parade di Lelio Luttazzi il 13 maggio del 1967 per restarci fino al 3 giugno, spodestata da A chi di Fausto Leali, che sarà poi il disco più venduto dell'anno.
Ecco il video.

domenica 28 settembre 2008

FDG 080928 #377

Spiaggia autunnale, Durres, Albania

Ma l'italia no

Due giorni fa la Banca Mondiale ha convocato un meeting a Washington per lanciare i Fondi di Investimento sul Clima. Dieci nazioni occidentali hanno risposto all'appello della World Bank garantendo risorse per oltre sei miliardi di dollari. Il fondo è destinato ad aiutare i paesi in via di sviluppo nelle loro azioni di riduzione dei gas serra e di adattamento al cambiamento climatico.
I dieci paesi che contribuiscono al fondo sono Stati Uniti, Australia, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia, Olanda, Norvegia, Svezia e Svizzera. Gli USA hanno stanziato due miliardi, gli inglesi uno e mezzo e i giapponesi un miliardo e duecento milioni. Il resto gli altri.
L'Italia e il suo governo erano altrove.

giovedì 25 settembre 2008

Adriatico, Balcani, Europa

Sono a Durazzo, Albania, dove domani comincia la decima sessione plenaria del Forum delle Città dell'Adriatico e dello Ionio.
La rete delle città adriatiche è un network in crescita e con grandi potenzialità, che mette assieme le municipalità di sette nazioni: Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia Herzegovina, Croazia, Slovenia e Italia. Culture e tradizioni diverse, tremila anni di storia, un passato tormentato e uno sviluppo impressionante dopo la fine delle ostilità nella ex Yugoslavia.
Il Forum è una scommessa molto interessante. Il programma completo della sessione di Durazzo è qui.

mercoledì 24 settembre 2008

Dal fucile da caccia alla diplomazia

Sarah Palin ha chiesto un passaporto solo un paio di anni fa, quando è andata a visitare i soldati dell'Alaska in Iraq. Fino ad allora non era mai uscita dagli Stati Uniti.
Solo chi conosce bene gli USA sa quanto possano essere provinciali gli Americani, e Palin ne è l'immagine perfetta. Naturalmente il fatto di essere candidata alla vicepresidenza da John McCain la obbliga a occuparsi di quell'universo misterioso che è il resto del pianeta. Così ieri Palin era a New York, dove in occasione della assemblea plenaria ONU ha incontrato qualche leader amico, come il colombiano Uribe e l'afgano Karzai.
Ma sopratutto Sarah la cacciatrice ha avuto un colloquio di 90 minuti con l'ex segretario di stato Henry Kissinger, con il quale ha parlato della situazione in Georgia. Kissinger e Palin erano seduti su due divani blu separati da un tavolino con le foto di Reagan, Bush e Papa Giovanni Paolo II (foto).
Nel suo corso accelerato di diplomazia oggi Palin incontrerà il presidente georgiano Saakashvili e quello ucraino Yuschenko, poi si tratterrà con i presidenti di Iraq, Pakistan e India. Previsto un incontro anche con Bono degli U2.
Nel frattempo Obama e McCain stanno allenandosi per il primo confronto televisivo, previsto per venerdì notte. Il vice di Barack Joe Biden ha scavalcato a sinistra Obama dichiarando che non sostiene il cosiddetto "carbone pulito" e che non saranno costruite nuove centrali a carbone.

martedì 23 settembre 2008

Inverno new cleare

Saluto l'equinozio di autunno citando un articolo di Vincenzo Cacciopoli su Affari Italiani che cerca di spiegare perché il nucleare non è il futuro dell'energia. Senza pregiudizi, anche trascurando il problema irrisolto delle scorie, i tempi necessari per costruire una centrale atomica sono insostenibili e sono passati dai 66 mesi del 1995 ai 116 del 2000. Delle 22 centrali atomiche attualmente in costruzione nel mondo (17 in Asia) cinque hanno i cantieri aperti da più di 20 anni. Sostenibilitalia ha già riportato i problemi del cantiere del nuovo reattore nucleare finlandese di Olkiluoto 3, che dopo 28 mesi di lavori è già in ritardo di almeno 24 mesi sulla tabella di marcia, con un aumento dei costi oltre il 50%.
Il Presidente del Consiglio, inaugurando il rigassificatore di Rovigo, ha annunciato che l'Italia avrà il suo Piano Energetico Nazionale (PEN) entro la primavera 2009. Il piano, oltre al nucleare dovrà prevedere lo "sviluppo dell'energia rinnovabile e alternativa". Vedremo.
Come sempre, nessun commento dal ministro Prestigiacomo.