venerdì 31 marzo 2017
giovedì 30 marzo 2017
Il PIL in Europa, regione per regione
Eurostat ha pubblicato i dati 2015 del PIL in ciascuna delle 276 regioni dell'Unione Europea, compresa la Gran Bretagna. Le cifre delle tabelle di questo post sono adeguate all'indice PPS, Purchasing Power Standard, cioè al potere reale di acquisto nei singoli paesi e non al valore assoluto in Euro. Il riferimento è il PPS medio europeo, pari a 100.
Svetta la regione urbana di Londra ovest (già la est è molto più indietro). Interessante notare che Italia e Germania sono le uniche due nazioni in cui il PIL più elevato non coincide con la regione della capitale. Tra le dieci peggiori ci sono cinque regioni bulgare, due romene, due ungheresi e il territorio di oltremare francese di Mayotte, nelle isole Comore dell'Oceano Indiano (ci sono stato tempo fa, posti bellissimi).
Il report contiene anche i valori espressi in Euro per ciascuna regione. In valore assoluto West London è sempre prima, con 212.800 Euro. Segue lo stato-regione del Lussemburgo con 89.900, poi East London e Stoccolma con 64.300, Bruxelles con 63.300, Amburgo con 61.700 appena sopra ad Hovedstaten in Danimarca con 61.600.
In Italia (media nazionale 27.100 €) il record è della Provincia Autonoma di Bolzano con 41.300 Euro. Seguono Lombardia (35.700), Provincia di Trento (34.600), Valle d'Aosta (34.200), Emilia Romagna (33.600) e Lazio (31.000). In fondo alla classifica la Calabria con 16.600, poi Campania e Sicilia con 17.200 Euro.
Svetta la regione urbana di Londra ovest (già la est è molto più indietro). Interessante notare che Italia e Germania sono le uniche due nazioni in cui il PIL più elevato non coincide con la regione della capitale. Tra le dieci peggiori ci sono cinque regioni bulgare, due romene, due ungheresi e il territorio di oltremare francese di Mayotte, nelle isole Comore dell'Oceano Indiano (ci sono stato tempo fa, posti bellissimi).
Il report contiene anche i valori espressi in Euro per ciascuna regione. In valore assoluto West London è sempre prima, con 212.800 Euro. Segue lo stato-regione del Lussemburgo con 89.900, poi East London e Stoccolma con 64.300, Bruxelles con 63.300, Amburgo con 61.700 appena sopra ad Hovedstaten in Danimarca con 61.600.
In Italia (media nazionale 27.100 €) il record è della Provincia Autonoma di Bolzano con 41.300 Euro. Seguono Lombardia (35.700), Provincia di Trento (34.600), Valle d'Aosta (34.200), Emilia Romagna (33.600) e Lazio (31.000). In fondo alla classifica la Calabria con 16.600, poi Campania e Sicilia con 17.200 Euro.
mercoledì 29 marzo 2017
In Francia Valls dichiara il sostegno a Macron
Oggi Manuel Valls, ex premier socialista e sconfitto alle primarie del PSF da Benoît Hamon, ha annunciato che voterà per Emmanuel Macron e non per Hamon, il candidato del suo partito. "Mi prendo le mie responsabilità - ha detto Valls - non è una scelta di cuore ma una scelta di testa". Aggiungendo: "Non farò campagna elettorale e non chiederò niente in cambio".
Una mossa non del tutto inattesa, visto che Valls da settimane non si esprimeva sul suo appoggio a Hamon, ma che ha scosso profondamente l'apparato del Partito Socialista e lo stesso Benoît Hamon. Venerdi scorso Manuel Valls si era incontrato con François Hollande all'Eliseo, per la prima volta dallo scorso dicembre.
L'appoggio di Valls a Macron ha provocato reazioni violente da parte dell'apparato del Partito Socialista e ha anche dei risvolti etici, visto che i candidati alle primarie avevano firmato una carta e si erano impegnati a sostenere il vincitore, chiunque fosse. Così uno dei giudizi più sferzanti viene da Arnaud Montebourg, un altro candidato alle primarie vinte da Hamon, secondo il quale "Valls è un uomo senza onore la cui parola non vale niente".
La fedeltà alle scelte di partito è un problema diffuso. Anche Sergio Cofferati, dopo avere perso le primarie per la presidenza della regione Liguria, rifiutò di sostenere la candidata del PD Raffaella Paita e fece campagna elettorale per la lista della sinistra, malgrado avesse anche lui firmato un impegno all'atto della candidatura.
Attualmente i sondaggi piazzano Benoît Hamon in un deprimente quinto posto con solo il dieci per cento dei voti, dietro Macron, Le Pen, Fillon e scavalcato anche dal candidato comunista Melenchon. Il minimo storico per i socialisti francesi.
Manuel Valls al momento non gode di grande popolarità in Francia. Per alcuni osservatori il suo appoggio a Macron potrebbe rivelarsi una specie di bacio della morte e rischia di assimilare la candidatura di Macron all'immagine negativa di François Hollande. Di certo dopo le primarie molti degli elettori di Valls si erano già schierati con Macron rifiutando l'appoggio ad Hamon, quindi il suo endorsement non dovrebbe provocare grandi spostamenti elettorali. Chi ne esce a pezzi, se non addirittura imploso, è il partito socialista francese.
Una mossa non del tutto inattesa, visto che Valls da settimane non si esprimeva sul suo appoggio a Hamon, ma che ha scosso profondamente l'apparato del Partito Socialista e lo stesso Benoît Hamon. Venerdi scorso Manuel Valls si era incontrato con François Hollande all'Eliseo, per la prima volta dallo scorso dicembre.
L'appoggio di Valls a Macron ha provocato reazioni violente da parte dell'apparato del Partito Socialista e ha anche dei risvolti etici, visto che i candidati alle primarie avevano firmato una carta e si erano impegnati a sostenere il vincitore, chiunque fosse. Così uno dei giudizi più sferzanti viene da Arnaud Montebourg, un altro candidato alle primarie vinte da Hamon, secondo il quale "Valls è un uomo senza onore la cui parola non vale niente".
La fedeltà alle scelte di partito è un problema diffuso. Anche Sergio Cofferati, dopo avere perso le primarie per la presidenza della regione Liguria, rifiutò di sostenere la candidata del PD Raffaella Paita e fece campagna elettorale per la lista della sinistra, malgrado avesse anche lui firmato un impegno all'atto della candidatura.
Attualmente i sondaggi piazzano Benoît Hamon in un deprimente quinto posto con solo il dieci per cento dei voti, dietro Macron, Le Pen, Fillon e scavalcato anche dal candidato comunista Melenchon. Il minimo storico per i socialisti francesi.
Manuel Valls al momento non gode di grande popolarità in Francia. Per alcuni osservatori il suo appoggio a Macron potrebbe rivelarsi una specie di bacio della morte e rischia di assimilare la candidatura di Macron all'immagine negativa di François Hollande. Di certo dopo le primarie molti degli elettori di Valls si erano già schierati con Macron rifiutando l'appoggio ad Hamon, quindi il suo endorsement non dovrebbe provocare grandi spostamenti elettorali. Chi ne esce a pezzi, se non addirittura imploso, è il partito socialista francese.
Larry, il gatto europeista di Downing Street N° 10
Nel giorno in cui il Regno Unito formalizza l'addio all'Europa molti si stanno occupando delle reazioni di Larry, il gatto residente nella dimora del primo ministro britannico (la foto sopra è di stamattina). Larry ha dieci anni e abita al numero dieci di Downing Street dal 2011, quando fu scelto in un gattile dal personale del gabinetto del primo ministro.
I pettegolezzi raccontano che Larry abbia avuto un rapporto piuttosto conflittuale con David Cameron e sua moglie. E che da quando a Downing Street è arrivata Theresa May abbia sviluppato un temperamento più aggressivo. Nessun problema invece con Barack Obama, che riuscì ad accarezzarlo senza che Larry facesse obiezioni.
Su twitter c'è un account non ufficiale di Larry, dove il gatto manifesta i suoi pensieri e il suo sfrenato europeismo.
I pettegolezzi raccontano che Larry abbia avuto un rapporto piuttosto conflittuale con David Cameron e sua moglie. E che da quando a Downing Street è arrivata Theresa May abbia sviluppato un temperamento più aggressivo. Nessun problema invece con Barack Obama, che riuscì ad accarezzarlo senza che Larry facesse obiezioni.
Su twitter c'è un account non ufficiale di Larry, dove il gatto manifesta i suoi pensieri e il suo sfrenato europeismo.
La volubile Albione
IMAGE: The Daily Mail, in 1973 and today pic.twitter.com/0fa98Sjg6b— The Spectator Index (@spectatorindex) March 29, 2017
martedì 28 marzo 2017
Song of the Day
Il nuovo singolo di Guided by Voices si intitola 5° on the Inside e il gruppo ha appena pubblicato il video in esclusiva su Tidal (non cercatelo su YouTube, ma si può vedere anche senza essere abbonati a Tidal). Il brano è compreso nel nuovo August By Cake, che uscirà il 7 aprile. Si tratta del primo doppio album del gruppo e del centesimo disco per il prolifico leader della band Robert Pollard.
I dati sulla fertilità in Europa, il continente più vecchio del mondo
L'Europa sta invecchiando velocemente, con una età media della popolazione ormai vicina ai 43 anni. Ecco i dati di Statista sul tasso di fertilità in ogni nazione. In testa Francia e Irlanda.
Dal 2001 al 2015 l'età media in Europa è cresciuta di 4.1 anni. L'Irlanda è il paese con l'eta media più bassa: 36.4 anni. La Germania ha quella più alta, 45.9. L'Italia ha il 21,7 per cento di popolazione over 65, il dato più alto d'Europa (la media europea è il 18.9%, in Irlanda sono solo il 13%).
Tornando alla fertilità, i sette paesi con gli indici più bassi sono tutti mediterranei, tranne la Polonia.
Dal 2001 al 2015 l'età media in Europa è cresciuta di 4.1 anni. L'Irlanda è il paese con l'eta media più bassa: 36.4 anni. La Germania ha quella più alta, 45.9. L'Italia ha il 21,7 per cento di popolazione over 65, il dato più alto d'Europa (la media europea è il 18.9%, in Irlanda sono solo il 13%).
Tornando alla fertilità, i sette paesi con gli indici più bassi sono tutti mediterranei, tranne la Polonia.
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