E in questo momento chi le piace?
"Bobo Craxi. Ogni tanto ci vediamo, è un grande intenditore di musica. Lo vedrei bene come ministro della cultura".
Pino Daniele a Pasquale Elia del Corriere della Sera
giovedì 7 febbraio 2008
mercoledì 6 febbraio 2008
Supermartedì/2
Poteva andare meglio per Obama. Abbastanza scontato che Clinton vincesse a New York e in New Jersey. Meno in California e soprattutto in Massachusetts, dove Barack era stato benedetto dal grande vecchio della dinastia, Ted Kennedy.
Dal supermartedì Billary esce vincente ma non troppo. In California ha deciso la comunità ispanica, pesantissima nello stato, che detesta i neri. Le minoranze, si sa, non sono mai alleate. In Massachusetts le motivazioni sono decisamente più complesse. Ora Obama si gioca le carte in Ohio, stato operaio vicino al suo Illinois dove dovrebbe vincere, in Texas e Pennsylvania, altri stati chiave.
Quanto a Billary, non c'è niente di male nella signora Clinton. Non è certo simpatica, ma indiscutibilmente capace ed esperta.
Il problema è che, nel caso vincesse, gli Stati Uniti sarebbero ancora una volta in mano a un esponente della doppia dinastia Bush/Clinton. Per la settima volta consecutiva.
Dal supermartedì Billary esce vincente ma non troppo. In California ha deciso la comunità ispanica, pesantissima nello stato, che detesta i neri. Le minoranze, si sa, non sono mai alleate. In Massachusetts le motivazioni sono decisamente più complesse. Ora Obama si gioca le carte in Ohio, stato operaio vicino al suo Illinois dove dovrebbe vincere, in Texas e Pennsylvania, altri stati chiave.Quanto a Billary, non c'è niente di male nella signora Clinton. Non è certo simpatica, ma indiscutibilmente capace ed esperta.
Il problema è che, nel caso vincesse, gli Stati Uniti sarebbero ancora una volta in mano a un esponente della doppia dinastia Bush/Clinton. Per la settima volta consecutiva.
martedì 5 febbraio 2008
Supermartedì
Oggi le elezioni primarie americane assegnano 1681 delegati democratici e 1020 repubblicani. Si vota da New York a Pago Pago, capitale polinesiana di American Samoa.Seguo le elezioni americane dal 1972, a quei tempi ero un teenager e il candidato democratico era un simpatico pacifista perdente chiamato George McGovern, che si sacrificò inutilmente predicando il ritiro dal Vietnam. Vinse il presidente in carica Richard Nixon, poi costretto a dimettersi due anni dopo per lo scandalo Watergate.
In America per queste primarie 2008 c'è molta eccitazione e una partecipazione mai vista, particolarmente nell'elettorato giovane.
Da noi, molto più mestamente, il presidente Napolitano sta sciogliendo le camere. Come ho scritto qualche giorno fa, saranno due mesi e mezzo pallosissimi, da qui al voto di aprile.
Il voto americano ci manda due messaggi, uno buono e uno cattivo. Cominciamo, come è giusto, da quello cattivo: John McCain, candidato repubblicano pressoché certo, ha 71 anni. Dopo la generazione dei quarantenni Zapatero, Blair, Sarkozy e lo stesso Obama ecco un politico quasi coetaneo di Berlusconi, che quindi in qualche modo legittima il quinto tentativo del fresco orfano.
Quello buono è che Obama, che vinca o meno, ha creato un clima di entusiasmo che noi italiani possiamo solo sognare. Gli intellettuali e gli uomini di spettacolo di schierano con lui, i suoi discorsi rapiscono il pubblico, si respira aria davvero fresca.
Che invidia.
Cromatismi e nuances/2
Francis Scott Fitzerard diceva che le auto, come i guanti, possono essere solo bianche o nere. Henry Ford è ricordato per la frase "mi piacciono le auto di ogni colore, a condizione che sia nero".
Il rapporto annuale 2007 della Dupont sulla popolarità dei colori delle auto segna una piccola rivoluzione, perché dopo molti anni il silver, quello che noi chiamiamo grigio metallizzato, non è più la tinta dominante. L'argento resta il colore preferito in Cina e Corea, ma è superato dal bianco in USA e Giappone e dal nero in Europa (nel grafico i dati europei).
La rimonta del bianco non è ancora arrivata in Europa ma, secondo gli osservatori, segue un trend già consolidato nell'arredamento, la moda e l'high tech. Confesso che qualche mese fa ho comprato un TV LCD Sharp Aquos bianco, elegante e mimetico.
Il rapporto annuale 2007 della Dupont sulla popolarità dei colori delle auto segna una piccola rivoluzione, perché dopo molti anni il silver, quello che noi chiamiamo grigio metallizzato, non è più la tinta dominante. L'argento resta il colore preferito in Cina e Corea, ma è superato dal bianco in USA e Giappone e dal nero in Europa (nel grafico i dati europei).

La rimonta del bianco non è ancora arrivata in Europa ma, secondo gli osservatori, segue un trend già consolidato nell'arredamento, la moda e l'high tech. Confesso che qualche mese fa ho comprato un TV LCD Sharp Aquos bianco, elegante e mimetico.
lunedì 4 febbraio 2008
Complicazioni in banchina
Il mandato del presidente dell'Autorità Portuale di Genova, Giovanni Novi (foto), scade domani.Oggi Novi ha ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta coordinata dai Pm genovesi Enrico Zucca e Walter Cotugno sulle concessioni per il terminal Multipurpose nello scalo di Genova.
Le ipotesi di reato ipotizzate dai Pm sono concussione, corruzione e turbativa d'asta.
Lo scorso 25 gennaio il governo aveva indicato come nuovo presidente del porto genovese Gianni Merlo, assessore ai trasporti della Regione Liguria.
domenica 3 febbraio 2008
La Serbia sceglie il suo futuro
Oggi c'è un'elezione importante, e non è quella degli organi locali del PD. Si vota in Serbia per scegliere al ballottaggio il prossimo presidente tra l'uscente Tadic e il nazionalista Nikolic, che sono stati i più votati al primo turno. La Serbia sta cercando di avvicinarsi alla Unione Europea ma anche la Russia di Putin ha grandi interessi nel paese. Intanto prosegue la pressione del Kosovo per dichiarare l'indipendenza da Belgrado e concludere il processo di polverizzazione della ex-Yugoslavia.Gli ultimi sondaggi danno tre punti di vantaggio a Tadic, ma la situazione è certamente fluida. Se Tadic sarà confermato la Serbia continuerà un percorso di normalizzazione che, seppure affatto lineare e pieno di contraddizioni, potrebbe attirare investimenti occidentali e portare, anche se non a breve termine, a un ingresso nella UE. Se invece prevarrà Nikolic, che venerdì a Belgrado ha radunato quasi trentamila persone, il paese resterà ai margini dell'Europa e sarà sempre più legato a Mosca e dipendente dagli aiuti russi.
Secondo gli osservatori più pessimisti nessuno dei due candidati potra condurre la Serbia allo scatto in avanti di cui ha bisogno. Per operare cambiamenti radicali occorre attendere le prossime elezioni politiche, che però sono in calendario solo nel 2011.
Aggiornamento delle 22:50
Le proiezioni di voto danno Tadic vincente e Nikolic ha ammesso la sconfitta.
sabato 2 febbraio 2008
venerdì 1 febbraio 2008
Colori e nuances/1
Baccini e Povia tengono banco tra gli esclusi di Sanremo, Baccini e Tabacci si autoescludono dalla destra e dichiarano di fondare la rosa bianca, a cui arriva subito l'appoggio di "Mister Family Day" Pezzotta. Tra l'altro mi risulta che Povia sia anche lui di simpatie bianche, quindi andrebbe bene anche con l'altro Baccini.
A sinistra invece sembra formalizzata la "cosa rossa", con un cartello dei due partiti comunisti, i DS allergici al PD e i verdi. Dico sembra perchè tre ore fa le agenzie hanno lanciato una dichiarazione di Mussi che scombina le certezze ("ancora nulla di deciso").
La cosa rossa, che in realtà si chiama la sinistra - l'arcobaleno avrà nel marchio i quattro simbolini dei partiti componenti, quindi cadono i verdi veti verso la falce e martello, che qualcuno vedeva già confinata nei reperti esposti dai russi ai mercatini.
Invece no, le due falci restano e questo dispiacerà a molti verdi che non hanno mai visto con favore la fusione con PRC e PDCI. Di certo i partiti ancora comunisti hanno posizioni spesso poco innovative, al contrario delle scelte a volte spregiudicate e assai poco organiche di un'ala del sole che ride e dello stesso leader Pecoraro Scanio. Per scendere nel locale della mia Ancona, fatico a immaginare assieme Duca e Di Bitonto, Mangani e Tagliacozzo. Invece Pecoraro sembra avere accettato la laica alleanza, a dispetto dei malumori della base.
Cosa accadrà ora? Le periferie verdi sono in fermento e stanno decidendo sul da farsi. L'operazione sembra partire sghemba almeno quanto quella del PD. Per confermare l'assoluta assenza di innovazione il leader indicato è il superstagionato Bertinotti, con la povera Grazia Francescato come garante ambientalista e vice.
Il futuro della sinistra italiana non è rosa, figuriamoci rosso. Del resto, quando penso a una cosa rossa la prima che mi viene in mente è la conserva.
A sinistra invece sembra formalizzata la "cosa rossa", con un cartello dei due partiti comunisti, i DS allergici al PD e i verdi. Dico sembra perchè tre ore fa le agenzie hanno lanciato una dichiarazione di Mussi che scombina le certezze ("ancora nulla di deciso").
La cosa rossa, che in realtà si chiama la sinistra - l'arcobaleno avrà nel marchio i quattro simbolini dei partiti componenti, quindi cadono i verdi veti verso la falce e martello, che qualcuno vedeva già confinata nei reperti esposti dai russi ai mercatini.
Invece no, le due falci restano e questo dispiacerà a molti verdi che non hanno mai visto con favore la fusione con PRC e PDCI. Di certo i partiti ancora comunisti hanno posizioni spesso poco innovative, al contrario delle scelte a volte spregiudicate e assai poco organiche di un'ala del sole che ride e dello stesso leader Pecoraro Scanio. Per scendere nel locale della mia Ancona, fatico a immaginare assieme Duca e Di Bitonto, Mangani e Tagliacozzo. Invece Pecoraro sembra avere accettato la laica alleanza, a dispetto dei malumori della base.
Cosa accadrà ora? Le periferie verdi sono in fermento e stanno decidendo sul da farsi. L'operazione sembra partire sghemba almeno quanto quella del PD. Per confermare l'assoluta assenza di innovazione il leader indicato è il superstagionato Bertinotti, con la povera Grazia Francescato come garante ambientalista e vice.
Il futuro della sinistra italiana non è rosa, figuriamoci rosso. Del resto, quando penso a una cosa rossa la prima che mi viene in mente è la conserva.
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