martedì 18 novembre 2008

Carne, pesce o nessuno dei due?

Negli ultimi cinquanta anni il consumo di carne è raddoppiato e le proiezioni dicono che raddoppierà di nuovo entro il 2050. Mucche, maiali e polli per ingrassare devono mangiare, e mangiano molto, considerando che per ogni chilo di carne servono almeno sette chili di mangime.
Jeremy Rifkin nei suoi discorsi ricorda spesso che sulla terra non ci sarebbe un'emergenza cibo se un terzo delle coltivazioni non fossero destinate a mangimi animali. Lo stesso vale per il pesce: secondo uno studio recente il 37% del pescato globale (31,5 milioni di tonnellate) finisce nei mangimi. Circa la metà è destinato al pesce d'allevamento il resto diviso tra suini e polli. Si tratta per lo più di pesci di scarsa qualità, sardine o piccole aringhe menhaden, ma di questi si nutrono i mammiferi e gli uccelli marini, oltre che naturalmente i pesci più grossi. Così polli e maiali - così come noi umani che li mangiamo - entrano in diretta competizione alimentare con capodogli, foche e cormorani.
Per ogni chilo di salmone di allevamento servono tre chili di pesce. Per non parlare del pesce destinato al cibo per cani e per gatti, un mercato in espansione esponenziale. In Australia i gatti mangiano 14 kg di pesce a testa l'anno, gli uomini solo 11.
Questa perversa catena non è sostenibile e rischia di provocare danni irreversibili all'ecosistema degli oceani. Sarebbe opportuno mangiare meno carne, ingrassare meno gli animali di allevamento e riconvertire buona parte della produzione agricola all'alimentazione umana. Ci guadagnerebbe anche la salute, con una sostanziale riduzione del rischio cardiaco.

lunedì 17 novembre 2008

Le migliori voci di sempre

La rivista americana Rolling Stone ha chiesto a un panel di musicisti, discografici e critici di elencare i venti cantanti più importanti della musica leggera, poi ha fatto analizzare i dati ad Ernst & Young che hanno stilato la classifica delle cento migliori voci di tutti i tempi.
Vince la regina del soul, Aretha Franklin. La top ten prosegue con Ray Charles, Elvis Presley, Sam Cooke, John Lennon, Marvin Gaye, Bob Dylan, Otis Redding, Stevie Wonder e James Brown. Tra i primi dieci solo tre sono ancora vivi, compresa la vincitrice. Scorrendo la classifica i contemporanei prevalgono (19 sui primi 30).
La cosa carina è che i profili dei primi dieci e di altri eminenti classificati sono scritti da altri artisti. Aretha è raccontata da Mary J. Blige, Ray Charles da Billy Joel, Elvis Presley da Robert Plant e così via. Mi piace molto il ritratto di John Lennon che fa Jackson Browne e quello di Bob Dylan tratteggiato da Bono, che conclude dicendo che Dylan ha rivoluzionato il cantare come Brando il recitare.
Naturalmente le critiche sono piovute immediate e violente. Molti lamentano che nei cento non vi sia Frank Sinatra, altri che Aretha meriti il primo posto ma che è assurdo che in classifica non vi sia Ella Fitzgerard. Di certo non c'è Madonna, mentre sono nella lista Whitney Houston e Mariah Carey (che però hanno due voci fenomenali, soprattutto la seconda).
C'è anche Tom Waits, quindi mi chiedo perchè non Leonard Cohen. Pochi i cantanti rock, mentre 33 su 100 sono ascrivibili al rhythm and blues. Ci sono Joni Mitchell (42) e David Bowie (23), Axl Rose (64) e Patti Smith (83).
Mancano molti dei miei preferiti, ma non sono superstar: Stanard Ridgeway, Laura Nyro, Adam Duritz dei Counting Crows, Harry Nillsson, Randy Newman, Shelby Lynne.
Mancano Robert Smith dei Cure, Peter Gabriel e Grace Slick ma soprattutto non c'è Sting, che resta una delle voci più importanti e originali degli anni '80. Se vi viene in mente qualche altro assente illustre scrivetelo.

domenica 16 novembre 2008

Venti del Canada

La centrale eolica di Melancthon è stata inaugurata il 30 ottobre, dopo tre anni di lavori. Con la sua capacità di 199,5 MW è il più grande impianto eolico mai costruito in Canada.
Secondo l'impresa Canadian Hydro che lo ha realizzato, le 133 turbine dell'impianto in un anno sono in grado di produre 545 GW, abbastanza per soddisfare il fabbisogno di 70.000 case.
Nei prossimi mesi nella regione dell'Ontario saranno inaugurati altri impianti eolici, mentre ulteriori progetti sono in corso in Alberta e Quebec. Il Canada ha deciso di chiudere tutte le sue centrali a carbone entro il 2014.

sabato 15 novembre 2008

Mille pezzi facili

Ieri sera, al calare delle tenebre, i collaboratori di Adam Neate hanno cominciato a spargere per Londra i mille dipinti formato A3 come quello della foto qui a fianco. Ognuno è differente nelle combinazioni di colore e nelle aggiunte manuali e tutti sono firmati dall'artista. Come annunciato nei giorni precedenti, i quadri sono stati lasciati nei luoghi più disparati, dalle vetrine dei negozi agli angoli nascosti.
Inevitabilmente dopo poche ore dalla disseminazione alcuni di questi pezzi erano già all'asta su eBay.
L'autore non si scompone e dichiara alla BBC che "gli uomini sono uomini e fare soldi piace a tutti. Non ho niente in contrario se qualcuno li mette all'asta su eBay e se può servire a far loro passare meglio il Natale".

FDG 081115 #389

Pompieri in lotta, Barcellona

venerdì 14 novembre 2008

Brutti ma buoni

Due giorni fa l'Europa ha modificato gli standard di mercato di 26 tipi di frutta e vegetali protetti fino ad oggi da rigidi criteri estetici. Tra poco negli scaffali dei supermarket e sui banchi dei fruttaroli troveremo carote biforcute, meloni nani, cetrioli gobbi e albicocche asimmetriche, fino ad oggi bandite dalla distribuzione.
La decisione sembrerebbe saggia e tardiva, ma non tutti la pensano così. I Francesi ad esempio sostengono che l'ingresso sul mercato di verdura "brutta" porterà ad un abbassamento dei prezzi e quindi a un danno per i produttori. Opinione diffusa, tanto che la maggioranza degli stati membri (16 su 27) ha votato contro la deregulation, seppure non in numero sufficiente da raggiungere la "maggioranza qualificata" che avrebbe bloccato l'iter del provvedimento. Anche l'Italia ha votato contro. I favorevoli sono stati Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lussemburgo, con l'astensione di Austria e Portogallo.
Secondo Mariann Fischer Boel, commissario danese all'agricoltura, "non c'è nessun motivo di regolare queste cose a livello europeo, molto meglio che se ne occupi il mercato. In questo clima di crisi economica i consumatori devono poter scegliere nella gamma più vasta possibile di prodotti. Non ha senso gettare merce ottima solo perche ha una forma sbagliata".
Attualmente ad esempio il Regolamento Comunitario (EEC) N. 1677/88 stabilisce che un cetriolo, per essere di Classe 1, deve avere una curvatura inferiore ai 10mm ogni 10 cm di lunghezza, ovvero il 10%. Per quelli di classe 2 la curva tollerata è il doppio. Molti euroscettici hanno citato in varie occasioni queste norme come esempio dell'inutile e bizantina sovrabbondanza di norme comunitarie.
Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore a luglio 2009, accetta la deformità di carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavolini di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, cetrioli, funghi coltivati, aglio, mandorle, verze, meloni, cipolle, piselli, spinaci, noci, cicoria e altri.
Restano strettamente sottoposti agli standard di perfezione estetica dieci prodotti cruciali, perché da soli raggiungono il 75% delle transazioni ortofrutticole tra paesi UE : mele, agrumi, kiwi, lattuga, pesche e nettarine, pere, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori. Questi dieci articoli potranno essere venduti deformi o atrofici solo se sui banchi sarà visibile la scritta "prodotti destinati alla trasformazione".
Per gli occhiuti legislatori di Bruxelles con i pomodori gobbi si può fare la conserva, ma non la caprese.

La nuova energia dell'Europa

Il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e il commissario per l'energia Andris Piebalgs (foto) hanno presentato il piano dell'Europa per la sicurezza e la solidarietà energetica.
Il piano propone alcune azioni prioritarie per rendere l'Europa più indipendente e sostenibile nel cruciale settore dell'energia. Il presidente Barroso ha spiegato che il piano, che prevede investimenti di almeno duemila miliardi di euro entro il 2030, renderà la politica energetica europea "sicura, sostenibile e competitiva".
Ricordando che il costo dell'energia è cresciuto del 15% solo nel 2008, Barroso ha rimarcato la necessità di diversificare le forniture. Oggi l'Europa importa il 61% dell'energia (sarà il 70% entro il 2020), principalmente dalla Russia, che ci fornisce il 42% del gas, un terzo del petrolio e un quarto del carbone.
Le azioni prioritarie per evitare eccessive dipendenze comprendono l'allaccio delle repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) alla rete energetica europea, mentre oggi dipendono dalle forniture russe. La costruzione di gasdotti meridionali che siano in grado di raggiungere l'Europa dal Medio Oriente e dal Mar Caspio. La creazione di una rete energetica mediterranea che porti nel nostro continente i giacimenti di gas naturale e l'energia prodotta dalle nuove centrali solari del nord Africa.
Tutto questo stettamente connesso con il pacchetto clima 20+20+20 che la Commissione intende approvare entro il 2008 e che, secondo Barroso, ridurrà la dipendenza energetica dell'Europa di un quarto. Per il presidente non si può ripetere l'errore fatto con la crisi finanziaria, ovvero intervenire in ritardo. E sarebbe ''sbagliato'' rivedere le ambizioni europee a causa del tracollo dei mercati, perché è proprio ora che si deve ''aumentare il nostro impegno'' e indirizzare le industrie verso politiche di approvvigionamento eco-compatibili. ''Se gli stati membri vogliono un sostegno per le industrie non devono ricorrere a vecchi sistemi ma seguire il tracciato europeo e guardare alle fonti rinnovabili'', ha sottolineato. Barroso non ha escluso che le misure 'verdi', ''motore dell'Europa'', potrebbero essere anche incentivate da aiuti comunitari a settori come quello automobilistico, il più recalcitrante verso l'orizzonte ecologico.
Berlusconi e il governo italiano sono avvertiti.

mercoledì 12 novembre 2008

Caccia al quadro

C'erano una volta Keith Haring e Jean Michel Basquiat. Oggi c'è Adam Neate (foto), londinense astro nascente della street art, che ultimamente ha venduto dipinti anche per 50.000 Euro.
Adam Neate (30) ha annunciato che venerdì prossimo spargerà mille sue opere in giro per Londra. Dall'alba in poi i suoi collaboratori semineranno quadri partendo dalle periferie e convergendo verso il centro della city.
"Ho sempre sognato di fare una mostra in tutta Londra, di occupare la città in un colpo solo" ha detto Neate. Le opere saranno tutte firmate e poi abbandonate con nonchalanche al loro destino. "Spero che tutti abbiano la possibilità di vederle, ma una volta che sono sparse per la città non mi interessa la fine che faranno".
Una scelta coerente per il capofila degli street artist britannici, ma probabilmente venerdì a Londra si scatenerà una vera caccia al quadro. Secondo l'Independent i mille dipinti "a perdere" di Adam Neate avranno un valore di almeno un milione di sterline (1,2 milioni di euro).

FDG 081112 #388

Plaza dels Paisos Catalans, Barcelona