mercoledì 18 settembre 2019
L'inflazione in Europa
lunedì 16 settembre 2019
Ric Ocasek, 1944 - 2019
Ric Ocasek, membro fondatore dei Cars, è morto ieri nel suo appartamento di New York, apparentemente per cause naturali. Lo ha trovato morto la ex moglie Paulina Porizkova, dalla quale si era separato nel 2007 dopo 28 anni di matrimonio ma con cui era ancora in ottimi rapporti.
I Cars erano nati a Boston nel 1976 e hanno rappresentato un unicum nella scena rock a cavallo tra gli anni '70 e '80. Il loro stile particolare, grossolanamente classificato nella new wave, univa il guitar rock anni '70 con il sound elettronico degli Eighties. Canzoni in genere brevi, minimaliste, con ritornelli contagiosi e pochi virtuosismi strumentali. I loro primi cinque album hanno realizzato in totale 17 dischi di platino negli USA. In Italia non hanno mai raggiunto la grande popolarità, con l'eccezione della ballata seminale Drive dal quinto album Heartbeat City del 1984, che però non è cantata da Ocasek, come quasi tutti i pezzi della band, ma dal bassista Benjamin Orr. Lo stesso Orr morì a causa di un tumore al pancreas nel 2000.
I Cars si sciolsero nel 1988. Da allora Ocasek proseguì la sua carriera come solista (sette album, il più recente Nexterday nel 2005) e produttore.
I Cars erano nati a Boston nel 1976 e hanno rappresentato un unicum nella scena rock a cavallo tra gli anni '70 e '80. Il loro stile particolare, grossolanamente classificato nella new wave, univa il guitar rock anni '70 con il sound elettronico degli Eighties. Canzoni in genere brevi, minimaliste, con ritornelli contagiosi e pochi virtuosismi strumentali. I loro primi cinque album hanno realizzato in totale 17 dischi di platino negli USA. In Italia non hanno mai raggiunto la grande popolarità, con l'eccezione della ballata seminale Drive dal quinto album Heartbeat City del 1984, che però non è cantata da Ocasek, come quasi tutti i pezzi della band, ma dal bassista Benjamin Orr. Lo stesso Orr morì a causa di un tumore al pancreas nel 2000.
I Cars si sciolsero nel 1988. Da allora Ocasek proseguì la sua carriera come solista (sette album, il più recente Nexterday nel 2005) e produttore.
Il governo vincerà la scommessa sull'ambiente?
La novità principale del nuovo governo Conte è la riconosciuta centralità delle politiche ambientali nelle strategie economiche e sociali. Una bella notizia per chi, come me, invoca da una ventina d'anni scelte politiche mirate allo sviluppo sostenibile, ma una scommessa difficile da vincere in tempi brevi. L'Italia sconta un ritardo pesante, che non sarà semplice colmare.
Oggi i tempi sarebbero maturi per una decisa svolta ambientale. Nell'attesa delle scelte politiche i segnali più importanti vengono dal mondo della finanza e del capitale. A livello globale le imprese verdi volano, le energie rinnovabili producono nuova occupazione, i fondi di investimento puntano con decisione sulla sostenibilità. In Italia le cose vanno diversamente. La classe politica, con poche eccezioni, non ha ancora compreso le potenzialità dello sviluppo sostenibile. L'imprenditoria e il sindacato non sono state da meno (FCA è rimasto in pratica l'unico grande gruppo automotive che non ha ha listino un modello ibrido o elettrico). Invertire la rottà sarà faticoso.
"Ci adopereremo affinché la protezione dell'ambiente e delle biodiversità, e auspico anche dello sviluppo sostenibile, siano inseriti tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale" ha detto il premier Conte nel suo discorso alla Camera. "Siamo felici per le parole nette e incontrovertibili del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte" ha chiosato il ministro dell'ambiente Costa. Ambedue erano allo stesso posto nel precedente governo grillo-leghista, che non ha brillato per l'azione sui temi ambientali. Del resto la Lega e Salvini, allora europarlamentare, erano stati tra i pochi a votare contro la ratifica dell'Accordo di Parigi sul clima al parlamento di Strasburgo. Il primo governo Conte lo scorso giugno aveva anche respinto la richiesta di dichiarare in Italia l'emergenza climatica-ambientale.
Per realizzare il Green New Deal italiano il governo punta sull'aiuto dell'Europa. La nuova Commissione guidata da Ursula VdL punta molto sull'ambiente e ha affidato la gestione strategica del pacchetto al primo vicepresidente esecutivo Timmermans. E il neoministro all'economia Gualtieri alla prima riunione Ecofin ha subito chiesto lo scorporo degli investimenti green dal deficit.
Economia circolare, lotta ai cambiamenti climatici, rigenerazione urbana, transizione energetica, risanamento idrogeologico, protezione della biodiversità. Su questi e molti altri temi si gioca il futuro dell'Italia e la reputazione del nuovo governo. Ma, come scriveva Alexander Langer, la società sostenibile non esisterà se non sarà socialmente desiderabile. In un paese come il nostro, che si infatua dei cambiamenti di facciata ma è ostile a quelli di sostanza, la nuova rotta virtuosa non sembra un percorso facile.
Oggi i tempi sarebbero maturi per una decisa svolta ambientale. Nell'attesa delle scelte politiche i segnali più importanti vengono dal mondo della finanza e del capitale. A livello globale le imprese verdi volano, le energie rinnovabili producono nuova occupazione, i fondi di investimento puntano con decisione sulla sostenibilità. In Italia le cose vanno diversamente. La classe politica, con poche eccezioni, non ha ancora compreso le potenzialità dello sviluppo sostenibile. L'imprenditoria e il sindacato non sono state da meno (FCA è rimasto in pratica l'unico grande gruppo automotive che non ha ha listino un modello ibrido o elettrico). Invertire la rottà sarà faticoso.
"Ci adopereremo affinché la protezione dell'ambiente e delle biodiversità, e auspico anche dello sviluppo sostenibile, siano inseriti tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale" ha detto il premier Conte nel suo discorso alla Camera. "Siamo felici per le parole nette e incontrovertibili del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte" ha chiosato il ministro dell'ambiente Costa. Ambedue erano allo stesso posto nel precedente governo grillo-leghista, che non ha brillato per l'azione sui temi ambientali. Del resto la Lega e Salvini, allora europarlamentare, erano stati tra i pochi a votare contro la ratifica dell'Accordo di Parigi sul clima al parlamento di Strasburgo. Il primo governo Conte lo scorso giugno aveva anche respinto la richiesta di dichiarare in Italia l'emergenza climatica-ambientale.
Per realizzare il Green New Deal italiano il governo punta sull'aiuto dell'Europa. La nuova Commissione guidata da Ursula VdL punta molto sull'ambiente e ha affidato la gestione strategica del pacchetto al primo vicepresidente esecutivo Timmermans. E il neoministro all'economia Gualtieri alla prima riunione Ecofin ha subito chiesto lo scorporo degli investimenti green dal deficit.
Economia circolare, lotta ai cambiamenti climatici, rigenerazione urbana, transizione energetica, risanamento idrogeologico, protezione della biodiversità. Su questi e molti altri temi si gioca il futuro dell'Italia e la reputazione del nuovo governo. Ma, come scriveva Alexander Langer, la società sostenibile non esisterà se non sarà socialmente desiderabile. In un paese come il nostro, che si infatua dei cambiamenti di facciata ma è ostile a quelli di sostanza, la nuova rotta virtuosa non sembra un percorso facile.
We need an
ambitious Green New Deal for Europe, which shapes the future for our
children and ensures their health, prosperity and security on a green
and thriving planet.
— Frans Timmermans
(@TimmermansEU) September
10, 2019
martedì 10 settembre 2019
Europa, I 5stelle da Farage ai Verdi?
Non sono ancora in programma incontri ufficiali, ma i contatti sono in corso da tempo. Il Movimento 5 Stelle sta accarezzando l'idea di entrare nel gruppo dei Verdi al parlamento europeo. Attualmente i grillisti non fanno parte di alcun raggruppamento, il che limita i fondi erogati da Strasburgo e i tempi di intervento in aula. Da parte dei Verdi, che sono già un gruppo politicamente molto eterogeneo, le ostilità sarebbero in calo, malgrado una diffidenza per una forza politica che non aveva esitato ad allearsi con gli antieuropeisti di Farage nella precedente legislatura.
Il gruppo ambientalista, dopo il buon successo ottenuto in alcuni paesi alle ultime elezioni, può contare su 74 europarlamentari ed è il quarto a Strasburgo come consistenza dopo PPE, PSE e RE (ex ALDE). La pattuglia però sara ridimensionata dopo la Brexit, dovendo rinunciare agli 11 membri eletti in Gran Bretagna. L'ingresso dei 14 eurodeputati 5 stelle eviterebbe il sorpasso da parte del gruppo sovranista Identità e Democrazia, che può contare su 73 MEP.
Il gruppo ambientalista, dopo il buon successo ottenuto in alcuni paesi alle ultime elezioni, può contare su 74 europarlamentari ed è il quarto a Strasburgo come consistenza dopo PPE, PSE e RE (ex ALDE). La pattuglia però sara ridimensionata dopo la Brexit, dovendo rinunciare agli 11 membri eletti in Gran Bretagna. L'ingresso dei 14 eurodeputati 5 stelle eviterebbe il sorpasso da parte del gruppo sovranista Identità e Democrazia, che può contare su 73 MEP.
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