La Regione Umbria ha approvato una legge per il sostegno dei gruppi di acquisto solidale (GAS) e per la promozione dei prodotti alimentari locali, da filiera corta, di qualità.
I gruppi di acquisto solidale hanno ancora storia breve (il primo fu fondato a Fidenza nel 1994) ma la loro diffusione è ormai capillare. Il provvedimento votato dal consiglio regionale di Perugia è il primo in Italia dedicato all'incentivazione di un modello di consumo consapevole e sostenibile, che promuove l'economia locale e l'equità.
La legge umbra prevede tre tipologie di prodotti da acquistare e distribuire tramite i GAS: i prodotti da filiera corta che prevedono modalità di distribuzione diretta dal produttore al consumatore, i prodotti locali per il cui trasporto dalla produzione al consumo produce meno di 45 Kg CO2 per tonnellata, i prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità e provenienti da coltivazioni biologiche. I comuni dovranno impegnarsi a concedere spazi pubblici e locali per favorire il rapporto diretto tra produttori e consumatori.
domenica 6 febbraio 2011
sabato 5 febbraio 2011
Electronic Trash
Giovedì scorso il Parlamento Europeo ha approvato il testo di una nuova direttiva per lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, destinata a sostituire quella in vigore dal 2004 nota con l'acronimo WEEE, che sta per waste electrical and electronic equipment. Il provvedimento, presentato dal deputato tedesco Karl-Heinz Florenz (CDU), mira a rendere molto più stringenti le norme per il conferimento dei rottami elettronici.
Le stime parlano di nove milioni di tonnellate di rifiuti elettronici l'anno, che significa più di 22 Kg per ogni cittadino europeo. Oggi meno del 30% viene riciclato, mentre il resto va in discarica. I più virtuosi sono gli Svedesi, con 16 Kg per abitante. In Italia solo uno dei 22 Kg viene riciclato.
Secondo il testo approvato i rifiuti elettronici dovranno essere riciclati con percentuali dal 50 al 75% entro il 2016 a seconda della tipologia. Un articolo cruciale prevede che le spese di smaltimento siano divise tra produttori, venditori e utenti, mentre oggi sono generalmente a carico della comunità locale, quindi degli utenti.
I rifiuti elettronici hanno componenti fortemente tossici ma anche una percentuale di metalli preziosi. Ad esempio da centomila telefonini si possono ricavare 25 Kg di argento, 2.4 Kg di oro e 900 Kg di rame.
Il testo ha avuto 580 voti favorevoli, 37 contrari e 22 astenuti. Tra i contrari brillano gli europarlamentari della Lega Nord, che inebriati dal federalismo non sembrano interessati al problema (confrontare il verbale di votazione a pag. 53).
Per entrare in vigore la nuova direttiva dovrà passare il vaglio del Consiglio Europeo. Il dibattito è in agenda per il prossimo mese di marzo e si prevedono forti resistenze dei paesi meno virtuosi, Italia in testa.
Le stime parlano di nove milioni di tonnellate di rifiuti elettronici l'anno, che significa più di 22 Kg per ogni cittadino europeo. Oggi meno del 30% viene riciclato, mentre il resto va in discarica. I più virtuosi sono gli Svedesi, con 16 Kg per abitante. In Italia solo uno dei 22 Kg viene riciclato.
Secondo il testo approvato i rifiuti elettronici dovranno essere riciclati con percentuali dal 50 al 75% entro il 2016 a seconda della tipologia. Un articolo cruciale prevede che le spese di smaltimento siano divise tra produttori, venditori e utenti, mentre oggi sono generalmente a carico della comunità locale, quindi degli utenti.
I rifiuti elettronici hanno componenti fortemente tossici ma anche una percentuale di metalli preziosi. Ad esempio da centomila telefonini si possono ricavare 25 Kg di argento, 2.4 Kg di oro e 900 Kg di rame.
Il testo ha avuto 580 voti favorevoli, 37 contrari e 22 astenuti. Tra i contrari brillano gli europarlamentari della Lega Nord, che inebriati dal federalismo non sembrano interessati al problema (confrontare il verbale di votazione a pag. 53).
Per entrare in vigore la nuova direttiva dovrà passare il vaglio del Consiglio Europeo. Il dibattito è in agenda per il prossimo mese di marzo e si prevedono forti resistenze dei paesi meno virtuosi, Italia in testa.
venerdì 4 febbraio 2011
Doverose smentite
Stamattina alle 11:47, mentre Berlù era a Bruxelles per il Consiglio Europeo, l'ANSA batteva questa agenzia:
(ANSA) - MILANO, 4 FEB - Negli atti dell'inchiesta milanese sul caso Ruby non ci sono foto che ritraggono Silvio Berlusconi nudo in compagnia di alcune ragazze ospiti ad Arcore. Lo si apprende da fonti giudiziarie.
Provate a immaginare che al posto di Berlusconi ci sia scritto il nome di Cameron o Zapatero, di Obama o Sarkozy. Impossibile. Nessuna democrazia occidentale tollererebbe solo il pensiero che il proprio premier possa essere stato ritratto nudo con un gruppo di ragazze che hanno almeno 50 anni meno di lui. In Italia l'ipotesi è talmente realistica da meritare una smentita ufficiale.
(ANSA) - MILANO, 4 FEB - Negli atti dell'inchiesta milanese sul caso Ruby non ci sono foto che ritraggono Silvio Berlusconi nudo in compagnia di alcune ragazze ospiti ad Arcore. Lo si apprende da fonti giudiziarie.
Provate a immaginare che al posto di Berlusconi ci sia scritto il nome di Cameron o Zapatero, di Obama o Sarkozy. Impossibile. Nessuna democrazia occidentale tollererebbe solo il pensiero che il proprio premier possa essere stato ritratto nudo con un gruppo di ragazze che hanno almeno 50 anni meno di lui. In Italia l'ipotesi è talmente realistica da meritare una smentita ufficiale.
L'Europa investe in Bosnia
Due giorni fa la Commissione Europea ha approvato un finanziamento di 92 milioni di Euro per la Bosnia, reperiti all'interno del programma IPA (Instrument for Pre-Accession Assistance). I fondi saranno destinati principalmente al consolidamento della legalità e a misure economiche anti crisi. 32 milioni serviranno a rafforzare la lotta alla corruzione e 45 milioni a realizzare nuove infrastrutture, particolarmente nel ciclo delle acque e dei rifiuti.
La Bosnia Herzegovina punta a presentare la domanda formale di adesione all'Unione Europea entro il 2012, prima tappa fondamentale verso l'integrazione europea.
La Bosnia Herzegovina punta a presentare la domanda formale di adesione all'Unione Europea entro il 2012, prima tappa fondamentale verso l'integrazione europea.
giovedì 3 febbraio 2011
Maria Schneider, 1952 - 2011
Ultimo Tango a Parigi quando uscì in Italia era vietato ai minori di 18 anni ed io ero troppo piccolo per andarlo a vedere. Confesso anche che Maria Schneider non mi piaceva, troppo formosa con quelle tettone nell'epoca di Twiggy e Jane Birkin. Però comprai la colonna sonora di Gato Barbieri, bellissima.
Elaborare il lutto
"La Corte Costituzionale ha deciso che nella localizzazione di futuri impianti nucleari sarà necessario, seppur non vincolante, il parere delle regioni. Molto bene. Si apre la strada per una positiva competizione fra le diverse regioni".
C. Testa oggi su Il Foglio
C. Testa oggi su Il Foglio
Croazia in Europa nel 2013. Forse.
L'ingresso della Croazia in Europa è ancora rimandato. L'ultima previsione parla del 2013 "se tutto andrà bene", con la possibilità di uno slittamento fino al 2014. La previsione è di Hannes Swodoba, eurodeputato socialista austriaco incaricato di riferire al parlamento europeo sul progresso dei negoziati. La presidenza di turno UE dell'Ungheria ha confermato pochi giorni fa il suo impegno per concludere i negoziati con la Croazia entro il suo mandato (giugno 2011). Alcune questioni centrali però non sono ancora risolte, come la corruzione, la riforma della pubblica amministrazione, il libero mercato e il ritorno dei profughi della guerra del 1991-1995.
La Croazia ha chiuso 26 dei protocolli negoziali, ma nove restano ancora aperti. I più complessi sembrano quelli dei diritti fondamentali e giudiziari e del libero mercato. Su quest'ultimo tema il problema fondamentale resta quello dei cantieri navali, in grave crisi e alla ricerca di investitori privati. Jadranska Ulaganja, un tour operator di Zagabria, ha offerto una kuna (13 Eurocent) per acquistare i cantieri di Rijeka, che nel 2009 hanno perso 61 milioni di Euro. Il più grande cantiere navale del paese, la Brodosplit di Spalato, è in attesa di un'offerta, che pare possa arrivare dalla DIV, una fabbrica di carbone.
La premier croata Jadranka Kosor ha dichiarato la sua fiducia nel fatto che la Croazia concluderà i negoziati entro marzo per ottenere entro giugno 2011 una data certa di ingresso nell'Unione Europea. Dopo la chiusura dei negoziati l'adesione deve essere ratificata da tutti i 27 paesi membri e l'Olanda ha già manifestato le sue riserve. La Croazia paga in qualche modo l'annessione di Bulgaria e Romania, che a posteriori molti hanno giudicato troppo rapida. Ad oggi l'ingresso per il 2013 non sembra certo, ma il 2014 resta l'obiettivo finale, per permettere al paese di partecipare alle elezioni europee in programma lo stesso anno.
La Croazia ha chiuso 26 dei protocolli negoziali, ma nove restano ancora aperti. I più complessi sembrano quelli dei diritti fondamentali e giudiziari e del libero mercato. Su quest'ultimo tema il problema fondamentale resta quello dei cantieri navali, in grave crisi e alla ricerca di investitori privati. Jadranska Ulaganja, un tour operator di Zagabria, ha offerto una kuna (13 Eurocent) per acquistare i cantieri di Rijeka, che nel 2009 hanno perso 61 milioni di Euro. Il più grande cantiere navale del paese, la Brodosplit di Spalato, è in attesa di un'offerta, che pare possa arrivare dalla DIV, una fabbrica di carbone.
La premier croata Jadranka Kosor ha dichiarato la sua fiducia nel fatto che la Croazia concluderà i negoziati entro marzo per ottenere entro giugno 2011 una data certa di ingresso nell'Unione Europea. Dopo la chiusura dei negoziati l'adesione deve essere ratificata da tutti i 27 paesi membri e l'Olanda ha già manifestato le sue riserve. La Croazia paga in qualche modo l'annessione di Bulgaria e Romania, che a posteriori molti hanno giudicato troppo rapida. Ad oggi l'ingresso per il 2013 non sembra certo, ma il 2014 resta l'obiettivo finale, per permettere al paese di partecipare alle elezioni europee in programma lo stesso anno.
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