domenica 30 dicembre 2012
sabato 29 dicembre 2012
Ingroia chi? Ma per favore
Dopo tutto il polverone delle ultime settimane la nuova e la decrepita sinistra, alleate nel colore degli Hare Khrsna, partoriscono questo. Un partito personale, nella migliore tradizione aperta da Berlù e chiusa da Di Pietro. Creato attorno a una persona che, francamente, non ha i fondamentali. Ma di certo esibisce un ego smisurato. "Bersani sa che lo avevo cercato direttamente, non ho ricevuto risposta, me ne farò una ragione. Evidentemente Bersani si sente un po' un Padre eterno, Falcone e Borsellino rispondevano al primo squillo." Ancora una volta i martiri, ripetutamente tirati in ballo da Ingroia, non possono smentire.
E poi cosa sarebbe la "rivoluzione civile"? Qualcosa da contrapporre alla rivoluzione militare? Ma per favore. Certo che Bertinotti, Ferrero, Bonelli, Diliberto, e compagnia reducista se lo sono scelto proprio bene. Del resto a quanto pare saranno tutti candidati, meno Fausto che ha già dato (e avuto). Davvero grandi novità.
venerdì 28 dicembre 2012
Endorsamenti, per futili emotivi
Endorsamenti? Esatto. Come direste voi? Dichiarazione di voto? Sostegno? Patrocinio? Magari il più diretto "stare con"?
No, io endorso, coniando l'ennesimo inglesismo. Dopo taggo, quoto, scannerizzo, twitto e le altre più o meno discutibili innovazioni del lessico.
Endorso un pugno di candidati alle primarie del PD. Gente che sta vivendo trafelata la più corta campagna elettorale della storia. Gente che si è messa in gioco senza fare calcoli (del resto non c'era tempo), solo con la voglia, questa volta, di metterci la faccia. Gente valutata non per il genere, nè per il legame a schieramenti o mozioni, che certo conta e pesa, ma può non bastare. Gente scelta per futili emotivi, diciamo così.
A Torino Roberto Tricarico, sentendo però la mancanza di Noemi Gallo. A Milano Teresa Cardona, brava e coraggiosa. Ci sarebbe anche una brillante promessa come Francesca Terzoni, ma non posso endorsarne due, non è corretto. A Monza Pippo Civati, che da talento vero dovrebbe smetterla di parlare in prima persona plurale e di sottolineare che tutto quello che sta succedendo nella politica italiana lui lo aveva già detto e predetto.A Ferrara Alessandro Bratti, perché è competente e non si tira mai indietro (sperando che si smarchi un po' di più). A Bologna Salvatore Vassallo perché il PD ha un grande bisogno di gente come lui (anche se Benedetto Zacchiroli merita, ma per lui vale il discorso fatto per Francesca Terzoni). A Cesena Sandro Gozi, un altro di cui il PD ha un gran bisogno ma che si è ritirato. Ad Ancona Eliana Maiolini, che si è messa in gioco con coraggio ed entusiasmo sfidando la logica dei porti sicuri e delle appartenenze convenienti. A Fermo Angela Cossiri, brillante e defilata, candidata malgré lui e forse per questo anche più attraente.
Poi ci sono molti altri candidati che conosco che meritano stima e rispetto. E probabilmente sono ancora di più candidati in gamba che sono fuori dalle mie cerchie, come direbbe google+. E ci saranno quelli di cui mi sono semplicemente dimenticato, che di certo non me la faranno passare liscia.
Però le primarie sono una gran bella cosa, anche quando diventano una sveltina come stavolta, una scappatella vissuta tra Natale e Capodanno. Roba da cinepanettone? Neanche per idea. Niente sarà più come prima. Ce ne accorgeremo. Se ne accorgeranno.
mercoledì 26 dicembre 2012
C'è chi scende e c'è chi sale
Chissà se l'idea e sua o di qualche spin doctor. Di certo il termine salire in politica utilizzato oggi da Mario Monti non mi sembra particolarmente evocativo, nè innovatore. Certo, l'immagine corrente di scendere in politica è un retaggio di terminologia bellicosa o perlomeno agonistica: si scende nell'arena, si combattono gli avversari, se va bene si vince. Altrimenti si ritorna da dove si è venuti.
Vocabolario obsoleto, according to M.M. Il premier ormai ex tecnico contrappone una visione "alta" e nobile secondo la quale in politica non si scende ma si sale. Monti lo ha detto con la soddisfazione di chi ha inventato chissà cosa, ma la novità lessicale a mio avviso è risibile e anche controproducente. Intanto perché qualcuno vorrà subito sapere attraverso quale strumento avviene l'elevazione. Nomina divina, plebiscito, acclamazione, promuoveatur ut moveatur? Si potrebbe poi obiettare che si è in grado di salire quando si è raggiunto un consenso indiscutibile. Non il caso di Monti, per ora. Qualcuno potrebbe anche evocare poco nobili riferimenti ferrotranvieri: salire sul tram, sul treno, insomma approfittare del passaggio.
L'altra affermazione incomprensibile di oggi è di P.L. Bersani, che dopo i cinguettii di M.M. replica immediatamente augurandosi che il premier sia "neutrale" o "al di sopra delle parti". Un ossimoro. Chi entra in politica (può farlo salendo o scendendo, poco cambia) diventa necessariamente uomo di parte. Anzi, di partito. Forse che dichiararsi centrista significa essere meno di parte? Naturalmente no.
Secondo me sia M.M. che P.L.B. hanno ancora sullo stomaco il pranzo di Natale.
lunedì 24 dicembre 2012
domenica 23 dicembre 2012
Imbarazzante
Che vergogna. Come quei laureati che vanno in Calabria a fare gli esami di stato. Questa Bersani e Bindi se la potevano davvero risparmiare.
10 tristi canzoni natalizie
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