martedì 6 maggio 2008

Dare i numeri

Qualche anno fa ho messo Worldometers tra i miei preferiti. Sul sito i numeri corrono veloci. Quanti sono i nati e i morti oggi, quanta gente va al cinema e come crescono le emissioni di CO2. Il conteggio in tempo reale degli obesi del pianeta e di quanti fulmini cadono sulla terra (quest'anno già più di un miliardo).
Molti dati sono sempre aggiornati ma c'è anche una sezione temporanea, dedicata ai temi di attualità, che cambia ogni mese. A marzo si occupava delle tonnellate di spazzatura abbandonata nelle strade di Napoli.
Sono questi i miracoli della rete.

lunedì 5 maggio 2008

Manierismo urbano e sostenibilità

Il Consiglio di South Hams ha dato il via libera alla costruzione di Sherford, la nuova città che la Fondazione del Principe Carlo realizzerà nel Devon, a 170 Km da Londra.
Sherford sarà nuova, ma non moderna, almeno nelle apparenze. La città, che quando sarà ultimata avrà 5.500 unità immobiliari e 12.000 residenti, è concepita come una sorta di parco tematico ottocentesco. Sono le bizzarre scelte estetiche del principe che, seguendo alcune teorie del new urbanism, rifiuta l'architettura contemporanea e si rifugia in stili e modelli dei tempi andati.
Dietro le facciate colore pastello le case di Sherford saranno ipertecnologiche e relativamente sostenibili. Previsti pannelli solari sui tetti e un parco eolico nelle vicinanze. La mobilità pedonale e ciclabile sarà privilegiata e saranno utilizzati materiali da costruzione prodotti in un raggio di 50 km. Vietato costruire più di cinque piani.
Il progetto è stato fatto proprio dall'immobiliare Red Tree che conta di consegnare i primi 300 alloggi nel 2009 (ecco il cronoprogramma).
Il guru del Principe Carlo è Leon Krier, che alcuni indicano anche come consigliere del nuovo sindaco di Roma Gianni Alemanno.

domenica 4 maggio 2008

Civiltà e democrazia

Copio dal blog di Marco Simoni, che vive e vota a Londra:

Candidato Sindaco: - E’ stata una competizione dura. Mi dispiace non aver guadagnato quei pochi punti in più che ci avrebbero garantito la vittoria. E’ stata solo colpa mia.

Un Leader Nazionale: - Vorrei congratularmi col vincitore, in città è stata una competizione interessante. Sono arrabbiato per la sconfitta, e sono in disaccordo con il Candidato. La responsabiltà della sconfitta e di tutti noi.

Segnali dal Pacifico

Ieri Barack Obama ha vinto con margine davvero minimo le primarie di Guam, avamposto occidentale degli USA nelle isole Marianne, in Micronesia. I sondaggi davano Obama avanti di almeno dieci punti, ma alla fine il distacco è stato di soli sette voti. Alle primarie, che si svolgevano con il metodo dei caucus, hanno partecipato oltre 4500 democratici, tre volte il numero di quanti votarono nel 2004. I quattro delegati in palio sono stati divisi equamente e il conteggio aggiornato è di 1742 a 1606 (si vince con 2024). Guam esprime anche tre superdelegati: uno appoggia Obama, uno la Clinton mentre il terzo non si è ancora schierato.

venerdì 2 maggio 2008

Billary, Barack e i numeri

Tutti gli analisti concordano che per Barack Obama l'ultimo mese è stato il più duro di tutta la campagna. La sonora sconfitta in Pennsylvania, i deliri del suo pastore, la gaffe sull'america rurale.
Eppure proprio in queste settimane i superdelegati, che saranno gli arbitri della nomination democratica alle presidenziali USA di novembre, sembrano uscire dall'incertezza e schierarsi con il senatore dell'Illinois. Negli ultimi dieci giorni Obama ha incassato l'appoggio di 15 superdelegati, contro dieci di Billary. L'endorsement più clamoroso è quello di Joe Andrew dell'Indiana, a suo tempo nominato da Bill Clinton a dirigere il partito democratico e già schierato con Billary, che ha annunciato di avere cambiato idea. Il divario dei superdelegati, che vedeva la Clinton prevalere con largo margine, si sta riducendo a vista d'occhio.
Secondo i calcoli del team Obama mancano solo 283 delegati per raggiungere i 2025 necessari per la nomination. David Plouffe, manager della campagna di Obama, ha fatto notare che per raggiungere quella soglia la Clinton dovrebbe vincere il 55% dei delegati ancora in palio nelle primarie e due terzi dei superdelegati non ancora schierati. Un'impresa quasi impossibile.
L'analista indipendente Charles Cook scrive nel suo report che "per la Clinton i numeri dei delegati sono pessimi, ma le dinamiche politiche sono un incubo per Obama, che sta diventando radioattivo quasi quanto lei". Martedì 6 si vota in North Carolina e Indiana, con 187 delegati in palio.

giovedì 1 maggio 2008

Revisionismo urbano

Il nuovo sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato, confermando quanto aveva ripetuto in campagna elettorale, che intende smantellare la teca dell'Ara Pacis progettata da Richard Meier (nella foto il giorno dell'inaugurazione del 2006).
Alemanno segue il pensiero di Vittorio Sgarbi, che con la consueta sobrietà aveva definito l'edificio "una pompa di benzina texana". In seconda battuta, abbassando i toni, il sindaco ha precisato che la demolizione non è una priorità e che potrebbe essere oggetto di un referendum popolare.
Il giudizio di Alemanno non nascerebbe dalle sue competenze culturali e professionali (è laureato in ingegneria) ma dalla frequentazione di Leon Krier, architetto lussemburghese che predica modelli urbani settecenteschi. Krier è anche l'ispiratore dell'ex futuro re d'Inghilterra, che invoca il bello nelle costruzioni e poi si sposa con una specie di taglialegna.
L'avversione all'architettura contemporanea unisce tutta l'Italia, senza distinzioni di latitudine e colore politico. Poche settimane fa Berlù aveva lanciato il suo anatema contro i progetti per la riqualificazione della vecchia fiera di Milano (vedi il post del 9 aprile). A Bologna il neoeletto sindaco Cofferati aveva smantellato la city window di Mario Cucinella. Per non parlare dei soprintendenti, unici poteri monocratici rimasti nella democrazia italiana. Tra i niet dei capricciosi funzionari basta ricordare quello di Elio Garzillo alla Porta Sant'Agostino a Modena progettata da Frank Gehry, che poi rinunciò all'incarico.
Personalmente non ho mai amato l'architettura di Meier, ma le città hanno il diritto - anzi il dovere - di cambiare e di avere una facies contemporanea. Quando tra mille anni gli archeologi scaveranno io pretendo che ci sia il mio strato. Invece secondo il pensiero dominante in Italia dobbiamo limitare la nostra cultura architettonica a mantenere, o meglio interpretare, il patrimonio storico.
Berlino, Londra, Parigi, Rotterdam, Valencia, le città europee usano l'architettura contemporanea come elemento di sviluppo e di attrazione. A Roma, Milano, Modena, Bologna e in tutta l'Italia dominano l'ideologia della conservazione e l'horror novi.
Non a caso Ludovico Quaroni ci chiamava Il paese dei barocchi.

E Londra?

Il 1 maggio nel Regno Unito non è festivo. Oggi a Londra è un qualunque giorno feriale: la gente va in ufficio, i bambini a scuola, la borsa è aperta. E si vota per il sindaco. Anzi si è votato, perché i seggi si sono chiusi dieci minuti fa.
Per votare occorre registrarsi, ovvero compilare un modulo e restituirlo in una sede elettorale del proprio quartiere. Non è una scelta facoltativa come negli USA, perché chi non è registrato ha difficoltà anche ad aprire un conto corrente. I votanti registrati sono 5 milioni e mezzo, ovvero circa il 90% della popolazione adulta. C'è un sito in venti lingue con tutte le istruzioni del caso.
Il sindaco laburista in carica Ken Livingstone cerca il terzo mandato ma non è affatto sicuro di una riconferma, tallonato dal capelluto conservatore Boris Johnson. C'è una grande attesa anche per capire chi aveva ragione tra i sondaggisti. Tutti gli istituti prevedono infatti un testa a testa, con l'eccezione di YouGov che attribuisce un vantaggio consistente a Johnson.
Anche a Londra uno dei temi più battuti dai candidati è stata la sicurezza. Livingstone è stato il primo sindaco a introdurre un pedaggio per entrare nel centro città, facendo scuola. Non lo ho mai conosciuto, mentre ho incrociato la sua vice Nicky Gavron in alcuni appuntamenti internazionali. Mi è sembrata competente e impegnata, una bella figura.
Tra poco il verdetto.