We asked @yanisvaroufakis to give "3 words for #Greece's recovery" at #GFMF2016 His answer: "Rescind loan agreement" pic.twitter.com/GSYhWRczz9— NBAD GFMF (@nbad_gfmf) March 9, 2016
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mercoledì 9 marzo 2016
Varoufakis non demorde
domenica 11 ottobre 2015
Grecia, la rivoluzione di Tsipras è rimandata
Da quando Tsipras è stato rieletto premier, dopo avere accettato i diktat della Troika, la Grecia nei media italiani non va più di moda. Anche la sinistra politica nazionale lo ha messo in un cassetto, guardando adesso alle elezioni politiche in Spagna in programma per Natale, sperando che Podemos accenda le luci dell'albero e porti nuove speranze.
La frangia barricadera di Tsyriza, dopo il distacco da Alexis, non ha raggiunto i voti per essere rappresentata in parlamento. L'esodato Varoufakis, a parte le ospitate come quella da Fazio, è ormai politicamente irrilevante. I greci però hanno sotto il materasso 40 miliardi di Euro, che non hanno alcuna intenzione di versare in banca o investire fino a quando la situazione economica non sarà stabilizzata. E sono quei capitali a fare la differenza per la ricrescita della peggiore economia europea. Ne parla oggi Reuters in un articolo in cui scrive che "un pragmatico Tsipras rimanda la rivoluzione greca".
La frangia barricadera di Tsyriza, dopo il distacco da Alexis, non ha raggiunto i voti per essere rappresentata in parlamento. L'esodato Varoufakis, a parte le ospitate come quella da Fazio, è ormai politicamente irrilevante. I greci però hanno sotto il materasso 40 miliardi di Euro, che non hanno alcuna intenzione di versare in banca o investire fino a quando la situazione economica non sarà stabilizzata. E sono quei capitali a fare la differenza per la ricrescita della peggiore economia europea. Ne parla oggi Reuters in un articolo in cui scrive che "un pragmatico Tsipras rimanda la rivoluzione greca".
lunedì 21 settembre 2015
domenica 20 settembre 2015
Tsipras due, otto mesi dopo
Syriza vince le snap elections volute da Alexis Tsipras, questa è una buona notizia. Lo fa con un margine cospicuo che smentisce tutti i sondaggi della vigilia. Unita Popolare, la fronda di sinistra che ha lasciato Syriza, non sembra possa arrivare al tre per cento che garantisce una rappresentanza in parlamento. Ci arriva invece Anel, il partito populista di destra con cui Tsipras aveva formato il governo uscente e che il premier conferma come alleato privilegiato. Come se in Italia Sel si alleasse con Fratelli d'Italia.
L'astensione è stata altissima, tanto che Syriza raccoglie poco più del 18 per cento dell'elettorato. Tanto basta per avere il premio di maggioranza di 50 seggi (su 300 del parlamento greco). Quando lo spoglio è al 75 per cento, Syriza avrebbe il 34.5 dei voti e 145 seggi, più del 48 per cento del parlamento.
L'astensione è stata altissima, tanto che Syriza raccoglie poco più del 18 per cento dell'elettorato. Tanto basta per avere il premio di maggioranza di 50 seggi (su 300 del parlamento greco). Quando lo spoglio è al 75 per cento, Syriza avrebbe il 34.5 dei voti e 145 seggi, più del 48 per cento del parlamento.
sabato 19 settembre 2015
Domani in Grecia si vota
Domani in Grecia si vota, per la terza volta in un anno. Ecco la summa degli ultimi quattordici sondaggi elettorali, elaborata da Bloomberg. A decidere sarà quell'11% di indecisi che nel grafico qui sotto è il terzo partito.
I seggi si chiudono civilmente alle 19, altro che a notte fonda come in Italia. Subito dopo saranno resi noti i primi exit poll.
I seggi si chiudono civilmente alle 19, altro che a notte fonda come in Italia. Subito dopo saranno resi noti i primi exit poll.
venerdì 18 settembre 2015
Elezioni in Grecia, sempre più incertezza
Alexis Tsipras ha dichiarato oggi di non temere i risultati degli ultimi sondaggi, che lo vedono testa testa con i conservatori di Nea Democratia. Secondo Tsipras la sua base di consenso si allarga ben oltre i risultati demoscopici. Sarà.
Gli ultimi cinque sondaggi pubblicati tra giovedì e oggi sono questi:
In quattro dei cinque sondaggi il terzo partito più votato sono i neonazisti di Alba Dorata, ai quali la recente crisi dell'immigrazione dalla Turchia ha portato nuovi consensi. In ascesa anche Pasok e KKE, i due partiti storici della sinistra quasi scomparsi alle ultime elezioni. Unità Popolare, il partito nato dalla scissione a sinistra di Syriza, è dato tra il 3.0 e il 3.5, quindi entrerebbe per un pelo in parlamento..
Gli ultimi cinque sondaggi pubblicati tra giovedì e oggi sono questi:
- Metrisi: Nea Democratia 28.5 - Syriza 27.1
- Alco: Syriza 25.3 - Nea Democratia 25.0
- Metron: Nea Democratia 31.9 - Syriza 31.6
- Interview: Nea Democratia 30.0 - Syriza 28.0
- Pulse: Syriza 28.0 - Nea Democratia 28.0
In quattro dei cinque sondaggi il terzo partito più votato sono i neonazisti di Alba Dorata, ai quali la recente crisi dell'immigrazione dalla Turchia ha portato nuovi consensi. In ascesa anche Pasok e KKE, i due partiti storici della sinistra quasi scomparsi alle ultime elezioni. Unità Popolare, il partito nato dalla scissione a sinistra di Syriza, è dato tra il 3.0 e il 3.5, quindi entrerebbe per un pelo in parlamento..
giovedì 17 settembre 2015
Grecia, i sondaggi dicono pareggio
Saranno gli indecisi a decretare la vittoria nelle elezioni di domenica prossima in Grecia. Gli ultimi due sondaggi danno Syriza davanti a Nea Democratia 29.0 a 28.4 il primo, Nea Democratia davanti a Syriza 30.0 a 29.5 il secondo. Il margine di errore supera il tre per cento, dato l'alto numero di indecisi. Quindi può succedere di tutto.
martedì 15 settembre 2015
In Grecia si vota tra cinque giorni
I riflettori su Atene si sono spenti quando il governo di Tsipras ha accettato le condizioni della Troika, così sono pochi a ricordare che domenica prossima in Grecia si svolgono le elezioni politiche anticipate volute da Tsipras dopo la firma dell'accordo con UE, BCE e FMI.
Non si prevede un successo a valanga di Syriza (Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς, ΣΥΡΙΖΑ), che ha perso qualche pezzo a sinistra e ha deluso molti elettori, particolarmente i giovani. Il partito di Tsipras, che lo scorso gennaio vinse con oltre il 36 per cento dei voti, è insidiato da Nuova Democrazia (Νέα Δημοκρατία), il redivivo partito conservatore dell'ex premier Samaras. Il nuovo leader di Nuova Democrazia, Vangelis Meimarakis, è un navigato politico e la sua immagine grigia non sembrava in grado di ravvivare il partito. Invece Meiramakis ha guadagnato consensi nelle sue apparizioni televisive e gli ultimi sondaggi lo danno in rapida ascesa. Domenica scorsa sono stati pubblicati quattro sondaggi: tre danno ambedue i partiti attorno al 26 per cento, con un leggero vantaggio per Syriza che oscilla dallo 0.3 allo 0.7 per cento. Il quarto, che computa anche il 14 per cento degli indecisi, pone Syriza e Nuova Democrazia in perfetta parità al 31 per cento.
La legge elettorale greca assegna al primo partito un cospicuo bonus di cinquanta deputati. A gennaio Syriza era andata vicina ala maggioranza assoluta, ma era stata costretta a una alleanza con ANEL, un partito populista di destra, rifiutando un accordo con PASOK e KKE, i partiti storici della sinistra greca. Di certo domenica chiunque vinca non avrà i numeri per governare da solo.
Ieri sera Tsipras e Meiramakis si sono frontreggiati nell'ultimo confronto televisivo. I primi commenti riferiscono che non c'è stato un vincitore. Come previsto Tsipras ha ripetutamente accusato il vecchio partito di governo di incapacità e corruzione. Meiramakis a sua volta ha rinfacciato a Tsipras di avere distrutto l'economia greca per salire al potere, bloccando una ripresa appena iniziata, e di non avere mantenuto alcuna promessa elettorale.
Sul fronte delle alleanze Meiramakis si è detto pronto a una grande coalizione che possa includere anche Syryza, mentre Tsipras ha detto che un suo governo sarebbe aperto solo all'ANEL, i Greci Indipendenti di Panos Kammenos, gli attuali alleati populisti di destra (Ανεξάρτητοι Έλληνες). "Ci sarà un governo progressista oppure un governo conservatore" ha aggiunto Tsipras.
Non si prevede un successo a valanga di Syriza (Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς, ΣΥΡΙΖΑ), che ha perso qualche pezzo a sinistra e ha deluso molti elettori, particolarmente i giovani. Il partito di Tsipras, che lo scorso gennaio vinse con oltre il 36 per cento dei voti, è insidiato da Nuova Democrazia (Νέα Δημοκρατία), il redivivo partito conservatore dell'ex premier Samaras. Il nuovo leader di Nuova Democrazia, Vangelis Meimarakis, è un navigato politico e la sua immagine grigia non sembrava in grado di ravvivare il partito. Invece Meiramakis ha guadagnato consensi nelle sue apparizioni televisive e gli ultimi sondaggi lo danno in rapida ascesa. Domenica scorsa sono stati pubblicati quattro sondaggi: tre danno ambedue i partiti attorno al 26 per cento, con un leggero vantaggio per Syriza che oscilla dallo 0.3 allo 0.7 per cento. Il quarto, che computa anche il 14 per cento degli indecisi, pone Syriza e Nuova Democrazia in perfetta parità al 31 per cento.
La legge elettorale greca assegna al primo partito un cospicuo bonus di cinquanta deputati. A gennaio Syriza era andata vicina ala maggioranza assoluta, ma era stata costretta a una alleanza con ANEL, un partito populista di destra, rifiutando un accordo con PASOK e KKE, i partiti storici della sinistra greca. Di certo domenica chiunque vinca non avrà i numeri per governare da solo.
Ieri sera Tsipras e Meiramakis si sono frontreggiati nell'ultimo confronto televisivo. I primi commenti riferiscono che non c'è stato un vincitore. Come previsto Tsipras ha ripetutamente accusato il vecchio partito di governo di incapacità e corruzione. Meiramakis a sua volta ha rinfacciato a Tsipras di avere distrutto l'economia greca per salire al potere, bloccando una ripresa appena iniziata, e di non avere mantenuto alcuna promessa elettorale.
Sul fronte delle alleanze Meiramakis si è detto pronto a una grande coalizione che possa includere anche Syryza, mentre Tsipras ha detto che un suo governo sarebbe aperto solo all'ANEL, i Greci Indipendenti di Panos Kammenos, gli attuali alleati populisti di destra (Ανεξάρτητοι Έλληνες). "Ci sarà un governo progressista oppure un governo conservatore" ha aggiunto Tsipras.
Tsipras-Meimarakis debate will likely serve as a reminder to #Greek voters that there are other parties to choose from #ERTdebate2015
— Daphne Papadopoulou (@daphnenews) September 14, 2015
lunedì 24 agosto 2015
Le vacanze di Varoufakis
Il leader di Nuova Democrazia Meimarakis restituisce il mandato esplorativo al presidente greco Pavlopoulos, che lo passa a Lazafanis, il leader della frangia scissionista di Syriza ora diventata Unità Popolare. Due giorni di tempo anche per lui, senza reale possibilità di riuscire a raggiungere una maggioranza di governo. Poi saranno indette le elezioni.
Nel frattempo Yanis Varoufakis si fa fotografare nella sua casa di vacanze a Aegina, una isoletta a 25 km da Atene dove molti ricchi greci hanno la seconda casa. Il Guardian ieri tracciava un dettagliato profilo del personaggio più controverso della nuova politica greca.
Nel frattempo Yanis Varoufakis si fa fotografare nella sua casa di vacanze a Aegina, una isoletta a 25 km da Atene dove molti ricchi greci hanno la seconda casa. Il Guardian ieri tracciava un dettagliato profilo del personaggio più controverso della nuova politica greca.
venerdì 21 agosto 2015
La verità sugli aeroporti greci "regalati" alla Germania
Sulla stampa e nei social network è stato dato molto rilievo alla privatizzazione di 14 aeroporti greci, una delle condizioni previste nel terzo bailout di 85 miliardi di Euro concesso dall'Europa al governo di Atene. Il titolo di Repubblica riassume i toni con cui l'operazione è stata presentata, quasi fosse un furto perpetrato ai danni di qualcuno che non può opporsi alla malvagità. Lo storytelling è confermato e amplificato da centinaia di post sui social network, che anche in questo caso si possono riassumere con quanto pubblicato tre giorni fa da Sabina Guzzanti.
Guzzanti scrive un lungo post che registra oltre 7500 "mi piace" e più di 8300 condivisioni. "Leggiamo oggi che un'impresa tedesca la Fraport, si "compra" 14 aeroporti greci per 1,23 miliardi. Non scrivono negli articoli il valore reale degli aeroporti. Non ci informano quindi del FURTO. Non lo mettono in evidenza. I giornalisti, i loro direttori e i loro editori si rendono così complici di una rapina." scrive Sabina. I toni sono indignati, anzi furenti. E la stampa sarebbe complice. Visti i numeri del post della Guzzanti è chiaro che la gente gradisce questa lettura e la fa propria: i ladri tedeschi rubano gli aeroporti ai poveri greci affamati e inermi.
In realtà le cose sono andate in modo molto diverso. Nel 2014 il governo Samaras aveva avviato la privatizzazione di 14 aeroporti, uno dei tanti punti inseriti nel programma dela Troika per Atene. Si tratta degli scali di Salonicco, Corfù, Chania (Creta), Cefalonia, Zante, Aktion, Kavala, Rodi, Kos, Samos, Mytilini, Mykonos, Santorini e Skiathos. La procedura prevedeva un bando internazionale, dal quale era stata selezionata l'offerta del team formato dal colosso greco dell'energia Copelouzos e dal gruppo tedesco Fraport, che gestisce l'aeroporto di Francoforte. Il soggetto che si aggiudicava il bando avrebbe avuto in concessione per 40 anni gli aeroporti (non la vendita, quindi). Il cartello Fraport-Copelouzos aveva offerto 1.23 miliardi di Euro, oltre a un canone di 22.9 milioni l'anno. Inoltre nei primi quattro anni si impegnava ad investire 300 milioni per l'adeguamento delle strutture, mentre altri 1.4 miliardi sarebbero stati stanziati entro il termine della concessione.
Nel gennaio 2015 si è insediato il governo Tsipras, che ha bloccato tutte le privatizzazioni avviate da Samaras, compresa la concessione in gestione degli aeroporti. Oggi, dopo le pressioni di Bruxelles sulla necessità di avviare le privatizzazioni, la procedura è stata finalizzata. Si tratta di una rapina, come denuncia Guzzanti? E' shopping, come scrive Repubblica? Non è altro che un normale processo di privatizzazione con un bando di evidenza pubblica per gestire aeroporti (che non sono venduti, meglio ripeterlo). Il prezzo non sembra congruo, visto che su facebook sono diventati tutti esperti di macroeconomia e gestione aeroportuale? Si trattava della migliore offerta pervenuta al governo greco. Tutto il resto è storytelling.
Guzzanti scrive un lungo post che registra oltre 7500 "mi piace" e più di 8300 condivisioni. "Leggiamo oggi che un'impresa tedesca la Fraport, si "compra" 14 aeroporti greci per 1,23 miliardi. Non scrivono negli articoli il valore reale degli aeroporti. Non ci informano quindi del FURTO. Non lo mettono in evidenza. I giornalisti, i loro direttori e i loro editori si rendono così complici di una rapina." scrive Sabina. I toni sono indignati, anzi furenti. E la stampa sarebbe complice. Visti i numeri del post della Guzzanti è chiaro che la gente gradisce questa lettura e la fa propria: i ladri tedeschi rubano gli aeroporti ai poveri greci affamati e inermi.
In realtà le cose sono andate in modo molto diverso. Nel 2014 il governo Samaras aveva avviato la privatizzazione di 14 aeroporti, uno dei tanti punti inseriti nel programma dela Troika per Atene. Si tratta degli scali di Salonicco, Corfù, Chania (Creta), Cefalonia, Zante, Aktion, Kavala, Rodi, Kos, Samos, Mytilini, Mykonos, Santorini e Skiathos. La procedura prevedeva un bando internazionale, dal quale era stata selezionata l'offerta del team formato dal colosso greco dell'energia Copelouzos e dal gruppo tedesco Fraport, che gestisce l'aeroporto di Francoforte. Il soggetto che si aggiudicava il bando avrebbe avuto in concessione per 40 anni gli aeroporti (non la vendita, quindi). Il cartello Fraport-Copelouzos aveva offerto 1.23 miliardi di Euro, oltre a un canone di 22.9 milioni l'anno. Inoltre nei primi quattro anni si impegnava ad investire 300 milioni per l'adeguamento delle strutture, mentre altri 1.4 miliardi sarebbero stati stanziati entro il termine della concessione.
Nel gennaio 2015 si è insediato il governo Tsipras, che ha bloccato tutte le privatizzazioni avviate da Samaras, compresa la concessione in gestione degli aeroporti. Oggi, dopo le pressioni di Bruxelles sulla necessità di avviare le privatizzazioni, la procedura è stata finalizzata. Si tratta di una rapina, come denuncia Guzzanti? E' shopping, come scrive Repubblica? Non è altro che un normale processo di privatizzazione con un bando di evidenza pubblica per gestire aeroporti (che non sono venduti, meglio ripeterlo). Il prezzo non sembra congruo, visto che su facebook sono diventati tutti esperti di macroeconomia e gestione aeroportuale? Si trattava della migliore offerta pervenuta al governo greco. Tutto il resto è storytelling.
giovedì 20 agosto 2015
Il nuovo primo ministro greco sarà una donna
L'interim al governo sarà ricoperto da Vassiliki Thanou (65), presidente della Corte Suprema di Grecia e già presidente della Associazione Nazionale Magistrati. Thanou (foto sopra) sarà la prima donna premier del paese. Vale la pena ricordare che Thanou, malgrado il suo ruolo apicale nelle istituzioni, si era espressa duramente contro il terzo programma di aiuti europei proposto pochi giorni fa da Tsipras.
Ora la Grecia affronterà una campagna elettorale lampo in piena estate, con il paese ancora brulicante di turisti (in larga parte tedeschi) e con la contemporanea emergenza immigrazione a Kos, Lesbos e le altre isole dell'Egeo. Tsipras confida evidentemente nella sua popolarità, che supera i confini di Syriza e dovrebbe metterlo al riparo da Piattaforma di Sinistra, la fronda del partito che stasera stessa dovrebbe annunciare la nascita di una nuova forza politica di sinistra.
Left Platform (SYRIZA's radicals) are waiting for #Tsipras' announcemenents to announce new party - state TV
— Daphne Papadopoulou (@daphnenews) August 20, 2015
Le cose però per la Grecia potrebbero complicarsi parecchio. Il protocollo di intesa sottoscritto con l'Eurogruppo e approvato dal parlamento di Atene prevede infatti che per ottobre il governo greco debba redigere una revisione del bilancio per il 2015, un nuovo bilancio preventivo 2016 e un piano fiscale triennale 2016-2019. Il piano triennale dovrebbe comprendere ipotesi dettagliate di riforme strutturali come il taglio delle pensioni minime, la graduale riduzione dei prepensionamenti, la riforma delle tasse sul reddito. Operazioni che certo non possono essere svolte da un governo balneare di un mese e con la campagna elettorale in corso. Ma, se Atene non presenterà questi documenti nei tempi previsti dall'accordo, la concessione degli aiuti europei potrebbe essere messa in discussione.Inoltre, appena saranno indette le elezioni, l'apparato statale si bloccherà. Non saranno più emesse cartelle esattoriali (la scadenza delle tasse sugli immobili è prossima) e le altre forme di recupero dei crediti statali saranno interrotte. La quantità di mancati introiti ad Atene è enorme. Nell'incertezza politica, complice anche la chiusura delle banche per oltre un mese, molti non hanno rispettato le scadenze di tasse, iva, bollette. Questo in un paese dove, secondo alcune fonti, quattro su cinque transazioni economiche non sono fiscalmente tracciabili. Sono, insomma, in nero. Con inevitabili conseguenze per le casse dello stato.
domenica 16 agosto 2015
Che Guevarou
giovedì 16 luglio 2015
Grecia, tre settimane di banche chiuse
Le banche greche resteranno chiuse almeno fino a lunedì 20 luglio, quando la concessione di fondi di emergenza da parte della BCE dovrebbe permettere la riapertura parziale. Nel frattempo, con gli sportelli serrati, non sono stati erogati mutui nè permesse transazioni di denaro. Con le banche chiuse per venti giorni, in un paese che soffre una altissima evasione fiscale, ovviamente nessuno avrà pagato le rate dei debiti, le bollette saranno state buttate nel cestino, le scadenze delle tasse ignorate, l'emissione delle fatture dimenticata. Questo è l'effetto principale del referendum voluto da Varoufakis e Tsipras, perché politicamente il referendum ha prodotto ben poco: l'accordo su cui sono stati chiamati ad esprimersi i Greci è stato superato da un altro molto più punitivo, che Tsipras ha sottoscritto e il parlamento greco ha ratificato ieri notte.
Ho letto commenti divertenti sul web tipo: "Le banche chiuse? Che importa, la nostra vita non può dipendere dalle banche". Le tre settimane di chiusura delle operazioni bancarie sono il regalo di Syriza al paese. Ci vorranno mesi, forse anni per tornare alla normalità. Normalità che forse in Grecia non c'è mai stata, vero. Niente fatture, niente scontrini fiscali, tutto molto pittoresco. Secondo alcune fonti l'evasione fiscale in Grecia arriva all'85 per cento. Con queste cifre nessun paese può farcela.
Ho letto commenti divertenti sul web tipo: "Le banche chiuse? Che importa, la nostra vita non può dipendere dalle banche". Le tre settimane di chiusura delle operazioni bancarie sono il regalo di Syriza al paese. Ci vorranno mesi, forse anni per tornare alla normalità. Normalità che forse in Grecia non c'è mai stata, vero. Niente fatture, niente scontrini fiscali, tutto molto pittoresco. Secondo alcune fonti l'evasione fiscale in Grecia arriva all'85 per cento. Con queste cifre nessun paese può farcela.
mercoledì 15 luglio 2015
martedì 14 luglio 2015
#Agreekment: Ipse dixit Yanis
Yanis Varoufakis ha appena twittato un link al suo primo commento ufficiale all'accordo di ieri.
On the Euro Summit’s Statement on Greece: First thoughts http://t.co/7TTsbOrkof
— Yanis Varoufakis (@yanisvaroufakis) July 14, 2015
lunedì 13 luglio 2015
Lo aveva detto: "Motivi familiari"
#Varoufakis getting a lot of heat for this pic of him relaxing in Aigina last Weds when things were critical. #YOLO pic.twitter.com/43QGdSQh9S
— Omaira Gill (@OmairaGill) July 13, 2015
sabato 11 luglio 2015
La risposta della Germania a Tsipras
Here's the Schäuble Grexit plan everybody is talking about - via @sven_giegold pic.twitter.com/zYwTeyx4Q5
— Mathieu von Rohr (@mathieuvonrohr) July 11, 2015
Un po' tragedia, un po' farsa. Senza lieto fine.
La questione greca non sembra risolta, malgrado il via libera del parlamento greco della notte scorsa. Secondo gli insiders di Bruxelles le possibilità che oggi l'Eurogruppo approvi la proposta Tsipras non superano il cinquanta per cento. Intanto il documento adesso ha un allegato di tre pagine scritto dalla Troika, con molti distinguo e appunti alla proposta greca.
Molto bello l'articolo scritto oggi da Larry Elliott, caporedattore economico del Guardian. L'incipit del pezzo è il titolo di questo post.
Molto bello l'articolo scritto oggi da Larry Elliott, caporedattore economico del Guardian. L'incipit del pezzo è il titolo di questo post.
venerdì 10 luglio 2015
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