domenica 23 agosto 2009

Reburbia, i risultati

Inhabitat ha pubblicato i risultati del concorso Reburbia, dedicato ad idee per ridisegnare le periferie urbane.
Nel post del 27 luglio avevo scritto che Reburbia era un concorso leggero, lontano dai connotati burocratici che appesantiscono i concorsi di architettura a cui siamo abituati in Italia (tempi interminabili, ricorsi e controricorsi, giurie di tromboni).
Nel giro di meno di un mese Reburbia ha ricevuto centinaia di proposte e ha selezionato venti finalisti, tra i quali sono stati scelti quattro vincitori. Di questi tre sono stati scelti dalla giuria e uno dal pubblico. Quello uscito dal voto popolare è il mio preferito, una idea di Galina Tahchieva per un Urban Sprawl Repair Kit, un abaco di idee per cercare di rimediare ai disatri delle periferie. Mi piace anche che la proposta sia presentata con planimetrie e prospettive isonometriche a mano, un po retrò ma efficaci ed emotivamente molto più coinvolgenti dei perfetti ma algidi rendering.

venerdì 21 agosto 2009

Il grigio delle bandiere blu

Oggi il Corriere della Sera dedica una pagina alle cosiddette bandiere blu, segnalando alcuni casi in cui il riconoscimento non corrisponde alle opinioni di chi frequenta le spiagge dove sventola il vessillo.
La bandiera blu viene assegnata dalla FEE (Foundation for Environmental Education) sulla base di risposte fornite dalle amministrazioni candidate ad una serie di quesiti sui servizi di spiaggia, le informazioni ai turisti, la generale "tendenza ecologica" dei luoghi. Requisito essenziale è ovviamente l'analisi delle acque di balneazione.
Delle tante bandiere blu italiane il primato regionale spetta alla Liguria (17), seguono Toscana e Marche con 16. L'Abruzzo ne conta 13, la Calabria e la Sicilia 4 e la Sardegna solo due (Santa Teresa di Gallura e La Maddalena).
Resta difficile pensare che le basse e sabbiose coste abruzzesi possano essere più attraenti delle acque di Sardegna, ma questo è il resoconto della FEE, che comunque valuta solo le richieste formulate.
La baia di Portonovo, nel comune di Ancona, non chiede da molti anni alla FEE di avere una bandiera blu. A Portonovo tutte le acque luride vengono pompate a monte con un impianto complesso e molto costoso, mentre in molte altre spiagge si va avanti con le fosse settiche, quando va bene. A Portonovo si fa raccolta differenziata porta a porta da anni e in tutte le spiagge non si vede (e non si odora) un cassonetto, che nelle vicinanze dei ristoranti di pesce può produrre miasmi micidiali. Portonovo scoraggia la mobilità privata con linee di autobus che la collegano con Ancona e tutta la Riviera del Conero e bus navetta gratuiti che trasportano i bagnanti dai parcheggi situati a monte alle spiagge.
Portonovo normalmente è stracolma di frequentatori, che a ragione la giudicano un luogo imperdibile e unico. Ad una destinazione come questa serve la bandiera blu della FEE? Secondo le ultime considerazioni degli operatori turistici della baia si, tanto da costituire un comitato e chiedere alla amministrazione del Comune di Ancona di attivarsi per sottoporre la candidatura per il 2010.
Il paradosso è che, secondo i requisiti del questionario FEE, la bandiera blu potrebbe essere facilmente assegnata anche alla spiaggia sabbiosa di Palombina Nuova, situata a nord di Ancona e a pochi chilometri dalla raffineria API di Falconara e dal porto internazionale del capoluogo. Palombina ha acque più che balneabili e servizi di spiaggia che non hanno nulla da invidiare a Portonovo. Certo, il colpo d'occhio non è lo stesso, ma non è un requisito. Altrimenti la bandiera blu non sventolerebbe su luoghi come Jesolo, Comacchio, Mondolfo, Porto Recanati o Giulianova.
Io resto della mia opinione: la bandiera blu legittima chi la assegna, non chi la riceve.

giovedì 20 agosto 2009

Le multe per Kyoto? Nelle bollette

Ne avevo scritto su Sostenibilitalia la scorsa settimana dopo l'annuncio del ministro dell'ambiente Prestigiacomo: il governo incolpa Prodi delle negoziazioni sul tetto di emissioni e scopre improvvisamente che ci sono da pagare oltre 500 milioni di Euro per gli sforamenti delle nostre imprese. Tutto già previsto e contabilizzato, ma nei due anni passati dalla firma dell'accordo nulla è stato fatto per riconvertire l'industria e la produzione energetica nazionale. Non è stato neppure tentato un piano di efficienza e riduzione dei consumi, anzi Tremonti aveva anche provato ad eliminare gli incentici per le energie rinnovabili e il risparmio energetico in edilizia, salvo poi fare marcia indietro di fronte alla rivolta di artigiani e piccole imprese.
Oggi Repubblica scrive quello che in molti avevamo immaginato: il denaro necessario per pagare le salate multe di Bruxelles finirà nelle nostre bollette della luce, dove già si annidano addizionali varie, compresa quela per lo smaltimento delle scorie nucleari degli anni '80. Le associazioni dei consumatori rispondono immediatamente "no grazie" e diffidano il governo a mettere in atto una mossa che, secondo Paolo Landi di Adiconsum, costerebbe 40 Euro l'anno a famiglia. "Le responsabilità vanno cercate tra le imprese e nel non controllo del Governo" aggiunge Adiconsum.

mercoledì 19 agosto 2009

Fernanda Pivano, 1917 - 2009

Ezra Pound, Allen Ginsberg e Fernanda Pivano a Portofino, il 23 settembre 1967.

L'Italia, l'Europa, i finanziamenti

Un articolo in prima pagina su Italia Oggi mette in guardia sul pericolo, estremamente concreto, che l'Italia perda una buona parte dei suoi fondi comunitari. Le ragioni sono le stesse di sempre: scarso coordinamento tra stato e regioni, tempi lunghissimi per la emanazione dei bandi, difficoltà ad adeguarsi ai severi meccanismi di rendicontazione.
Il pezzo di Marino Longoni non è nemmeno troppo illuminante, tutti quelli che seguono il settore sanno queste cose da un pezzo. L'ultimo esempio è IPA (instrument for pre-accession assistance), uno dei pochi programmi comunitari destinato ai paesi in fase di accesso o potenziali candidati all'ingresso nell'Unione. Inutile dire che IPA rappresenta una risorsa cruciale nell'area adriatico-balcanica. Bruxelles ha emanato le regole per IPA nel giugno 2007. L'IPA Adriatico, che sostituisce il programma Interreg IIIA, è stato approvato dalla Commissione Europea il 25 marzo 2008. L'Italia ha individuato l'autorità di gestione nella regione Abruzzo, che dopo interminabili riunioni con le altre regioni interessante e continui rinvii ha approvato il bando un mese fa, dopo 14 mesi. La colpa non è del terremoto, il bando sarebbe dovuto uscire lo scorso anno.
Il sito web del programma IPA Adriatico è stato attivato il 31 luglio. Il bando finalmente è stato pubblicato e scadrà il prossimo 29 ottobre. Nel corso di questi due anni le aspettative sono cresciute, i potenziali progetti si sono moltiplicati, l'attesa ha snervato tutti i soggetti pubblici o privati interessati. Il risultato di questa lunghissima gestazione sarà un numero elevato di proposte che metterà in grave difficoltà chi dovrà selezionarle, visti i gravissimi ritardi già accumulati.

lunedì 17 agosto 2009

La strada per Copenhagen

Nella assoluta indifferenza degli organi di informazione italiana, Bonn ha ospitato dal 10 al 14 agosto una sessione informale della convenzione delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico. Malgrado l'infelice collocazione temporale all'Hotel Maritime di Bonn c'erano 2500 delegati, segno che l'attenzione del mondo sull'emergenza dei cambiamenti climatici resta alta anche in tempi vacanzieri.
La natura "informale" dell'incontro tedesco non giustificava aspettative di particolari progressi, almeno sotto il profilo della diplomazia. Tuttavia il commento finale del segretario esecutivo dell'UNFCCC Yvo de Boer chiarisce bene lo stato delle cose: "Di questo passo non ce la faremo".
Se si vuole raggiungere un accordo a Copenhagen i negoziati devono proseguire con una marcia diversa sui vari tavoli, dall'adattamento alla tecnologia e alla necessità di sostenere i paesi in via di sviluppo.
Il prossimo appuntamento UNFCCC, questa volta formale, è a Bangkok dal 28 settembre al 9 ottobre. Ma la settimana precedente il segretario generale ONU Ban Ki-moon ha convocato una giornata sul clima a New York per il 22 settembre, il giorno prima della 64ima assemblea generale delle Nazioni Unite. Inoltre il 24 e 25 settembre si terrà a Pittsburgh il prossimo meeting del G-20. Gli sherpa sono già in movimento.