giovedì 3 settembre 2009

Nissan, una elettrica nel 2011

Non ho capito se la tempesta abbattutasi sulla General Motors ha cambiato i piani per la introduzione della Chevrolet Volt e della sua sorella europea Opel Ampera. La Volt era stata annunciata come la prima auto di produzione di massa a trazione esclusivamente elettrica e la sua uscita sul mercato prevista entro il 2010.
Nel frattempo molte altre case stanno lavorando a progetti di auto elettriche plug-in, producendo un effetto volano che si riflette particolarmente sulla ricerca nel settore delle batterie, che rappresentano il cuore e il punto più debole di questi modelli. Negli ultimi anni la produzione di batterie si è rivelato uno dei settori più innovativi e promettenti dell'industria, con grandi progressi nella realizzazione di accumulatori sempre più potenti e di dimensioni in costante riduzione.
La Nissan ha presentato ufficialmente la sua prima auto esclusivamente elettrica, la Leaf, una classica cinque posti e cinque porte di dimensioni standard e dall'apparenza ordinaria, anzi per la verità un po' bruttina. La Nissan Leaf è equipaggiata da un set di batterie laminate agli ioni di litio posizionate sotto il pianale che dovrebbero garantire una autonomia di 100 miglia, ovvero circa 160 Km. La velocità massima dichiarata è di 145 Kmh. La Leaf si ricarica con una spina in circa otto ore ma recupera energia anche attraverso l'impianto frenante. Inoltre con impianti speciali trifase può raggiungere l'80% di ricarica in 30 minuti o avere una estensione di autonomia di 50Km in soli 10 minuti. Questi sistemi, come riferisce Autoblog, potrebbero essere a pagamento e collocati in parcheggi o stazioni di servizio.

mercoledì 2 settembre 2009

Uno alla volta, per carità!

Oggi Wittgenstein segnala un articolo del New York Times che a sua volta prende spunto da una ricerca dell'Università di Stanford secondo cui il multitasking non paga. Per la verità la ricerca era stata già segnalata da Emanuela Di Pasqua sul Corriere della Sera la scorsa settimana.
Il multitasking consiste nello svolgere più compiti contemporaneamente senza causare interferenze. La definizione ha preso grande vigore con lo sviluppo delle applicazioni informatiche, ma in realtà sono sempre esisitite persone in grado di fare più cose assieme e al contrario altre che riescono ad affrontare solo un impegno alla volta.
Nella considerazione generale il multitasking è segno di vivacità intellettuale. Per dimostrare che l'ex presidente USA Gerald Ford non avesse grandi capacità si diceva che non fosse in grado di camminare e contemporaneamente masticare una gomma.
Secondo i ricercatori di Stanford impegnarsi contemporaneamente in più attività non significa essere particolarmente dotati, anzi. L'abitudine a sovrapporre compiti porterebbe a una maggiore tendenza alla distrazione e ad una ridotta capacità di registrare le informazioni.
Da consumato multitasker quale sono la cosa un po' mi disturba. Ai tempi del liceo i professori cercavano invano di beccarmi in castagna perché mi vedevano leggere o disegnare mentre facevano lezione. Se non passassi molte delle mie ore facendo più di una cosa contemporaneamente sono convinto che conbinerei molto meno e farei molta fatica a mantenere gli impegni. Cercherò di farmene una ragione.
Del resto, come conclude il pezzo del New York Times, è vero che nella favola alla fine è la tartaruga a spuntarla sulla lepre, ma tu chi vorresti essere? Una rugosa e lenta tartaruga o una lepre agile e reattiva?

FDG 090902 #455

Dal molo

martedì 1 settembre 2009

L'orto biologico di Michelle

La Casa Bianca ha diffuso un video che illustra le pratiche agricole dello staff presidenziale americano sotto la direzione di Michelle Obama.
Sembra che alla fine di luglio più di cento Kg di ortaggi fossero già stati raccolti e utilizzati anche nei pranzi ufficiali.

Scajola, altro rinvio atomico

La scorsa settimana ero in vacanza all'estero e non ho seguito con attenzione le accadenze politiche italiane.
Scopro solo oggi che il ministro Scajola è stato ospite del Meeting di Rimini il 25 agosto, nell'ambito di un avvincente dibattito dal titolo marzulliano Energia del futuro e futuro dell'energia.
Nell'occasione Scajola ha confermato quanto Sostenibilitalia aveva previsto da tempo: la scelta per la localizzazione delle centrali nucleari, già rinviata tre volte e ultimamente prevista entro la fine del 2009, sarà ulteriormente procrastinata.
"A primavera - entro sei mesi - l’Italia saprà dove saranno costruite le centrali nucleari" riferisce il Giornale di famiglia. Entro sei mesi dall'ultimo rinvio, sarebbe più corretto scrivere. Aprendo il link all'articolo del quotidiano di Feltrusconi si può leggere una sequenza impressionante di frasi a vanvera, tra le quali la mia preferita è "prima pietra nel 2013, primo reattore ultimato entro il 2018". Sui tempi e i costi del nucleare avevo già scritto qui e anche qui. Per riassumere, secondo le recenti esperienze in paesi più civili e pragmatici dell'Italia, dal momento della scelta dei siti alla ultimazione di una centrale passano dai 14 ai 22 anni.
Tornando all'ennesimo rinvio della scottante scelta dei siti delle centrali, ricordo ai più distratti che le elezioni regionali saranno indette, salvo colpi di scena, il 28 e 29 marzo 2010.

domenica 30 agosto 2009

I rischi del dominio .eco

C'è davvero bisogno di un nuovo top level domain .eco? L'ICANN sta pensando di lanciare il suffisso nel 2010, quando un nuovo gruppo di domini sarà autorizzato. All'inizio i top level domain eraso solo otto (com, edu, gov, int, mil, net, org and arpa), poi nel 2000 furono aggiunti aero, biz, coop, info, museum, name e pro. La terza infornata è del 2004 con altri sette: asia, cat, jobs, mobi, tel, travel and post. Ci sono poi circa 250 country code top level domain di due lettere, che indicano nazioni o stati. Il gruppo che sarà approvato nel 2010, di cui dovrebbe fare parte anche .eco, sarà il primo con domini scritti in altri alfabeti come il cinese e l'arabo.
Due grandi gruppi si contendono la gestione di .eco. Da una parte il gruppo canadese Big Room che ha il supporto del WWF e di Green Cross, dall'altra i Californiani di Dot Eco spalleggiati da Al Gore ma anche dal Sierra Club, storica associazione ambientalista americana. Ambedue i cartelli chiedono a ICANN di gestire il rilascio dei domini .eco, che significa amministrare le entrate ma anche verificare i requisiti dei richiedenti.
Le opinioni sono molto differenti e qualcuno si chiede se .eco sarà un sistema per attribuire credenziali oppure un modo per raccogliere denaro per le cause ambientaliste.
Il blog americano The Daily Green si interroga sul perché si debbano confinare i siti ecologisti in un solo dominio, quando la necessità è quella di essere visibili e raggiungere il massimo possibile di contatti. Secondo il blog i domini .eco "potrebbero relegare le tematiche ambientali ancora più agli estremi, ai margini del dibattito globale". Secondo Brian Clark Howard, editore di The Daily Green l'importante è rendere tutto ecologico e sostenibile, non solo gli argomenti trattati in siti speciali o in pubblicazioni di nicchia. Secondo me ha ragione.

sabato 29 agosto 2009

Piranha clandestini nel Po

Un pescatore di Guastalla, Marco Bonazzi, ha pescato un piranha nel Po parmense. La specie è Pygocentrus nattereri, volgarmente conosciuto come piranha rosso.
Per ora non si registrano commenti dal ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, competente per la pesca. Il ministro è il leghista Luca Zaia, militante di un partito che non tollera l'immigrazione clandestina.
Scatterà un'operazione di rimpatrio per i piranha?

Virgilio Savona, 1920 - 2009

I testi erano di Tata Giacobetti, Virgilio Savona scriveva le musiche e curava gli arrangiamenti del Quartetto Cetra.